Leonardo Masella. Dichiarazione di voto contrario alla lista di candidati.

Esprimo una dichiarazione di voto contrario alla lista di candidati proposta perché la modalità di scelta dei candidati segue, purtroppo, la stessa modalità, ultraverticista, autoritaria, antidemocratica con cui la maggioranza della segreteria nazionale asieme al presidente della Camera hanno deciso di svolgere questa campagna elettorale. La cancellazione della falce e martello (che se si fosse voluto poteva essere inserita anche nel simbolo unico) è funzionale ad una costruzione della Sinistra Arcobaleno non come cartello elettorale ma come soggetto politico che prepara il nuovo partito non più comunista con Sinistra Democratica. Questa grave scelta politica è stata fatta impedendo il congresso già in corso e senza nessuna consultazione democratica né degli iscritti né dei gruppi dirigenti locali. Con la stessa modalità è stata selezionata e scelta la lista dei candidati, senza nessun coinvolgimento dei territori, diversamente da come recita lo Statuto agli articoli 56 e 59.

A ciò si aggiunge la gravissima cancellazione del principio del rispetto del pluralismo nelle cariche pubbliche elettive, sancito dall’articolo 57 dello Statuto. Si elimina la rappresentanza di un’area del partito, quella dell’Ernesto e degli autoconvocati di base, che pur avendo dissentito dalla linea governista e liquidatoria in atto, ha sempre rispettato la disciplina di partito nel voto parlamentare.

Si tratta di una gravissima discriminazione politica, spiegata con grande chiarezza dal responsabile dell’Organizzazione, Ciccio Ferrara, nella relazione al precedente Cpn, quando a proposito del “pluralismo interno”, ha affermato testualmente: “Noi pensiamo che quei compagni che non sono d’accordo con la linea espressa dalla maggioranza del partito ma che collaborano in maniera dialettica, sia a livello nazionale che territoriale, alla vita del partito debbano avere una legittima rappresentanza dentro la scelta che facciamo. Penso invece che quelle compagne/i che non svolgono quel ruolo fondamentale di minoranza ma piuttosto si esercitano in una effettiva opposizione all’impianto complessivo delle modalità democratiche e delle modalità che ci siamo dati sul versante della politica, non possano per loro stessa legittima scelta, rappresentare il partito nella compagine parlamentare”. (Liberazione, 24 febbraio 2008). Chi si è veramente opposto alla linea governista e liquidatoria del partito e del comunismo deve essere eliminato. Non servono ulteriori commenti.