Nepal: vincono i comunisti

In Nepal hanno votato circa 10 milioni di persone. Il sistema elettorale è misto, 240 seggi vengono assegnati secondo un sistema detto First Past the Post (FPTP) che suddivide il paese in 240 circoscrizioni elettorali. Qui i maoisti hanno ottenuto 120 seggi. 335 seggi vengono assegnati con il Proportional Rapresentation (PR) che considera il Nepal una unica circoscrizione, e assegna i seggi con sistema proporzionale secco. Qui si votano solo i partiti e non i candidati, partiti che per essere presenti hanno dovuto registrarsi alla commissione elettorale, e hanno dovuto rispettare le quote di candidati appartenenti a categorie specifiche: donne, intoccabili, minoranze etniche, ecc.. Qui i maoisti hanno conquistato 100 seggi. Realisticamente il PCNm rappresenta più di un terzo del paese. Sottolineiamo che i partiti con dicitura comunista nel nome erano 5, l’unico ad avere ottenuto una vittoria schiacciante è la formazione maoista. Questo ultima negli ultimi dieci anni ha condotto una guerra popolare con il suo esercito guerrigliero, liberando intere zone del paese, e creando forme di autogoverno popolare, sul modello delle basi rosse mutuato dall’esperienza cinese maoista. In questi anni il PCNm ha difeso e organizzato attraverso numerose organizzazioni di massa gli strati sociali popolari, incluse le caste degli intoccabili, senza mai scendere a compromessi con la monarchia, un governo fantoccio in mano a interessi europei e statunitensi. Questo lo ha differenziato dalle altre formazioni di sinistra che in questi anni hanno indugiato o collaborato direttamente con il governo fantoccio. Questa vittoria conferma la validità del piano di indipendenza che il PCNm si è dato in questi anni. Il PCNm inoltre ha permesso un coinvolgimento attivo delle donne nella vita politica e economica del paese, esistono numerose dirigenti maoiste presenti nel partito, nell’esercito popolare guerrigliero ed oggi nell’Assemblea Costituente.

Il vostro partito sembra adesso il più grande. Come porterete avanti i vostri impegni politici?

Avevamo sempre spinto perché ci fossero elezioni per l’Assemblea Costituente (AC), che alla fine si sono tenute la settimana scorsa. Durante il periodo del governo provvisorio, il governo dell’Alleanza dei Sette Partiti aveva già portato avanti alcuni impegni politici. Uno di essi era che avremmo raggiunto un consenso politico per formare il governo. Tutti i partiti politici che hanno partecipato alle elezioni dell’AC si uniranno al governo. Adesso, la questione è chi lo guiderà. Ovviamente, il partito politico più grande guiderà il nuovo governo. Così, naturalmente, il PCN (Maoista) deve guidare la coalizione di governo.

Chi guiderà il PCN (Maoista)? Può dirci il nome del dirigente del vostro partito?

Non glielo posso dire adesso. Dobbiamo discutere e decidere chi dovrà essere il leader. Dobbiamo preparare un piano del nuovo sistema politico. Dobbiamo decidere il destino della monarchia. Solo allora potremo pensare chi guiderà il PCN (Maoista). La nostra intenzione è quella di instaurare un sistema presidenziale. Ma non possiamo essere sicuri poiché dobbiamo discutere anche con le altre forze politiche. Dobbiamo raggiungere il consenso politico perché la costituzione ha bisogno di essere emendata per instaurare un sistema presidenziale. Senza il consenso politico, non possiamo emendare la costituzione. Non possiamo semplicemente decidere per un presidente esecutivo. Nel caso di differenze politiche, potremmo dover seguire l’attuale forma di governo.

Quale sarà l’approccio del PCN (Maoista), adesso che è la maggiore forza politica, rispetto agli altri partiti politici nella formazione del governo, all’abolizione della monarchia e alla dichiarazione del Nepal come repubblica?

Stiamo aprendo la discussione con i maggiori partiti politici. Abbiamo la necessità di confrontarci con le loro opinioni e considerazioni prima di formare il governo. Dovremo lavorare in regime di Costituzione Provvisoria il tempo necessario per acquisire consenso politico. Procederemo secondo questa linea. La prima seduta dell’AC dichiarerà questo paese repubblica federale. Dopo la questione sarà quella di formare il nuovo governo, ancora una volta con la ricerca del consenso politico. Poi procederemo con la stesura della nuova costituzione del Nepal. Accanto a queste questioni ci sono altri impegni politici come la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, il riconoscimento della popolazione sfollata e il rinnovamento e l’integrazione delle forze di sicurezza. Penso che avremo davanti molte sfide e domande. Dobbiamo rivedere quattro cose nell’immediato: sicurezza, struttura politica, economia e rapporti internazionali. Tali questioni richiedono il consenso nazionale

Come valuta i risultati elettorali? Vi aspettavate risultati cosi importanti?

