PRC, report (e riflessioni) su CPF di Bologna sulle vicende locali

Lunedi 11 febbraio si è svolto il CPF di Bologna. Unico punto all’odg era la situazione politica locale. Faccio questo piccolo report poichè nella discussione – ricca – sono emersi spunti e riflessioni credo utili per capire dove sta andando il PRC a livello nazionale. Discussione che credo abbia un senso socializzare, visto il dibattito che si è aperto sul futuro dei comunisti e della sinistra in Italia. Era presente il segretario regionale del PRC.

Come penso molti di voi già sanno a Bologna il PRC decise, verso la fine del 2007, di formalizzare la propria uscita dalla maggioranza che sorregge Sergio Gaetano Cofferati. Le ragioni sono emerse spesso anche sui quotidiani nazionali. Il tentativo, purtroppo riuscito, di usare la ‘vetrina’ bolognese per imprimere una svolta moderata e securitaria al nascente PD nazionale. Da Bologna è partita la caccia ai lavavetri e dopo pochi mesi il governo Prodi ha prodotto l’obrobrioso decreto sicurezza. Da Bologna è partita la campagna contro la sinistra ‘inadatta’ a governare e a livello nazionale il PD ha scelto di correre in solitudine alle prossime elezioni politiche.
L’elenco si potrebbe allungare alle tante mancate risposte ai problemi sociali della città. Un caro-affitti che strangola decine di migliaia di studenti e migliaia di famiglie di lavoratori e lavoratrici. L’aumento costante dei finanziamenti alle scuole private mentre in quelle pubbliche mancano strumenti didattici essenziali. La continua chiusura di fabbriche nella sostanziale indifferenza delle istituzioni locali (il sindaco non è mai andato a solidarizzare con lavoratori e lavoratrici messi sulla strada). Ma, per l’appunto, l’elenco rischierebbe di essere troppo lungo e non è su questo che vorrei concentrare la vostra attenzione.

Già a fine del 2007, quando decidemmo di uscire dalla maggioranza, ci scontrammo con l’opinione diversa – molto diversa – della segreteria nazionale del PRC. All’epoca eravamo ancora dentro al governo Prodi e non era accettabile, per loro, che nella città di Prodi naufragasse l’esperimento dell’Unione. Inutile spiegare che per noi il cofferatismo era indigeribile e incompatibile, per loro era prioritaria la difesa del quadro politico nazionale. Ci spiegarono che uscendo dalla maggioranza si sarebbe rotto il fronte delle futura Sinistra-Arcobaleno visto che Sinistra Democratica non si considerava fuori dalla maggioranza. Rispondemmo che, qui a Bologna, prima vengono i contenuti e poi gli schieramenti. E comunque non eravamo disposti a farci dettare la linea politica da Sinistra Democratica. Ci proposero di assumere il documento della ‘sinistra’ bolognese, e cioè che ‘rompevamo il vincolo di maggioranza’ evitando di far votare al CPF un odg che esplicitasse l’uscita dalla maggioranza. Rispondemmo che il PRC era ancora un Partito sovrano e se uscire o meno dalla maggioranza di Cofferati lo avrebbe deciso il CPF di Bologna e non la futura Sinistra-Arcobaleno. Il Cpf a larga maggioranza decise di ‘decidere’ e, praticamente all’unanimità, di uscire dalla maggioranza nel comune di Bologna.

Nel cpf di pochi giorni fa si è riproposta più o meno la stessa discussione, con elementi di novità che contribuiscono a capire dove sta andando il Partito a livello nazionale. Li elenco brevemente:

1) una parte del CPF, sostenuta dal segretario regionale, ha proposto di votare a favore del Bilancio. L’unica argomentazione politica vera che è stata portata da un membro della direzione nazionale presente alla riunione è stata che un voto di astensione o contrario avrebbe diviso il PRC da Sinistra demcratica, poichè SD ha già deciso di votare il bilancio e sostenere un’alleanza con il PD nel 2009. Il sostanza pur di mantenere in piedi il progetto della Sinistra-Arcobaleno e il conseguente asse provilegiato con SD si è disposti a cancellare quasi tre anni di battaglie politiche e sociali dell’intera federazione. Una sorta di governismo senza più governo. Se una linea governista ha fatto disastri dal governo figuriamoci cosa può produrre dall’opposizione!

2) i membri del cpf hanno saputo, grazie all’intervento di un compagno, che in un quartiere di Bologna un rappresentante del PRC ha deciso come votare il bilancio di Quartiere e quello comunale senza minimamente rapportarsi con la coordinatrice degli eletti del PRC. Quando gli è stato posto il problema la sua risposta – emblematica – è stata: “ho deciso come votare consultandomi con la Sinistra-Arcobaleno del mio Quartiere”. E’ come se i quattro Partiti si fossero già sciolti e ci fosse già il nuovo Partito unico della sinistra. Su questo punto è stato emblematico anche l’intervento del membro della Direzione nazionale: ha dichiarato che era giusto fare così perchè questa è la linea del Partito nazionale. E poi ci dicono che non vogliono sciogliere il Prc… Per alcuni compagni, evidentemente, il Prc non esiste più visto che su materie delicate come i Bilanci fanno decidere a un partito che non c’è ancora, un partito virtuale.

Fortunatamente le sirene governiste e liquidazioniste non hanno convinto la maggioranza dei compagni. Il cpf di Bologna ha votato un odg che ribadisce l’uscita dalla maggioranza di Cofferati, il voto contrario o al massimo di astensione sul bilancio comunale e la presentazione di un candidato alternativo a Cofferati nel 2009. Indipendentemente da quello che vorrebbe Sinistra Democratica di Bologna.

Allego l’odg approvato, insieme a un articolo di Bruno Steri uscito oggi su Liberazione che, sul versante nazionale, mi sembra espliciti le stesse preoccupazioni.