La “crisi dei missili” del ventunesimo secolo

Le ultime dichiarazioni di Putin in margine al summit Ue-Russia di Lisbona del 26 ottobre non potrebbero essere più eloquenti: «Azioni analoghe (a quelle americane di oggi) da parte dell’Urss provocarono la crisi dei missili a Cuba. Tecnologicamente, per noi la situazione è molto simile, si tratta di una potenziale minaccia molto vicina ai nostri confini».

La crisi aperta unilateralmente dagli USA con il progetto di scudo antimissilistico permane e si sviluppa. Il cambio di governo in Polonia al momento non ha modificato granché. Il referendum chiesto a gran voce dai movimenti contro la guerra di quel paese non si terrà, così hanno deciso i “rappresentanti del popolo” seduti negli scranni parlamentari. Evidentemente tutto il “mondo libero” è governato da politiche bipartisan.

Una delle più gravi crisi internazionali degli ultimi 20 anni è trattata dai nostri mass media come notizia di passaggio. Né si parla del coinvolgimento diretto del nostro paese nella crisi, a causa della firma da parte del governo Prodi di un accordo bilaterale con gli USA per una partecipazione dell’Italia allo “Scudo”.

In cosa consista questo accordo USA/Italia non è dato sapere. Tutto è coperto da segreto militare.

Da alcuni mesi la Rete nazionale Disarmiamoli! propone una petizione popolare contro questo nuovo focolaio di guerra gettato nel cuore d’Europa. Migliaia le firme raccolte, ma ancora poche a fronte del deteriorarsi della crisi.

La campagna deve continuare, di pari passo con la campagna nazionale per la Legge d’Iniziativa Popolare su Trattati internazionali, Basi e Servitù militari.

Il silenzio colpevole del governo italiano e della sua maggioranza deve essere smascherato in ogni occasione d’incontro e dibattito. Solo una costante e forte pressione dal basso possono mettere in difficoltà un esecutivo tra i più subalterni al gigante a stelle e strisce, come dimostrato ripetutamente in questi mesi con i casi Abu Omar e Calipari, con il si alla base al Dal Molin e alle politiche aggressive della NATO (a comando USA) in Afghanistan e in Kosovo.

Chiediamo a tutte le realtà che compongono il movimento contro la guerra del nostro paese di rilanciare la campagna contro lo scudo antimissilistico.

Sui banchetti che dal 4 novembre raccoglieranno le firme per la Legge su trattati, basi e servitù militari dovrà esserci anche la petizione contro un sistema di guerra che riporta l’Europa indietro di 30 anni.

La Petizione popolare contro lo scudo antimissilistico e il dossier si possono scaricare dal sito www.disarmiamoli.org

La Rete nazionale Disarmiamoli!