PERCHE’ LA FALCE E MARTELLO CI DEVE ESSERE NEL SIMBOLO DELLA LISTA UNITARIA

Ebbene sì! Le segreterie di Prc, Sd, Pdci e Verdi hanno deciso di andare ad una lista unica della sinistra arcobaleno. C’erano altre possibilità come, per esempio, la costruzione di una coalizione delle forze di sinistra che si presentano ognuna con la propria lista ma alleate e con un unico candidato premier (Bertinotti o quant’altro/a). Ma si è deciso diversamente ed io credo che le tattiche elettorali debbano comunque tenere conto delle leggi elettorali esistenti e del clima politico e sociale e per questo, pur essendo assolutamente contrario allo scioglimento di Rifondazione Comunista, non mi scandalizzo di certo di fronte ad una lista comune della sinistra. Anche perché sono convinto che, in particolare dopo la nascita del Pd, ci sia una richiesta di unità che viene dal popolo di sinistra a cui ritengo vada data una risposta al fine di non far scomparire da questo Paese la sinistra stessa.Credo altresì che se lista unitaria è, lo debba essere anche nel simbolo con cui ci si presenta agli elettori. I motivi sono sia di identità politica sia di mero mercato elettorale. Il simbolo della Sinistra l’Arcobaleno, così come è ora, non rappresenta, a mio avviso, la pluralità di questa sinistra (cioè il suo essere costituita dalle culture politiche comunista, socialista e ambientalista), ma solo una parte di essa (la sinistra socialista e verde per l’appunto). Inoltre un simbolo nuovo e sconosciuto, spesso non paga sul piano del consenso (vorrei ricordare a tutti l’esperienza fallimentare di Sinistra Unita nel 1979): Credo pertanto, per farla breve, che vada ripresa in considerazione la possibilità che nel simbolo della lista siano riportati i loghi più piccoli dei 4 partiti fondatori (Prc, Sd, Pdci, Verdi), al fine anche di una riconoscibilità maggiore. Se così non fosse credo che bisogna far si che la falce e martello, non come feticcio ma per quello di grande che storicamente ha rappresentato e rappresenta nel nostro Paese, sia, in qualche modo, ricompresa. Dico questo per diversi motivi. Il primo è appunto perchè quel simbolo ancora oggi rappresenta per molti e molte il simbolo del lavoro e specialmente di quel lavoro operaio, precario e precarizzato, che, come dimostra la tragica vicenda della Tissengroup, rischia l’emarginazione e l’esclusione sociale. Certo molti/e mi obietteranno che il lavoro in questi decenni, con la ristrutturazione capitalista e l’avvento dell’informatica e dei nuovi mezzi di comunicazione globale, si è profondamente trasformato e che pertanto, se il movimento socialista e comunista nascesse adesso, bisognerebbe aggiungere il computer o qualche altro strumento di lavoro: Tutte cose assolutamente vere, ma io sono convinto che un simbolo come la falce e martello, proprio per il suo valore storico e il suo carattere universale, trascende dal mero significato strumentale e letterale che ha, per addivinire nell’arco di questi ultimi 100 anni il simbolo tout court degli sfruttati, del proletariato, di coloro insomma che vivono, o a volte sopravvivono, del proprio lavoro. Io credo sia ancora così nel XXI° secolo, specialmente qui in Italia, dove la falce e martello ha significato molto e prima di tutto l’idea stessa della trasformazione sociale. Infatti dal Pci al Psi prima di Craxi, alle formazioni della nuova sinistra per finire con Rifondazione e il Pdci, le forze che si richiamavano e si richiamano al movimento operaio, hanno sempre ricompreso quei due strumenti di lavoro nel loro logo. Non solo, ma la boghesia ha sempre considerato la falce e martello come la cosa peggiore, il simbolo del male, applaudendo a piene mani, qualsiasi forza politica, dal Psi di Craxi al Pci di Occhetto, abbia decideso di disfarsene. E guarda caso proprio quando queste forze si sono disfatte della falce e martello, è venuta a compimento la loro metamorfosi storica, la loro mutazione genetica che le ha portate alcune a cambiare nome e tutte a diventare forze sostanzialmente di centro (se non, come nel caso del Psi di Craxi, addirittura di destra , come dimostrano i molti ex socialisti passati armi e bagagli a Berlusconi).

Infine, c’è un altro problema che non va trascurato in campagna elettorale, e cioè che quasi sicuramente ci saranno una o più liste alla nostra sinistra che presenteranno la falce e martello. Escluderla noi, pertanto, determinerebbe una perdita di voti, non trascurabile, verso di esse.

Chiedo pertanto a tutti di riflettere.

Saluti Comunisti.