TUTTI A VICENZA CONTRO L’IMPERIALISMO USA

L’accoglienza fredda e quasi ostile che ha riservato la Sinistra Arcobaleno alla protesta del comitato No Dal Molin si commenta da sola e dà il segno dell’impianto su cui va costruendosi questa nuova “cosa”. Ma sabato 15 dicembre il popolo di Vicenza sarà di nuovo in piazza a gridare il suo No! alla nuova base militare americana. E Vicenza non sarà sola. Verranno da tutta Italia e da gran parte dell’Europa, a decine di migliaia, le donne e gli uomini dei movimenti pacifisti che in Italia e su tutto il continente europeo sono impegnati a fermare la nuova escalation bellica degli Usa, che vogliono fare dell’Europa il trampolino di lancio delle loro avventure militari nella guerra globale che hanno scatenato dopo l’11 settembre 2001.
Se passasse la costruzione della nuova base, Vicenza diventerebbe il principale trampolino delle operazioni militari americane che, partendo dal territorio italiano, coinvolgerebbero automaticamente il nostro paese nelle guerre di Bush. L’Italia, volenti o nolenti, sarebbe complice non solo delle ulteriori escalation contro l’Iraq e l’Afganistan, ma anche delle nuove guerre programmate contro l’Iran, il Libano, la Somalia, il corno d’Africa, di nuovo i Balcani. Sarebbe trascinata nel vortice, a quel punto inarrestabile, della guerra permanente.
E così, mentre si tagliano le spese sociali, mentre i salari e le pensioni non consentono di arrivare alla fine del mese, mentre i lavoratori continuano a morire assassinati da ritmi e condizioni di lavoro sempre più insopportabili; le spese militari crescono vertiginosamente e milioni di euro vengono spesi per finanziare le basi americane. Era inimmaginabile solo qualche anno fa che persino le spese militari potessero essere aumentate da un governo di centro-sinistra. Non c’è mai fine al peggio !
La base di Vicenza è, tuttavia, solo una parte dei progetti militari statunitensi in Europa. In Polonia, nella Repubblica Ceca, in Romania, in Bulgaria, nel Kossovo, la Casa Bianca e il Pentagono hanno già costruito enormi basi di guerra e si apprestano a realizzare il terribile progetto dello scudo spaziale. Si tratta di programmi di guerra offensivi, direttamente funzionali alle nuove strategie della guerra preventiva. Di tale strategia l’Iraq e l’Afganistan sono solo le prime vittime. Ma ci si prepara già alla seconda fase, quella più spaventosa: l’attacco all’Iran. Ma neanche questa sarebbe l’ultima. L’obiettivo finale è la guerra totale, una vera e propria terza guerra mondiale di cui ha parlato di recente il presidente Bush, nel silenzio incredibile ma significativo della nostrana sinistra di governo. Una guerra totale diretta contro la Russia e la Cina.
Ancora una volta gli Usa coinvolgono l’Europa nella loro politica di guerra. Lo fanno ormai non tanto con l’utilizzo dello strumento Nato, che li costringerebbe a complesse trattative e a compromessi con i paesi che ne fanno parte, ma con un’ingerenza diretta e un vero e proprio esproprio dei territori e dello spazio aereo del vecchio continente. La responsabilità dei governi italiani (sia di centrodestra che di centrosinistra), sono gravissime. Il loro atteggiamento di complicità, o, nel migliore dei casi, di passività e indifferenza, sono imperdonabili e inaccettabili.
Ecco perché la manifestazione del 15 dicembre non sarà solo contro le politiche di guerra globale del governo di Bush, ma è diretta anche contro il governo italiano che nulla sta facendo per impedire la realizzazione di quelle politiche.
Gli stessi partiti della sinistra di governo hanno le loro gravi responsabilità, non avendo, dopo la straordinaria manifestazione di massa tenutasi a Vicenza lo scorso 17 febbraio, portato la forza di quella manifestazione nelle aule parlamentari per inchiodare il governo alle proprie responsabilità. Il giorno dopo quella riuscitissima manifestazione, il presidente Prodi avallò, con parole gravissime, la decisione della costruzione della base, affermando che gli accordi col governo Usa andavano rispettati. Così, per quando riguarda lo scudo spaziale, il governo Prodi ha la gravissima responsabilità di aver dato vita a un’intesa segreta con gli Usa, che dà il via libera ai progetti americani, tenendo all’oscuro di tutto il proprio governo e il parlamento italiano.
Questi signori, però, non hanno fatto i conti con la volontà popolare e la determinazione dei movimenti pacifisti e di tutti coloro che si battono per un mondo senza guerre, contro il capitalismo neoliberista che le produce e per un altro mondo possibile. La manifestazione europea di Vicenza dovrà essere un momento fondamentale per rilanciare il più generale movimento contro la guerra, per la pace e il disarmo. Non ci sarà garanzia di pace in Europa e nel mondo, finche una sola base americana rimarrà sul nostro continente e finchè non si giunga allo scioglimento di quel patto anacronistico di guerra, che tiene ancora legata mani e piedi l’Europa alle politiche aggressive dell’imperialismo Usa: la Nato.