Rossa o verde, la Cosa di sinistra scolorisce prima di nascere

La parola d’ordine, ora, è ricucire a sinistra. Con il governo, dopo la richiesta di verifica a gennaio, è tregua, assicura Franco Giordano, che è stato ricevuto ieri al Quirinale. «Abbiamo confermato le ragioni della nostra critica algovemo al presidente Napolitano -spiega il segretario di Rifondazione -. Ma abbiamo ribadito che non è in discussione, in questa fase e sulla Finanziaria, la tenuta del governo». Ed è tregua anche a sinistra. Già archiviate le parole forti volate verso i “compagni-coltelli” delPdci, assenti in massa alla Camera al voto finale sul Welfare. Troppo vicino è l’incontro degli Stati generali dell’8 e 9 dicembre per avviare il processo della cosiddetta Cosa Rossa e troppo forte la determinazione a mettere subito in moto il meccanismo, per concedersi ulteriori battute di arresto. Anzi, proprio l’incidente di Montecitorio convince ulteriormente chi convinto è già che la frammentazione a sinistrava eliminata e con essa la voglia di quésto o quello di atteggiarsi a primi della classe. E Giordano guarda avanti, parla dell’appuntamento del prossimo fine settimana alla Fiera di Roma come «un grandissimo evento, ci sarà un’enórme partecipazione – prevede -, perché c’è un popolo in Italia che ha bisogno di una sinistra unitaria e plurale. E questa sinistra non può essere né frantumata, né divisa; deve costruire una cultura politica nuova, un’idea di trasformazione della società italiana», auspica. I nuovi segnali però non sono più rassicuranti. Stavolta sono i Verdi a buttare le mani avanti, prendendo spunto dalle ultime rilevazioni che danno la nascente creatura della sinistra
Lunedì la direzione del Prc detta i tempi: simbolo comune già alle amministrative Giordano al Quirinale:
«Per ora niente crisi»
ferma al cinque per cento. Praticamente Rifondazione perderebbe pezzi al suo interno senza guadagnarne al di fuori. «Noi lavoriamo non per fare una Cosa Rossa che come si vede nei sondaggi è a picco ma per fare una grande alleanza arcobaleno che nei sondaggi può andare ben oltre il 10 per cento», avverte Alfonso Pecoraro Scanio. «Ma infatti io sono contrario a parlare di Cosa Rossa, la chiameremo La Sinistra e sarà un soggetto rosso-verde», propone Giovanni Russo Spena. E anche il capogruppo al Senato di Rifohdazione è convinto che la frizione con il Pdci rientrerà. Semmai è più preoccupante, a suo avviso, la posizione dei Verdi, «che hanno una forte discussione al loro interno. Ma quella che andiamo a fare non sarà una mera aggregazione di post-comunisti, sarà un soggetto plurale», assicura.
«Facciamola prima nascere, poi contiamo i consensi», auspica Gennaro Migliore. E questa è anche la linea di Fausto Bertinotti, che si materializzerà lunedì in direzione. «Si tratta di un processo lungo, ma la confederazione va realizzata subito, dandoci una carta dei valori condivisa, con un simbolo comune che si presenterà già alle prossime amministrative», annuncia Russo Spena. «E alla fine perderemo solo chi ha già deciso di uscire». Come ad esempio la componente di Sinistra Critica del deputato Salvatore Cannavo e del senatore Franco Turigliatto che l’8 il 9 hanno già travato di meglio da fare, una convention volutamente in contemporanea, all’auditorium di via Rieti a Roma: «Ci saranno Giorgio Cremaschi della Fiom, Piero Bernocchi dei Cobas, Luca Casarini e i comitati per il No dal Molin di Vicenza», fa sapere Cannavo. E non spaventa la prospettiva dello sbarramento al cinque per cento: «Intanto – spiega – la politica non sì fa solo in Parlamento. E comunque una fase di impegno prevalente nei movimenti potrebbe essere salutare. Tanto – pronostica- la Cosa Rossa non avrà vita lunga».