Intervento al Cpn di LEONARDO MASELLA

Vorrei cominciare con una domanda: si può contemporaneamente affermare di volere bene alla sinistra e poi nei fatti, in buona o in cattiva fede, affondare la sinistra ? Si può, è già avvenuto, lo hanno già fatto Occhetto e D’Alema quando dallo scioglimento del Pci della Bolognina, dicendo di volere una sinistra più grande, di oltre in oltre sono arrivati alla fine, e non so neanche se è ancora finita (non c’è mai fine al peggio !), al Pd, che è l’affondamento della sinistra.

Ma non c’è bisogno di tornare così indietro nel tempo o così lontano da noi. Io penso che possiamo anche guardare qui ed ora. Come si fa a distruggere la sinistra e contemporaneamente dire di volere il suo bene ? Per esempio, è sotto gli occhi di tutti, facendola partecipare ad un governo come quello appena caduto. La sinistra e in particolare il nostro partito ne escono a pezzi, in ginocchio, distrutti da due anni di questa esperienza. Vedo che già i sondaggi dimostrano quasi un dimezzamento dei consensi della sinistra, dal 12-13% al 6-7%. Ma si poteva anche fare a meno dei sondaggi. Bastava un anno fa fare un’analisi seria, che non è stata fatta, sulle elezioni amministrative. Rifondazione Comunista ha perso due terzi dei voti dopo un anno, dopo solo un anno di presenza nel governo Prodi. Ecco perché i responsabili di questa catastrofe, cioè del congresso di Venezia e della sua linea, evitano di fare un minimo di bilancio del governo Prodi, come ha fatto la relazione del compagno Giordano. Io sono sconcertato, nella relazione di Giordano è addirittura come se il governo non fosse mai caduto. L’ultimo CPN lo abbiamo svolto quando il governo era ancora in piedi. E’ caduto il governo, fallendo clamorosamente, e qui oggi non viene fatta un’analisi seria sulla crisi e sulla cause vere della crisi del governo Prodi e il compagno Giordano non dice nulla neanche sulla proposta, anch’essa fallita, mai discussa con nessuno, di governo istituzionale.

Il fallimento del congresso di Venezia è clamoroso. La linea del congresso di Venezia era basata sulla permeabilità del governo ai movimenti e abbiamo verificato che il governo è stato permeabile solo ai poteri forti, gli Stati Uniti d’America, la Nato, il Vaticano, la Confindustria, le banche della Ue, proprio l’opposto di ciò che Bertinotti ci venne a raccontare al congresso di Venezia, congresso approvato con solo il 59% dei voti e contrastato dal 41% del partito allora, con la stragrande maggioranza degli iscritti che votarono nei Circoli solo per fiducia e nel culto della personalità di Bertinotti.

Quindi oggi è chiaro a tutti perché si è rinviato il congresso, per paura di fare un bilancio serio della linea del congresso di Venezia, per non andare incontro ad una debacle del gruppo dirigente alla vigilia delle elezioni, che avrebbe consegnato ad un altro gruppo dirigente la scelta delle candidature alle elezioni. Invece, così, chi è il principale responsabile del fallimento del congresso di Venezia, Fausto Bertinotti, può dirigere ancora il partito, far eleggere i suoi fedeli e condurlo alla sua liquidazione. La Sinistra Arcobaleno è infatti in continuità col congresso di Venezia. La distruzione del partito avviata da quel congresso è, infatti, funzionale al suo superamento e alla costruzione di un altro partito non più comunista. Le cose stanno insieme; tu per dire che devi fare un altro partito devi portare alla dissoluzione questo, come sta avvenendo. Chi si è illuso sulla conferenza di Carrara dovrebbe riflettere. Una cosa sono le chiacchiere, altra cosa sono i fatti. Ma c’è questo brutto vecchio vizio di tanti di noi: invece di riflettere, di interrogarsi, di camminare interrogandoci, si va avanti, diritti, con la testa giù verso il precipizio.

