LA RIFONDAZIONE PERDUTA: RICOMINCIAMO DAL PARTITO E DAI MOVIMENTI

Il rinvio (sine die?) del congresso del PRC-Se non nasconde il fallimento della sua politica negli ultimi anni che ha prodotto un progressivo appiattimento sul terreno istituzionale, l’abbandono dei temi che avevano contraddistinto il nostro partito in grande parte della sua storia, un distacco progressivo dai movimenti di massa che hanno attraversato l’Italia nell’ultimo periodo e una sostanziale estraneità dal conflitto sociale. I gravi atteggiamenti seguiti sulla questione rifiuti (dichiarazioni sulla nomina di De Gennaro) sul silenzio al grave attacco alla magistratura da parte del ministro Mastella, la freddezza dimostrata dai vertici del PRC-SE nei confronti della mobilitazione contraria alla presenza del papa alla Sapienza, dimostrano, una volta di più, l’involuzione del progetto del partito sempre più marcato in termini istituzionali e governisti.
Nonostante questo abbiamo deciso di restare all’interno del PRC-Se per tutto il percorso congressuale, in quanto, pur condividendo la prospettiva di costruzione di un polo anticapitalistico lanciata da Sinistra critica, non ne condividiamo i tempi, che non ci paiono ancora maturi, e le modalità. E’ evidente, tra l’altro, che per realizzare quel progetto servano interlocutori sociali ben più ampi di quelli presenti oggi in Italia, nonché una capacità di interlocuzione politica e sociale che, a nostro avviso, va costruita anche attraverso un rapporto con quelle componenti critiche oggi interne al partito.
In quest’ottica, condividiamo la proposta avanzata dal documento e dall’assemblea degli Autoconvocati di Firenze che, pur nella sua parzialità, propone un percorso tra soggetti e storie diverse per modificare radicalmente le scelte di Rifondazione partendo dai nodi: presenza al governo, costruzione della sinistra Arcobaleno all’interno di questo, scelte di politica internazionale, rapporto con i settori di movimento (ambiente e pace…).
Ci preoccupa profondamente il progressivo trasformarsi di Rifondazione in un partito leggero, sempre meno basato sull’attività dei circoli e sempre più lontano da un progetto comunista e alternativo.
Convinti della necessità di profonda unità di azione con le forze della sinistra ribadiamo la nostra contrarietà al progetto di Sinistra Arcobaleno che nasce tutto interno alle logiche di governo e di oggettiva subordinazione alle forze moderate, per cui riteniamo impossibile la presenza di una componente comunista all’interno di una forza che si prefigge di superare ogni elemento di marxismo teorico e di comunismo politico.
Proponiamo la costruzione di iniziative pubbliche che indichino un percorso alternativo alle attuali scelte di Rifondazione e che evitino il disincanto e l’abbandono dell’attività da parte di molte/i compagne/i.

Un gruppo di compagne/i già aderenti alle mozioni di Sinistra Critica Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Marche riuniti a Bologna il 19.1.2008

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