Il popolo voleva un cambiamento generale. Abbiamo portato avanti una linea politica per il cambiamento generale durante il decennio della guerra popolare. Abbiamo persone di differenti caste, etnie, genere e persone di differenti regioni. La linea principale della guerra popolare era quella di ristrutturare lo stato. Ci sono voluti 10 anni di guerra popolare per impostare la nostra linea politica. Il popolo sentiva che la struttura sociopolitica ed economica del paese necessitava di un cambiamento completo. I media e le elite hanno perso di vista il quadro generale. Il risultato è che i dati dell’AC ha sorpreso molti. La realtà era cambiata e ci ha aiutato a emergere come partito maggioritario.

Pensa che il sostegno popolare che avete conquistato vada oltre quanto vi aspettavate?

Pensavamo che saremmo risultati il partito più grande, e che avremmo potuto, una volta raggiunto il consenso, formare il prossimo governo. Ma il modo in cui abbiamo raggiunto la vittoria nelle elezioni per l’AC ci dice che abbiamo ottenuto più di quanto ci aspettassimo. Ci aspettavamo che i risultati sarebbero stati a nostro favore. Avevamo osservato come le ondate popolari avevano spazzato via le elezioni parlamentari in India. Nel 1977, Indira Gandhi fu sconfitta. Allo stesso modo, il voto di simpatia dopo la sua tragica fine aveva aiutato Rajiv Gandhi a vincere le elezioni parlamentari nel 1985. Avevamo già visto questo tipo di “isteria” di massa prima. Personalmente ho visitato 22 distretti e valutato politicamente la situazione tre settimane prima delle elezioni. Potevo prevedere una ondata di massa crescente in nostro sostegno. sfortunatamente, i media vedevano le cose nel modo opposto. E neanche noi siamo riusciti a convincere i media fino a quando i risultati dell’AC hanno mostrato che il popolo aveva votato per noi.

Ha detto ad una radio locale questa mattina che adesso avete maggiori responsabilità. Che cosa intende?

Considero una grande responsabilità ristrutturare il sistema feudale vecchio di 250 anni. Non ci si può aspettare che ciò accada dall’oggi al domani. Mentre ristrutturiamo lo stato, dobbiamo prendere in considerazione diversi aspetti come la povertà, l’analfabetismo, la salute e altre questioni. Non abbiamo risorse e esperienza sufficienti per riorganizzare il paese come vorremmo. Ci potrebbero volere almeno 10 15 anni. Dobbiamo superare montagne di sfide.

Come potrete ristrutturare lo stato e avere una crescita economica in breve tempo?

Quello di cui abbiamo bisogno adesso è la stabilità politica. Non possiamo pensare ad una rapida crescita economica senza stabilità politica. Adesso i risultati elettorali ci danno qualche speranza di stabilità politica. Ci deve essere una leadership forte. Dobbiamo partire con la ristrutturazione dello stato. E che cosa possiamo fare per l’economica? Il trentennale sistema Panchayat aveva promesso che avrebbe soddisfatto le esigenze del popolo, ma non lo ha potuto fare poiché era un sistema imposto dal regime monarchico che serviva i propri interessi. Il sistema parlamentare post-1990 ha creato una sorta di anarchia. Non aveva né una chiara visione politica né poteva decidere alcunché. Durante questo periodo sarebbe stato difficile pensare alla prosperità economica. Possiamo pensare alla crescita economica solo in questo periodo post- AC. Questo mandato ha aperto la porta al futuro del Nepal. Tra le risorse abbiamo incluso la terra, l’acqua, la foresta, le coltivazioni e il popolo. Non credo che ci mancheranno le risorse, ma abbiamo bisogno di sostegno esterno per la tecnologia e l’esperienza. Abbiamo bisogno di investimenti stranieri. Sono sicuro che se davvero lavoreremo insieme, potremo raggiungere una crescita economica rapida in un breve lasso di tempo.

La Cina ha adottato una politica economica liberale e ha raggiunto una significativa crescita economica nei passati 30 anni. Fino a che punto pensa potremo seguire il modello cinese?

La Cina ha eliminato il sistema feudale durante con Mao. Ciò ha dato una solida base alla crescita economica. Si può pensare ad un rapido progresso economico solo dopo aver liberato il paese dal vecchio sistema feudale. Se si introduce nuova tecnologia dopo aver posto le basi per la crescita economica, allora si possono raggiungere questi risultati. Adesso non abbiamo queste basi. Una volta ristrutturato lo stato e coinvolto il settore privato, sarà possibile raggiungere una rapida crescita economica. Vorremmo applicare una politica economica transitoria durante questo periodo interinale che comprenda la cooperazione tra pubblico e privato.

Attualmente vediamo un modello di fuga di capitali. Come tratterete questo problema?

