Intervento di Nadia Schavecher al CPN del 28/29 Novembre 2009

La crisi economico-finanziaria si sta abbattendo sui lavoratori in modo drammatico, come noi forse ancora stentiamo ad immaginare, ed è solo l’inizio. E già si percepisce che tra ciò che succede davvero e ciò che l’informazione (i media) trasmette c’è un abisso.

Per le 2, 3 grandi situazioni di crisi che si trasformano in lotte e che a stento si fanno spazio nell’informazione nazionale ce ne sono decine che a malapena scalfiscono quella locale e centinaia e centinaia che non si conoscono neppure.

Ci sono fabbriche e aziende che chiudono nel più totale silenzio, con i lavoratori paralizzati e senza armi per reagire.

Che cosa accadrà quando gli ammortizzatori (che non sono per tutti tra l’altro, ma lasciano scoperti tutti i precari) scadranno?
Abbiamo compreso o no che i posti di lavoro perduti non si ricreeranno automaticamente passata la bufera?

Nello stesso tempo abbiamo un Governo che smantella tutti i servizi e i diritti: scuola, sanità, servizi socioassistenziali, trasporti….
Non possiamo non pensare a questa situazione drammatica quando decidiamo cosa fare.

E’ indispensabile sicuramente unire le forze, i comunisti e la sinistra per cercare di essere in grado di costruire opposizione e battaglie che risultino credibili, incisive, efficaci.

E’ importante però anche farlo bene, senza forzature che mettano a repentaglio il possibile successo di questa aggregazione.
In questo senso io non credo sia positivo forzare la mano sulla strutturazione di questa aggregazione. Meglio sarebbe procedere passo a passo con iniziative concrete su temi concreti verificando via via la tenuta unitaria; ed anche in pratica creare fino al livello territoriale una struttura a copia dei partiti porta a moltiplicare riunioni e burocrazia mentre abbiamo bisogno di tutt’altro.

Avremmo bisogno di un coordinamento di forze che metta in obiettivo 3, 4 grandi temi su cui concentrare tutte le nostre risorse, 3 , 4 grandi lotte riconoscibili e condivisibili dai lavoratori e dal nostro popolo nella drammaticità della crisi.

Ad esempio:
1. Stop ai licenziamenti, nessun posto di lavoro vada perso! Ed anche:
2. Acqua pubblica! ( è possibile che sia l’IDV visibile al nostro posto su questo tema?),
3. Stop alle guerre ed alle spese militari: tutti i soldi per gli stipendi dei lavoratori nelle aziende in crisi!!
4. Sanità ed istruzione pubbliche e gratuite!!!

Stupisce e rammarica vedere che invece si è perso tempo per aggiustare percentuali di peso delle varie forze, percentuali da raggiungere per prendere decisioni quando tutti noi sappiamo che l’unica misura del successo di tutto questo processo è la convinzione e l’energia che ci possono dare i nostri compagni militanti e chi ci guarda ancora con speranza. E questa viene fuori dai CONTENUTI! E se non ci sono i contenuti (come non ci sono finora) è una aggregazione senz’anima, destinata, come altre, al fallimento!

E poi bisogna pensare a quale anima. Perché dalle prime avvisaglie compare un’anima assai moderata. E qui mi riferisco ad esempio alla questione del congresso in CGIL.

Già una Federazione della Sinistra che nasce in un momento di crisi dolorosa e che non prende posizione per un cambiamento netto nel più grande sindacato italiano, che non stia dalla parte di chi vuole chiudere con la concertazione, dalla parte della FIOM, delle sue lotte e dell’accordo separato, una Federazione della Sinistra che nasce così nasce già maluccio.

Ma il nostro Partito? E’ possibile che Rifondazione non parteggi e non appoggi chi all’interno del sindacato CGIL indica la strada del cambiamento, delle lotte e della democrazia?

Francamente, avrei preferito, come lavoratrice prima che come iscritta, come delegata sindacale in lotta, prima che comunista, che invece di percentuali (46, 12, 12…) e numeri, si desse un segnale su un congresso così importante.

E’ anche per queste evidenze: contenuti che mancano, lettura della realtà carente, attitudini moderate, burocratismo, che sento,e da tempo, la necessità impellente di una ricomposizione dei comunisti, un lavoro teorico ma impregnato delle lotte sul campo (non come fanno alcuni saltandoci in groppa alle lotte, magari anche a posteriori, ma internamente da protagonisti insieme agli altri), proposta che ribadiamo con forza, necessaria ed urgente, l’unità dei comunisti, anche per il successo di una efficace aggregazione a sinistra.