Intervento di Gualtieri Alunni al CPN del 28/29 Novembre 2009

Il segretario ha esordito affermando che ”la storia del PRC è stata disseminata da scissioni”. Io aggiungerei che tutto ciò è successo per la politica revisionista del bertinottismo e inoltre, sembra che a nulla siano servite le pesanti batoste elettorali, dal momento che abbiamo continuato a lasciare irrisolte molte delle cause che ci hanno allontanato dai militanti, dal popolo comunista e posto fuori dalle istituzioni. Con la bozza di Statuto della Federazione della Sinistra, si preferisce ridisegnare una forma di neoarcobalenismo nel quale i comunisti ritornano ad essere una tendenza. E ancora, le percentuali e il “diritto di veto” completano il quadro di una rigidità che rischia la cristallizzazione e quindi aprire la strada alla costituzione di un nuovo soggetto politico. Meglio sarebbe partire e dispiegare un lavoro comune come il Coordinamento unitario, contestualmente con l’unità dei comunisti, riunendo i Partiti che ancora si richiamano al comunismo e la diaspora di migliaia di compagni/e che dal ’91 ad oggi hanno abbandonato il PRC, il PdCI e non solo. Un altro punto estremamente critico lo troviamo nella bozza del manifesto: perché si usa il termine “superamento” del capitalismo e del patriarcato, della Nato e delle basi americane? Per eliminare qualunque ambiguità sarebbe stato utile parlare di abbattimento del capitalismo e di uscita dalla Nato. Risulta chiaro che queste bozze guardano più ad accogliere forze sinistre che ha rafforzare un percorso comunista e anticapitalista. Tra i promotori della Federazione troviamo “Lavoro e Solidarietà” che sostiene al congresso della CGIL la mozione Epifani. Tutto ciò entra in forte contraddizione con ciò che diciamo e pratichiamo. Perché il Partito non dà il sostegno esplicito alla mozione Rinaldini? Dopo la frammentazione dei sindacati e lo sparpagliamento dei comunisti nelle varie oo.ss., oggi si arriva a non appoggiare la componente che si batte per la democrazia sindacale e contro la neoconcertazione. La spina dorsale per l’unità di classe e del conflitto passa attraverso la ricostruzione di un Sindacato di classe e di un Partito Comunista degno di questo nome perché dalla sua forza potrà determinarsi anche una sinistra chiaramente anticapitalista. Per questo necessita rilanciare la formazione dei quadri e dei militanti in grado di radicarsi nei luoghi di lavoro, di studio e nel territorio, capace di accumulare forza e realizzare egemonia. La centralità dell’unità delle lotte per difesa del posto di lavoro, contro il precariato, per l’occupazione è un compito centrale per i comunisti. L’esempio delle vertenze dei lavoratori contro “la crisi”dell’ALCOA e dell’EUTELIA-Agile, ci fanno capire la diversità dell’attacco padronale che in questi casi si esplicita come una operazione speculativa, banditesca e criminale.

Sull’Eutelia devo fare un appunto, il circolo tlc e informatica ha seguito l’evolversi della situazione dal principio. Vorrei ricordare un fatto sgradevole che pesa nella memoria dei lavoratori. Alcuni anni fa quando una di queste scatole cinesi si chiamava Getronics, si arrivò ad un incontro al Ministero con la presenza del sottosegretario Alfonso Gianni (allora nominato in quota PRC), ebbene costui per tutta la riunione dormì e svegliato dalla domanda dei lavoratori su che fare, lui rispose che non si poteva fare niente, che il suo era un ruolo da “notaio”. All’interno dell’azienda ci sono diversi compagni iscritti al circolo e sono stati loro ad animare e organizzare la lotta e la resistenza, che fino al clamore mediatico scoppiato con l’azione squadrista dell’AD erano stati dimenticati dai vertici del partito e quando adesso gli stessi si sono presentati all’occupazione hanno tranquillamente scavalcato il circolo. Bell’esempio del partire dal basso e del rafforzare il partito partendo dai circoli!Le elezioni regionali si avvicinano e invece di attrezzarci a costruire una coalizione dei partiti e dei movimenti di opposizione alle politiche liberiste del PD/PDL, si aspetta che il PD, a seconda delle necessità, ci accolga nella sua coalizione. E indubbio che il ritornare ad essere utili per la classe, non si concilia con scelte opportuniste finalizzate soltanto a strappare un consigliere qua e la e sappiamo quanto la separatezza istituzionale abbia nuociuto al Partito. L’ennesimo “accordo programmatico” con il PD si espliciterebbe come un abbraccio mortale con i poteri forti spesso rappresentati dalla massoneria, da infiltrazioni mafiose e camorristiche, dal Vaticano e dalle Banche. Dopo la disastrosa esperienza governista, sarebbe diabolico e perdente insistere.

Diverso invece sarebbe la presentazione autonoma di una coalizione alternativa e unitaria composta anche dai movimenti che si battono contro i licenziamenti, per la difesa dei beni comuni, contro le grandi opere, gli inceneritori, in particolare contro le privatizzazioni dell’acqua, della sanità e le devastazioni ambientali. Per concludere, questa Federazione della Sinistra così come viene enunciata e prospettata rischia di essere un OGM piuttosto che il seme naturale comunista e anticapitalista che si dovrebbe piantare per farlo radicare, crescere e raccogliere i suoi frutti: forza, consenso e utilità sociale.