Non possiamo sviluppare questo paese senza investimenti interni e esteri. Gli input tecnologici sono di uguale importanza. Così, seguiremo una politica che attragga investimenti interni e stranieri. Affinché questo avvenga dobbiamo mettere fine all’instabilità politica. Da parte nostra dobbiamo provvedere alla sicurezza degli investitori e creare un ambiente favorevole ai finanziatori interni ed esteri. E credo anche che saremo capaci di risolvere le differenze tra il lavoro e la gestione. Se non risolviamo questi problemi non saremo in grado di creare un’atmosfera favorevole agli investimenti. In breve, riconosciamo la legittimità della gestione e la partecipazione del lavoro alla gestione. Poi, dobbiamo trovare aree di investimento e creare le infrastrutture necessarie. Dobbiamo puntare sui settori produttivi. Non vogliamo incoraggiare industrie di assemblaggio. Le attività economiche devono aumentare la produttività e creare impiego.

Il coinvolgimento dello stato nelle attività economiche da ora in poi crescerà?

Lo stato avrà un ruolo di facilitazione. Lo stato non può intervenire nelle attività economiche. Incoraggerà gli investitori ad aumentare la produttività e generare opportunità di impiego. Abbiamo visto – specialmente dopo la restaurazione della democrazia nel1990 – come i partiti politici hanno riservato ai loro quadri lavori nella burocrazia e altri settori sociali. Come pensate di ristrutturare la burocrazia e gli altri settori? Dobbiamo necessariamente ristrutturare la burocrazia e il sistema giudiziario poiché da sempre questi sono strumenti della monarchia. Ma dobbiamo seguire certe norme. Lasciamo le cose aperte per ora. Ma dobbiamo pensare a riorganizzare le forze di sicurezza, ad esempio integrando l’Esercito di Liberazione Popolare e l’Esercito del Nepal per completare il processo di pace. Possiamo pensare di cominciare il processo di ristrutturazione solo dopo che la monarchia sarà stata rimossa. Ma tutto sarà aperto alla discussione. Vogliamo riformare la burocrazia e altri settori democraticamente.

Una volta lei ha detto che il Nepal non ha bisogno di una enorme forza di sicurezza. Ma se integrate i combattenti maoisti e l’esercito avremo una enorme forza di sicure z z a . Pensa che il Nepal abbia bisogno di un tale esercito?

Il numero delle forze di sicurezza dopo che i due saranno unificati sarà appena sopra i 100.000 militari. Rispetto alla popolazione del paese, questo numero potrebbe sembrare necessario. Ma a lungo scadenza dobbiamo ridurre la grandezza dell’esercito. Penso che invece di avere questo alto numero di soldati, potremmo addestrare delle milizie popolari in modo che possano difendere il paese in tempo di guerra. Penso sia utile addestrare questo tipo di forza. Potremmo utilizzare la milizia durante le emergenze.

L’UML è uscita malissimo dalle elezioni all’AC. Prevede un unico partito comunista nel prossimo futuro?

Fino a poco tempo fa, c’erano tre forze politiche: monarchici, socialdemocratici (che rappresentano la borghesia) e la sinistra. Penso che ci saranno solo due forze in futuro: il Nepali Congress, che rappresenta i ricchi e la sinistra che rappresenta i poveri. Il Nepali Congress ha una propria posizione politica. Non perderà la propria identità poiché ha una chiara visione della politica, ma il PCN-UML non ha una posizione politica. Non rappresenta né i ricchi né le masse. Si tratta di un eunuco malgrado continui ad essere identificato come partito comunista. Ha perso la sua identità. Non può durare a lungo. Adesso il PCN (maoista) si è imposto come partito comunista. Diamo il benvenuto ai quadri comunisti militanti del PCNUML nel nostro partito. Quanto impiegherete a scrivere la nuova Costituzione? Ci vorranno circa due anni. Ma dipenderà anche dalle altre forze politiche. Dobbiamo terminare la nuova costituzione il prima possibile per poterci dedicare alle problematiche economiche.

Alcuni dicono che i maoisti potrebbero mantenere la monarchia in una forma cerimoniale. Cosa ne pensa?

Ci sorprende che si pensi che manterremo la monarchia, dal momento che questa ha cessato di esistere. Non esiste proprio il problema del mantenimento della monarchia. Abbiamo detto ad alcuni monarchici nazionalisti di unirsi a noi. Ciò non vuol dire che manterremo la monarchia. Non è possibile salvarla in nessuna forma. Ha cessato di esistere nelle nostre teste.

Quando è che il re lascerà il Palazzo Narayanhiti?

Il re deve lasciare il Palazzo Narayanhiti immediatamente dopo che in Nepal verrà dichiarata la repubblica. Questo è l’accordo dell’Alleanza dei Sette Partiti. Dovrà lasciare il palazzo immediatamente dopo la prima seduta dell’AC.