Intervento di Fosco Giannini

Care compagne e cari compagni,

io sono qui, oggi, per ringraziare il mio Partito, il Partito della Rifondazione Comunista, per avermi permesso e concesso una straordinaria esperienza politica e umana, per avermi offerto il privilegio di essere stato un senatore della Repubblica.

Per questa grande e inaspettata esperienza ringrazio il gruppo dirigente del mio Partito, il gruppo dirigente del PRC della Calabria e tutte le compagne e i compagni calabresi, alle quali e ai quali mi sono legato in modo profondissimo.

Lì, in Calabria, i compagni e le compagne – assieme ai lavoratori e alla società civile calabrese – mi hanno permesso di vivere una grande e reale esperienza di lotte sociali, insegnandomi cose che mai avrei pensato di apprendere e di conoscere.

Voglio anche ringraziare ed abbracciare uno ad uno, una ad una, tutti i compagni e le compagne del nostro Gruppo al Senato, ad iniziare dal nostro capogruppo, il compagno Giovanni Russo Spena.

Al Senato è stato tutto molto difficile: passavano i mesi e la sofferenza dell’intero Gruppo cresceva, nelle compagne e nei compagni aumentava sempre più la consapevolezza che le cose andavano male, che ogni minima spinta riformatrice si andava celermente spegnendo. E tutto il Gruppo al Senato ( non solo alcuni) viveva malissimo le grandi difficoltà, pur accettando lealmente le indicazioni del Partito.

Io stesso ho potuto evitare l’errore, la scelta solitaria, il bel gesto estetico ( di cui ho orrore culturale) solo per la forza del Gruppo, per il sostegno collettivo.

Nel Gruppo al Senato ho vissuto davvero una profonda, importante e non scontata esperienza politica e umana. In questa esperienza ho consolidato tanti rapporti di stima reciproca e forti e sinceri affetti. Salutando con lui, simbolicamente, tutto il Gruppo al Senato, saluto qui e abbraccio con stima e affetto il compagno Stefano Zuccherini.

Ringrazio di nuovo il mio Partito, a cui tanto ho dato e dal quale tantissimo ho ricevuto.

Inizia ora un’importante campagna elettorale. Le mie posizioni sono note, ma non intendo ripeterle durante questa campagna , nella quale mi impegnerò come sempre mi sono impegnato, per i comunisti e per la sinistra intera.

Per il resto, per tutto il resto, per le polemiche odierne, saranno i fatti a parlare, sarà il Partito nel suo insieme – dirigenti, militanti, iscritti – a giudicare.

Vorrei dire solo questo, senza retorica alcuna: non siamo nati per vivere e riprodurci nelle istituzioni. Siamo diventati comunisti, lungo strade impervie, per condurre le lotte ed essere protagonisti della trasformazione sociale.