Qual è dunque il modo migliore per far perdere la sinistra alle prossime elezioni ? Questo papocchio qui che ho alle mie spalle, questo simbolo qui, questo è il modo migliore per far perdere la sinistra alle prossime elezioni, cioè quello di presentare un simbolo totalmente estraneo e completamente disconnesso con il sentimento del nostro popolo. E’ l’opposto del simbolo prevalente il 20 ottobre. Il simbolo prevalente il 20 ottobre, del milione in piazza, erano le bandiere rosse e la falce e martello. Del resto è il simbolo prevalente dei due partiti che si rifanno al comunismo, due partiti che entrambi raggiungono più dell’8%, più di tre milioni di voti, e invece si mette questo simbolo in cui viene cancellato l’8% di quella coalizione facendo prevalere invece l’ipotesi dei Verdi e di Sd. Io penso che questo sia il simbolo che ci porterà a perdere altri voti, già in una situazione molto grave, di sfiducia totale del popolo, sfiducia che ricade soprattutto sulla sinistra. Se non facciamo solo un’analisi politicista, ci accorgiamo che la popolazione ha sfiducia non tanto del Pd o di Berlusconi ma soprattutto della sinistra che ha governato. E’ evidente: è la sinistra che ha governato che non ha fatto il suo mestiere. Allora, già siamo di fronte a questa debacle dovuta alla perdita dalla sinistra del malessere sociale; a ciò si aggiungerà la logica del voto utile dell’elettorato più informato, logica che noi abbiamo avallato proprio con i due anni di partecipazione al governo per evitare che tornasse Berlusconi; poi in più cosa fa la segreteria nazionale? Ci aggiunge anche un simbolo sconosciuto e non riconosciuto neanche lontanamente dal nostro popolo. E’ un suicidio ! Un suicidio in coerenza col suicidio del congresso di Venezia che ci ha portati a farci triturare in un governo liberista della Nato ! Il congresso di Venezia ha avviato il suicidio e questo simbolo qui lo conclude. Un suicidio che può avere solo una ragione, diciamo, molto ideologica, che è la fissazione di superare una forza comunista in Italia e di fare un altro partito non più comunista, come volevano fare Occhetto e Mussi con la Bolognina. Ecco, vedete, per rispondere alla domanda con cui ho iniziato, questo è il modo più efficace per dire che si vuol fare il bene della sinistra e invece nei fatti affondare la sinistra.

Tuttavia, noi comunisti siamo tranquilli e invito alla tranquillità, perché sappiamo che non riuscirà questo progetto, fallirà come è fallita la Bolognina. Perché se c’è una esigenza storica che è anche una esigenza sociale, questa è insopprimibile, prima o poi risorge, riemerge. E non è con la repressione che si riuscirà a cancellarla, compagne compagni, anzi. E’ un onore che il compagno De Palma dica qui, oltre che è d’accordo con Bertinotti, che chi nel partito si è veramente opposto al superamento di Rifondazione Comunista, va espulso dalle liste elettorali ! E’ un onore che il compagno Ferrara dica a Pegolo che c’è una minoranza buona che va premiata perché non dà molto fastidio e una minoranza cattiva che pur avendo rispettato rigorosamente lo statuto del partito, votando tutte le porcherie di questo governo Prodi, tutte, comprese le missioni militari all’estero e la capitolazione sul welfare, viene cancellata. Chiaro, no ? Quindi non c’è un motivo disciplinare o statutario, c’è un motivo politico e ideologico, si tratta di una chiara discriminazione anticomunista e per me è un onore, perché dimostra francamente, in questo mercato delle vacche che è la società italiana, e in particolare il mercato delle poltrone istituzionali e della corruzione morale connessa, in cui tutto si vende e tutto si compra, che c’è qualcuno che non si vende e non si compra, cioè che i nostri ideali comunisti non sono in vendita.

Questi sono i motivi per cui si è rinviato il congresso, questi sono i motivi politici, ideologici per cui si vuole far fuori tutti quelli che dissentono: avete paura. Perché sapete che la maggioranza degli iscritti non è d’accordo con voi. E’ la migliore dimostrazione della fragilità del vostro progetto. Per questo, nonostante questa odiosa discriminazione, noi non siamo preoccupati. Non cadremo nella vostra provocazione. Vorreste che ce ne andassimo prima del congresso. Vorreste che ci separassimo dal malessere crescente e maggioritario che si sta creando nel partito contro la vostra linea liquidatoria. Non faremo questo errore. Ora ci sono le elezioni, c’è la campagna elettorale che faremo pur senza grande entusiasmo. Dopo le elezioni non potrete fuggire ad un bilancio complessivo della vostra direzione politica. Al disastro del governo si aggiungerà purtroppo per la sinistra il disastro già in atto della Sinistra Arcobaleno e non potrete scaricare la colpa su chi ha dissentito. Questo trucchetto non funziona più: quando si fa una proposta bisogna assumersi le responsabilità sia del suo successo che del suo insuccesso. Onori ed oneri. Non potrete fuggire ad un congresso e lì bisognerà cambiare linea e anche gruppo dirigente, perché non ci sono dirigenti per tutte le stagioni.

Bisogna avere solo un po’ di pazienza, compagne e compagni, perchè il momento della verità è molto vicino.