Riconoscimento civile delle coppie di fatto

*Coordinamento Giovani Comunisti di Cosenza

– Iniziamo questa inter vista, purtroppo, con un fatto di cronaca: a Torino un ragazzo di soli sedici anni decide di togliersi la vita perché i compagni di classe lo apostrofavano come gay. Dove ricercare le cause?

Nella scuola italiana vi è una grande questione aperta che non è stata mai risolta, ovvero il bullismo omofobico che porta ad un forte disagio di migliaia di ragazzi e ragazze gay e lesbiche. La causa principale di ciò è da ricercare nel fatto che nella didattica della scuola si tende sempre ad omettere il tema dell’omosessualità; esempi possono essere il mancato riferimento storico allo sterminio degli omosessuali durante l’olocausto, oppure all’omosessualità nell’Antica Grecia o, infine, a Pasolini. A tale mancanza si aggiunge, purtroppo, un utilizzo dell’omosessualità, da parte dei ragazzi, come strumento di offesa verso gli altri; per cui si usano come insulto le parole frocio, checca, lesbica e oggi addirittura gay. Di tale situazione fanno le spese non solo i ragazzi e le ragazze omosessuali, ma essa risulta un’esperienza diseducativa per tutti, in quanto crescono con modelli stereotipati che tendono all’esclusione.

– Come giudichi l’invito rivolto dalla Cei e dal suo nuovo presidente Bagnasco ai parlamentari cattolici a non votare a favore dei Dico?

Siamo in presenza di un atteggiamento ossessivo da parte della chiesa cattolica che è diventata, ormai, la maggiore agenzia di diffusione del pensiero omofobico a livello planetario. In Italia essa esercita una pressione sulle istituzioni che non ha eguali in tutti gli altri stati: è in atto un vero e proprio scontro tra chi difende la laicità dello stato ed un fondamentalismo cattolico che si fa portatore unico di verità rivelate e che pretende abbiano un’importanza superiore rispetto alla Costituzione della nostra repubblica.

– Dopo tali dichiarazioni sono apparse scritte in varie città italiane, alcune di stampo omofobico ed altre contro Bagnasco: episodi da condannare allo stesso modo?

Viviamo, ormai, in un clima di odio sociale che si è prodotto con fortissime responsabilità da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Personalmente condanno ogni forma di espressione quando questa assume aspetti intimidatori o incivili, ed ecco perché ho già espresso in più occasioni la forte condanna delle scritte contro Bagnasco; questa non può, però, in ogni modo, essere slegata dalla condanna degli atteggiamenti ingiuriosi ed offensivi della dignità degli omosessuali così come sono le dichiarazioni tese ad accomunare l’omosessualità con l’incesto e la pedofilia. Inoltre, eviterei di dare un valore eccessivo a quelle scritte, visto che nella stessa informativa parlamentare si dice che queste sono espressione di un forte anticlericalismo alimentato dai tentativi di ingerenze della chiesa sulla vita politica, e quindi non sono riconducibili ad alcun gruppo terroristico.

– Facciamo un passo indietro e torniamo alla crisi del governo. Alcuni analisti hanno visto in quella crisi anche il tentativo di impedire l’approvazione dei Dico. Cosa ne pensi?

Penso che in quella vicenda si siano intrecciati più temi, da quelli della guerra a quelli etici. È indubbio che la chiesa vaticana abbia tessuto una rete di rapporti con diversi pezzi del Parlamento per opporsi ad una legge sui diritti delle coppie di fatto; ciò però non deve condizionare l’azione della maggioranza del governo in quanto essa deve rispettare gli impegni presi con i propri elettori.

– Quali iniziative avete in agenda per impedire che i Dico rimangano arenati in Parlamento?

Tengo innanzitutto a precisare una cosa: il mondo omosessuale è già sceso in piazza il 10 aprile non per difendere i Dico, che riteniamo di gran lunga al di sotto della soglia di accettabilità, ma per chiedere una legge adeguata; migliaia di uomini e donne hanno chiesto al Parlamento il pieno riconoscimento sociale e giuridico delle coppie omosessuali. Noi chiediamo parità di diritti e di dignità così come scritto nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ciò, tradotto in legge, significa accesso al matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso. È da qui che parte la nostra duplice critica ai Dico: infatti, innanzitutto nel disegno di legge si tenta con un’alchimia politica di riconoscere i diritti degli individui che fanno parte delle coppie di fatto senza però riconoscere il valore sociale delle coppie stesse; di seguito non si dà risposta alla richiesta di alcuni diritti o rimandando alla stesura di nuove leggi, come nel caso della pensione di reversibilità, oppure rimandando ad altri regolamenti come nel caso dell’accesso gli ospedali.

– Per concludere, il 12 maggio si terrà il “Family Day”. Qual è il tuo giudizio?

Penso che il Family Day sia la prima manifestazione nel nostro paese organizzata contro le persone omosessuali e, di fatto, fin dalla sua fase organizzativa, si contraddistingue per l’uso di toni discriminatori ed omofobici. Il Parlamento Europeo ha già condannato l’omofobia al pari del razzismo e dell’antisemitismo e non vorrei che tra qualche decennio il Vaticano debba chiedere scusa, così come già successo con gli Ebrei.