“Un progetto che abbandona la prospettiva del socialismo”

*Presidente e responsabile esteri del KSS

Il Partito Comunista di Slovacchia (KSS) rispetta i valori di base espressi nelle tesi del Partito della sinistra europea (SE). E’ un fatto indubbiamente positivo che la Sinistra europea resti un combattente fondamentale per un’ Europa democratica e di pace, in modo che essa non sia sottomessa al neoliberismo e affronti in modo adeguato la globalizzazione. Come la Sinistra europea, cos anche il PC slovacco comprende quanto sia indispensabile difendere le conquiste sociali dei cittadini e lo Stato sociale in Europa. E’ decisamente nostro compito difendere i diritti dei lavoratori e sviluppare una nostra visione del modello sociale europeo.

D’altra parte per il KSS vede nelle tesi politiche della Sinistra europea un programma minimalista che non contempla il nostro fine fondamentale: il socialismo. Si può criticare questo termine come vago e indefinito. Si può rimproverare una non concretezza politica. E tuttavia questo termine necessario alla definizione di un’identità comunista.

Con l’abbandono della visione del socialismo, la socialdemocrazia ha via via abbandonato le radici marxiste. E’ stato poi solo questione di tempo giungere fino all’accettazione del modello neoliberista. Oggi del tutto evidente che la socialdemocrazia ha perso la sua immagine originaria e il suo spostamento a destra ormai un fatto assodato della scena politica europea. E’ davvero indispensabile formulare in modo chiaro l’identità della sinistra, in modo che essa non faccia la fine della socialdemocrazia. E’ necessario sviluppare ulteriormente la nostra eredità marxista e riaffermare in ogni documento il nostro fine ultimo, quello del socialismo come alternativa al capitalismo.

Le tesi politiche della Sinistra europea, secondo il KSS, si lasciano andare alla retorica e abbandonano le direttrici fondamentali che definiscono l’identit dei partiti di sinistra. Invece di sviluppare il marxismo, nel documento si fa riferimento a Marx solo per quanto concerne la sua concezione sull’alienazione del lavoro. Il KSS del parere che si debba sviluppare ulteriormente l’insegnamento di Marx, per adeguarlo alle necessità del nuovo tempo. Il KSS rispetta le idee neo-marxiste come anche l’idea di una moderna sinistra alternativa. Ma fa anche appello alla continuità. Non possibile ignorare tutto ci che si raggiunto in 55 anni di movimento operaio e comunista. Dopo due secoli di lotta contro il capitalismo, ora la sinistra europea, come il soggetto pi radicale della scena politica europea, non propone altro che un rifacimento cosmetico del capitalismo e non pone la prospettiva di un’ Europa socialista come proprio obiettivo. Ciò ci induce a dire che la situazione nella sinistra in Europa davvero seria. Se la sinistra europea si pone come fine la costruzione di un capitalismo dal volto umano, l’idea comunista viene a perdere la sua ragion d’essere.

Se le tesi politiche della Sinistra europea tendono a produrre un determinato modus vivendi nel movimento di sinistra in Europa, allora dobbiamo riaffermare la necessità per i partiti comunisti di difendere la propria identità e il proprio indirizzo di base. Non si può assumere acriticamente il vocabolario neoliberista. La sinistra ha sempre lottato per la democrazia e i diritti umani, ma la propria concezione stata sempre differente dalla retorica liberale. Purtroppo le tesi della SE in gran parte non si differenziano minimamente dall’egualitarismo della concezione liberale americana. Il KSS del parere che il neo-marxismo non debba significare la liquidazione del marxismo, ma il suo sviluppo.

L’attuale era neoliberista globalizzata spinge tutti i soggetti politici in una determinata direzione. E tuttavia i partiti cristiani non si liberano del cristianesimo, i partiti nazionalisti non si liberano del nazionalismo e i partiti liberali non rinunciano al liberalismo. Perché allora la sinistra dovrebbe liberarsi delle proprie idee originarie? Se ci liberiamo della teoria basilare del nostro movimento, andremo a finire come la socialdemocrazia, la quale ci userà per i suoi scopi.

Il KSS crede nel fatto che la SE voglia dar vita a una reale alternativa. Ma questa alternativa non ha altro nome se non “socialismo”. L’idea del socialismo non n utopistica n irreale nel tempo presente. Il socialismo deve rimanere il nostro valore fondamentale. Ogni documento della Sinistra europea dovrebbe contenere questo messaggio.

Il Partito Comunista di Slovacchia non si richiama al socialismo dell’esperienza storica. Non possibile accusarci di nostalgia. Ci rifacciamo per alla prospettiva che implica tale nozione, senza la quale finiremmo per diventare ostaggio della retorica di destra e resteremmo indifesi. Non possibile avere paura e indietreggiare. Il fatto che la situazione attuale non corrisponda alla nostra visione, non deve significare che dobbiamo limitarci a una valutazione pragmatica. Il socialismo deve restare l’obiettivo della sinistra europea. Non possibile ignorare l’eredità marxista, essa va riaffermata inequivocabilmente. L’obbiettivo della sinistra europea, con la quale il KSS intende cooperare e coopererà, deve essere quello di sostituire l’ingiusto modo di produzione capitalistico con un sistema sociale giusto. Il KSS indica la prospettiva di un’Europa socialista.

Nonostante tutto, il KSS non dubita del carattere progressista del Partito della sinistra europea ed disponibile a cooperare attivamente con esso e con i singoli partiti che vi aderiscono, come membri o come osservatori. E per le ragioni qui esposte, il Partito Comunista di Slovacchia ribadisce il proprio status di partito osservatore.

Traduzione a cura di Giuliano Cappellini

*Il Partito comunista slovacco (KSS) partecipa come osservatore ai lavori della Sinistra Europea

“Il Partito della Sinistra Europea : una forza riformista che divide il movimento comunista e la sinistra radicale”

“I comunisti, la sinistra radicale e il movimento antimperialista in Europa sono frammentati – ideologicamente e sul piano organizzativo – e stanno ancora vivendo una fase di crisi. La lotta tra posizioni comuniste, rivoluzionarie e posizioni riformiste, opportuniste, interne alle compatibilità del sistema capitalistico, è in corso nel movimento comunista e all’interno di diversi partiti comunisti, ivi compreso il nostro. E non si deve dimenticare che vi sono correnti comuniste e di sinistra nell’ambito di partiti che hanno leadership e maggioranze opportuniste.
L’ultima espressione delle componenti riformiste si è recentemente concentrata nel Partito della Sinistra Europea, in connessione con la sua integrazione nelle strutture dell’Unione Europea. Esso produce divisioni nella sinistra in Europa, mentre il punto di partenza per la costruzione di un fronte antimperialista europeo dovrebbe essere l’accordo sul fatto che l’UE è parte integrante di un imperialismo euro-atlantico, contro cui è necessario concentrare le forze.
Su tale presupposto è essenziale costruire uno schieramento antimperialista, che non deve essere limitato all’area della UE e che su questa base dovrebbe unire e non dividere la sinistra radicale.
Per questo è vitale la costruzione di una unità che non escluda le forze comuniste, che di tale unità dovrebbero anzi costituire la spina dorsale”.

(dall’intervento del Partito Comunista di Boemia e Moravia alla Conferenza internazionale dei Partiti comunisti – Atene, 18-20 novembre 2005)