La “cosa rossa”: il momento della verità.

Al primo appuntamento decisivo, quello delle pensioni, si rompe il fronte unitario fra le forze della sinistra d’alternativa. Come era evidente, da tempo la questione fondamentale è il rapporto con il governo. Se cioè privilegiare, comunque, la salvaguardia dell’attuale quadro politico, anche a costo di subire un arretramento a livello sociale, o se riproporre la questione sociale come metro di misura della sostenibilità dell’impegno di governo.
Mentre Rifondazione comunista e Pdci denunciano l’accordo sulle pensioni, Verdi e Sinistra democratica, allineandosi con le confederazioni sindacali, lo giudicano positivamente. E’ il momento della verità sulla “cosa rossa”.
Viene al pettine l’equivoco fondamentale, da cui è nato il progetto di Bertinotti, del cantiere della sinistra: un’operazione di ingegneria politica, che prescinde da un confronto sui contenuti; una fuga in avanti dettata da calcoli elettoralistici, anziché da un confronto vero sulle priorità sociali del Paese. Il superamento disinvolto e superficiale delle identità e delle culture politiche. Una operazione di ceti politici, che guarda più alle rappresentanze istituzionali che alle aspirazioni profonde del popolo della sinistra.
Se non si vuole compromettere i residui elementi di unità, e salvaguardare una opzione politica critica, occorre rimettere al centro i contenuti e subordinare a questi la costituzione di rapporti unitari a sinistra.