Nasce una nuova rivista

Ricostruire il partito comunista

“Non pensiamo certo che il PdCI, da solo, possa rappresentare la risposta e la soluzione alla questione comunista in Italia”. Ciò afferma Oliviero Diliberto in una recente intervista, proseguendo: “Proprio per questo abbiamo assunto il progetto della ricostruzione unitaria del Partito comunista, che vorremmo perseguire assieme alle compagne e ai compagni di Rifondazione, di al tre formazioni, o senza partito. La linea dell’unità dei comunisti in un solo partito (…) E colgo l’occasione per dire che chi sostiene che non abbiamo analizzato criticamente, con grande rigore, la nostra posizione sulla guerra alla Jugoslavia, condotta da un governo di cui – pur contestando la guerra, noi facevamo parte – mente sapendo di mentire, oppure non ha seguito il nostro congresso del 2008. Rispetto ai rapporti di forza sociali oggi così sfacciatamente favorevoli al capitale e di fronte alle dure condizioni di vita della classe operaia e dell’intero mondo del lavoro, la divisione dei comunisti in due piccoli partiti ci è parsa e ci pare ancor più oggi priva di senso. Mentre c’è bisogno come il pane di un Partito comunista unito, più forte, che sappia rispondere alla lotta di classe scatenata dal capitale, radicarsi nei luoghi del conflitto e del lavoro, avviare una profonda ricerca politico- teorica per dotarsi di un profilo all’altezza dei tempi. Purtroppo Rifondazione, fino a questo momento, non ha risposto positivamente nel suo insieme a questa proposta..e noi pensiamo oggi che vanno fatti dei passi avanti concreti in questa direzione (…) subito, senza tentennamenti e tatticismi. L’unificazione dei comunisti non è in contrapposizione all’unità a sinistra. Se vogliamo essere efficaci nell’offrire una sponda politica al movimento degli studenti o alla Fiom, in un momento così tragico, dobbiamo unire tutti coloro che, a sinistra, sono disponibili a farlo. Voler costruire un più forte partito comunista dentro un più generale movimento di unità della sinistra, significa render più forte tutta la sinistra. Nessun settarismo. Il congresso che dobbiamo tenere a norma di statuto nel corso del 2011 sarà, come ovvio, il congresso dei comunisti italiani del PdCI, ma non solo. Sarà un congresso aperto a tutte le comuniste e i comunisti che insieme a noi intendono compiere un passo avanti concreto nel processo di “ricostruzione del partito comunista” in Italia (…) cioè l’apertura di un processo (il congresso apre un cantiere, non lo chiude: è una prima tappa) in cui il PdCI metta le sue forze, risorse e strutture a disposizione di un processo di ricostruzione che vada ben oltre i propri confini. Ci rivolgiamo dunque innanzi tutto al Prc, che andrà anch’esso al congresso nel 2011, ma anche a tutti coloro che condividono questa esigenza. Siamo convinti che, se non si compiono i primi passi concreti in questa direzione, rompendo ogni indugio e tatticismo e avviando una fase aggregativa, l’ulteriore deriva e lo smarrimento di migliaia di militanti comunisti diventa inevitabile. A quanti sono consapevoli della gravità della crisi e dell’urgente ne ces sità del partito comunista facciamo appello a sostenere in tutti i modi possibili questo processo, nelle forme che riterranno più consone alla loro attuale collocazione nel conflitto sociale e politico. Ci impegniamo a promuovere, grazie anche al contributo del l’As so ciazione politico-culturale Marx XXI, una ri flessione aperta sulle ragioni del socialismo nel XXI secolo, e sulle caratteristiche del partito comunista di cui c’è bisogno oggi. Ciò comporta, anche per noi, una riflessione critica e autocritica sull’insieme del la nostra esperienza, dentro e fuori il venten nio di Ri – fondazione, che abbiamo co minciato a sviluppare già da alcuni anni e che vogliamo con durre nel confronto aperto con tutti i comunisti e con tutte le donne e gli uomini che saranno disponibili”.