Via i soldati italiani dall’Iraq

Ho partecipato alla marcia Perugia-Assisi, un’enorme kermesse fatta in buona parte da giovani e giovanissimi, una festa giovane della pace, un momento di rara bellezza in cui ho di nuovo toccato con mano come la sensibilità e il desiderio per la pace siano in crescendo in questo Paese. I partecipanti hanno chiesto con forza, con la loro voce giovane che è voce del futuro, che l’Europa assumesse nella sua Costituzione la pace come valore fondante. Ma hanno anche chiesto a tutte le forze politiche dell’opposizione al governo Berlusconi – che ad Assisi assentivano – di battersi per la parola d’ordine “fuori i soldati italiani dall’Iraq”.
Per ciò che riguarda la Costituzione europea ci amareggia in modo assoluto, profondo, che in quella Carta il rifiuto della guerra non sia stato accolto. Che Europa sarà senza il rifiuto della guerra? Ora, per la Costituzione dell’Unione europea, la pace non è l’obiettivo più alto, il valore costituente, come dovrebbe, ma solo uno dei tanti e diversi obiettivi da raggiungere. Non pace, dunque: la nuova Costituzione prevede invece una “Agenzia europea per gli armamenti” e un “Fondo militare” costituito da contributi degli Stati membri, sui quali il Parlamento europeo ha solo una funzione consultiva. La Costituzione europea prevede anche “Assistenza militare”, “Prevenzione dei conflitti e mantenimento della pace”, “Combattimento nella gestione di crisi… lotta contro il terrorismo anche sul territorio di Stati terzi”.
Il popolo di Assisi, come quello che il 15 febbraio scorso si riunì a Roma, chiedeva ben altro: chiedeva che lo spirito dell’articolo 11 della Costituzione italiana, col suo rifiuto della guerra, venisse accolto nella Costituzione europea: “L’Europa ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e riconosce nella pace il diritto fondamentale delle persone e dei popoli. L’Europa contribuisce alla costituzione di un ordine internazionale pacifico e democratico e a tal scopo promuove e favorisce il rafforzamento e la democratizzazione dell’ONU e lo sviluppo della cooperazione internazionale”. Questa sarebbe stata la Costituzione di un’Europa democratica e dei popoli !
È stato poi un peccato che nella Perugia – Assisi, assieme al problema della pace nella Costituzione europea, non si sia parlato del grave problema della NATO. Prima di tutto perché la NATO sta celermente mutando la propria struttura genetica e sta passando da un’alleanza di difesa (così come era stata progettata e poi approvata dai vari parlamenti nazionali) ad un’alleanza volta all “attacco militare”, un attacco da portare in tutte le aree del mondo ove siano minacciati gli interessi economici e il dominio dell’occidente.
Questo nuovo concetto strategico è stato così definito nel vertice di Washington del 1999. Ma ancora più grave è il fatto che la NATO abbia fatto propria la nefasta concezione dell’“attacco preventivo” come nuova strategia di guerra (vertice NATO di Praga del 2003).
Questo nuovo e devastante ruolo strategico della NATO su scala internazionale, questa sua vera e propria mutazione genetica, questa trasformazione in “GRANDE NATO” è passata ed è stata passivamente accettata senza che ne discutessero (e nemmeno ne fossero informati) né i parlamenti né i popoli europei ( si può capire solo in quest’ottica di buio totale, di subordinazione ai voleri della NATO, il fatto che la base NATO della Maddalena, in Sardegna, stia per essere significativamente e pericolosamente – in questa fase di pulsioni di guerra – raddoppiata senza che si dica una parola, si alzi un’obiezione).
La mutazione genetica della NATO avviene poi in un momento in cui i paesi dell’est europeo sono letteralmente spinti ad entrare nell’Unione europea, e mentre la stessa Unione europea accelera drammaticamente il suo processo di militarizzazione per far fronte alla super potenza militare Usa.
Il popolo di Assisi chiedeva “ Via i soldati italiani dall’Iraq!”. Questa parola d’ordine, purtroppo, è stata accolta dalle forze della sinistra moderata solo per poche ore ( il tempo della Marcia…), per poi essere abbandonata e tradita dopo la decisione all’ONU. Ma abbandonare tale parola d’ordine vuol dire solo avallare una guerra, quella contro l’Iraq, profondamente ingiusta e priva di ogni ragione ( le fantomatiche armi di distruzione di massa irachene non si sono mai trovate e continuano a non trovarsi…), una guerra come un “attacco preventivo” che ha distrutto un Paese, fatto a pezzi la Legge internazionale e la stessa ONU.

Dopo l’amarezza che abbiamo provato per come si sono comportate le forze d’opposizione per la Legge 185, sentiamo dire che è in arrivo in Italia il primo gruppo di “Euro-Fighter” (E.F. che giungeranno a Grosseto, l’11 dicembre prossimo). Per questi primi E.F. abbiamo sborsato mille e venti miliardi di vecchie lire; il totale della spesa sarà di sedici mila miliardi di vecchie lire per tutti i 121 E.F. che saranno acquistati.
Questi nuovi bombardieri di produzione europea sono caccia monoposto bireattori, dotati di sistemi per il bombardamento a bassa quota. Sono in grado di sganciare le super bombe (le “taglia-margherite” !) dalla potenza di una piccola atomica, recentemente utilizzate in Afghanistan.
La scelta di questi nuovi caccia bombardieri ci fa capire che cosa si intende per Nuovo Modello di Difesa. Gli E.F. sono aerei concepiti per l’impiego in ampi scenari di guerra, come quelli che si sono aperti in questi anni, nel Golfo, nel Kossovo, nell’ Afghanistan e di nuovo in Iraq, e non servono certo per la difesa del “patrio suolo”. Per adeguare le strutture dell’aeroporto di Grosseto sono già stati stanziati i primi cento e cinquanta miliardi di lire.
Ciò che davvero ci fa male è sentire che nessuna forza dell’opposizione, anche in questo caso, ha sollevato obiezioni. Eppure la nostra Costituzione è ampiamente violata, il nostro popolo tradito.
È giusto, bello, partecipare alle marce, come la Perugia – Assisi ; ma vediamo poi come buona parte dei partiti abbiano difficoltà ad accogliere ciò che il popolo della pace di questo Paese sente e pensa. È bello condividere il cammino dei pacifisti, ma occorrerebbe essere poi coerenti, non accettare (per pochi giorni) le parole di pace e poi capovolgerle e dimenticarle. La pace è anche questo: che i soldati italiani in Iraq tornino a casa!