Risponde HAIDI GIULIANI

1).Il 6-7 giugno si vota sia per le elezioni europee che per elezioni comunali e provinciali. Qual è a tuo avviso la principale posta in gioco dal punto di vista delle dinamiche nazionali?

Più che in altre consultazioni, il risultato di queste elezioni assume una rilevanza sul piano della tenuta democratica del Paese. Il sempre più esplicito autoritarismo della destra di governo si accompagna e si nutre di un progressivo degrado culturale e morale che coinvolge anche parti rilevanti degli strati popolari. Credo valga proprio la pena di intensificare in queste due ultime settimane ogni sforzo per avere un rapporto con quante più persone è possibile, non solo per indirizzare il voto ma prima ancora per sconfiggere, o almeno attenuare, la rinuncia e l’astensionismo. Sono purtroppo molte le ragioni che indirizzano alla sfiducia, ma dovremmo cercare in ogni modo di far comprendere che il voto di un quarto degli italiani (quelli che in effetti votano per Berlusconi) non possono essere spacciati per la maggioranza assoluta solo perchè quasi metà del corpo elettorale, fra astensione, bianche e nulle, non vota.

2).Le elezioni per il Parlamento europeo hanno evidenti risvolti sul piano della politica continentale e internazionale. Quali sono a tuo avviso, le questioni più importanti in gioco in questo ambito?

Le politiche europee sono dirette alla gestione economica di logiche di mercato, alle quali vengono subordinate tutte le altre scelte. Occorre riuscire a rimettere in discussione la supremazia del mercato e le logiche aberranti dello sviluppo insostenibile. Per questa ragione è indispensabile una forte presenza della sinistra nel parlamento europeo.

3).Su quali punti è maggiormente caratterizzata la tua campagna elettorale nella tua circoscrizione ?

In questi ultimi giorni, nei tanti luoghi dove sono stata invitata, abbiamo discusso prevalentemente delle vergognose iniziative del governo a proposito della sicurezza e dei migranti. Della vera emergenza-sicurezza, che è quella sui luoghi di lavoro. Dei problemi di una scuola pubblica sempre più penalizzata e del futuro di ragazzi e ragazze. Dei problemi dell’informazione e di come si possa far conoscere le nostre convinzioni e proposte, essendo noi penalizzati dalla tv e dalla grande stampa.