o.d.g Roma 14 luglio: Si all’unità a sinistra , no a liste uniche

La ricerca dell’unità della forze della sinistra di alternativa non può significare il superamento di Rifondazione Comunista, forza che non solo ha un suo autonomo progetto, ma che ha la consistenza e il radicamento sociale da giustificarne il mantenimento ed anzi il suo sviluppo.
In questa prospettiva un elemento essenziale per garantire che l’autonomia non sia pura enunciazione o, peggio, vuota formula che cela la volontà di superamento, è la garanzia che Rifondazione Comunista negli appuntanti elettorali si presenti col proprio nome e il proprio simbolo.

Per questa ragione la proposta avanzata da alcune forze politiche e raccolta recentemente dal gruppo dirigente del partito di dar vita in occasione delle prossime elezioni amministrative a liste uniche di sinistra con SD-PDCI e Verdi non può essere accolta.

Essa non solo costituisce una evidente minaccia a quell’autonomia del partito che a parole tutti difendono, ma costituisce anche una scelta illogica e avventuristica.

Tutte le esperienze fino ad ora compiute in occasione di volto amministrativo da Rifondazione Comunista hanno confermato il fallimento delle liste uniche sia sotto forma di nuovi simboli e nomi, che attraverso l’accostamento nel simbolo elettorale dei simboli delle singole formazioni politiche.

Inoltre se ve sono elezioni in cui non vi è assolutamente la necessità di dar vita a simili, esperimenti, quelle sono proprio le amministrative, dove a parte rare eccezioni Rifondazione Comunista è in grado di presentarsi autonomamente.

Né può essere sottovalutato il rischio evidente di dispersione di voti che a questo punto non danneggerebbe tutte le forze coinvolte, ma perfino le coalizioni a cui le stesse dovessero decidere di aderire.
L’unica proposta seria che si può avanzare in vista delle prossime elezioni è quella che nasce dalle cose e nelle cose trova conferma.
Erroneamente nelle scorse elezioni amministrative si è interpretato il successo di alcune candidature (a Taranto, a L’Aquila, a Gorizia) come la dimostrazione dell’opportunità di liste uniche. In quei casi non vi erano liste uniche della sinistra di alternativa, ma liste apparentate intorno a candidature autorevoli.
Se v’è una strada realistica da perseguire è questa.
Anche per le elezioni amministrative è venuto il tempo di mettere da parte astuzie tatticiste o operazioni artificiose.
Riportando al centro i contenuti e legando i candidati agli stessi, introducendo elementi di discontinuità rispetto ad una prassi sempre più caratterizzata da elettoralismo, da spregiudicatezza nelle alleanze evanescenza dei contenuti.
Anche su questo si misura una vera volontà di muoversi in una prospettiva di alternativa.

Primi Firmatari:

Gian Lugi Pegolo
Leonardo Masella
Fosco Giannini
Vladimiro Merlin