Dalla Svizzera al Donbass: archeologia e solidarietà contro la guerra!

studenti donbass 1da sinistra.ch

Riceviamo dal Partito Comunista (Svizzera) e volentieri pubblichiamo

Il nostro portale ha fin dall’inizio raccontato le vicende ucraine: ben prima del colpo di stato fascista del 2014 avevamo tirato il campanello d’allarme su quanto si stava preparando. Nel 2012 avevamo pubblicato l’articolo di Francesco Vitali che denunciava le ingerenze dell’Unione Europea ai danni della sovranità ucraina (leggi), che stavano preparando la “rivoluzione colorata” avvenuta nel 2014 con l’inizio della leggi razziali ai danni dei russi, come nel 2014 spiegava Davide Rossi sempre da questo portale (leggi). Nel 2016 ospitavamo la traduzione di un testo di Guy Mettan che ricordava il golpe a due anni di distanza (leggi).

La sinistra svizzera è stata quasi tutta assente: dai socialisti che inizialmente sostenevano il golpe perché anti-russo e filo-europeista, ai trozkisti che nel golpe arrivavano addirittura a vedere presunte potenzialità rivoluzionarie e democratiche, al confuso Partito Svizzero del Lavoro che, di fronte alla repressione cui dovevano far fronte i comunisti ucraini, arrivava a far pubblicare sul proprio giornale un articolo contro di essi (leggi). Solo il Partito Comunista fin dall’inizio si era schierato senza tentennamenti al fianco dei popoli del Donbass sostenendo la resistenza patriottica contro la giunta fascista di Kiev, criticando anche l’ambiguità della Direzione per lo Sviluppo e la Cooperazione della Confederazione Svizzera a riguardo (leggi) e pubblicando un video in cui il segretario Massimiliano Ay spiegava la linea del Partito (vedi).

La lettera di ringraziamento dell’Università di Donetsk al Partito Comunista (Svizzera)

La brutale aggressione che il regime di Kiev sta muovendo da ormai quasi 4 anni contro le regioni russofone dell’Ucraina – il Donbass – fa ormai parte della quotidianità di quelle terre. Al peso della guerra si somma quello dell’indifferenza, in special modo quella dei grandi media internazionali: “quando sono i protetti dell’Unione Europea e degli USA ad usare il bastone – sguinzagliando battaglioni di paramilitari neo-nazisti contro la popolazione civile – si fa calare il sipario” accusa il Partito Comunista in una nota stampa.

Ma – continuano i comunisti – “è proprio in questa dura quotidianità che la popolazione cerca di sopravvivere, portando avanti le proprie vite: la famiglia, il lavoro, gli studi. Nelle pieghe di una situazione drammatica il Donbass coltiva ostinatamente il suo futuro”. Gli studenti della Facoltà di Storia dell’Università Nazionale di Donetsk, infatti, avevano in programma una spedizione archeologica, da svolgersi in Crimea, presso il noto sito-riserva naturale di Chersoneso Taurico, antico insediamento greco sotto protezione dell’UNESCO. Una spedizione che rischiava però di non poter avvenire, perché la guerra, con le innumerevoli limitazioni che essa comporta, non avrebbe permesso a buona parte di loro di prendervi parte.

Ed è per questo motivo che il Partito Comunista, nell’ambito delle proprie numerose attività di cooperazione internazionale, è intervenuto, rispondendo alla richiesta d’aiuto promossa dall’Università, in collaborazione col Partito Comunista della Repubblica Popolare Democratica di Donetsk: l’intento è stato quello di permettere a questi studenti (vedi foto sopra) di compiere la loro spedizione. Dando vita ad una raccolta fondi e partecipando alle spese della spedizione, i comunisti svizzeri “hanno voluto onorare, anche sul piano internazionale, la propria vocazione in difesa al diritto allo studio, compiendo un gesto tangibile di solidarietà, e cercando di aprire una piccola breccia nel muro dell’indifferenza che avvolge il Donbass. Dove si continua a morire, ma anche a vivere, a lavorare. E anche a studiare”, conclude il comunicato.

La raccolta fondi continuerà per altri progetti a favore degli studenti dell’Università Nazionale di Donetsk: per chiunque volesse a sua volta fornire un contributo finanziario è possibile effettuare un versamento al conto IBAN CH95 0900 0000 6915 6711 4 intestato a “Partito Comunista – Conto di Solidarietà” indicando come causale “Aiuto umanitario”.