Il momento di una scelta

Al presidente della federazione russa – V.V. Putin

Al presidente del governo della Federazione Russa – M.M. Kasjanov

Al presidente del consiglio della federazione – J.E.S. Strojev

Al presidente della Duma di Stato – G.N. Selezniov

La situazione spaventosa, inqualificabile e criminosa, che regna già da un decennio nella società russa, avviata alla rovina in nome della “democratizzazione” e delle “riforme di mercato”, ha posto il paese sulla soglia del fallimento. Il fallimento di ciò che ancora rimane del ruolo dello stato e della sovranità, il fallimento della nazione, che ha perso ogni fiducia in sé stessa. Il fallimento del popolo, condannato all’annientamento fisico e alla degradazione morale. La tragedia del Caucaso settentrionale, le oscure azioni terroristiche nella capitale e in altre città della Russia, il naufragio del sommergibile atomico “Kursk” sono nuove dimostrazioni del fatto che la società soffre per colpa di un potere, che non ha nemmeno la forza di reggere la normale amministrazione e che sta sprofondando in una situazione di crisi.

È evidente che non è possibile salvare la Russia con la semplice sostituzione del capo dello Stato, se prima non viene cambiata la politica economica e sociale; che la Russia non potrà riprendersi senza un potere popolare in grado di controllare tutte le istanze di direzione dall’alto verso il basso. Uno stato così malridotto non potrà mai essere forte. È incredibile che con il bilancio non si riesca a far sì che le navi siano in grado di navigare e gli aerei di volare; che i serbatoi di combustibile dei trattori e dei carri armati siano pieni; che si riesca ad accendere la luce nelle case, nei reparti, nei laboratori; che i bambini e i vecchi possano alimentarsi adeguatamente.

Occorre aumentare le entrate fiscali dello stato. E per ottenere questo occorre recuperare le enormi ricchezze nazionali, passate nelle mani di coloro che hanno dilapidato la Russia, per poi restituirle a tutto il popolo. La società avverte la necessità di una nuova politica economico-sociale. La gente quotidianamente prova sulla propria pelle le conseguenze funeste della continuazione del corso politico precedente. Il Pcfr, il movimento popolare patriottico, le forze di opposizione lo hanno ripetutamente segnalato. Ma purtroppo, ogni volta, il potere, invece di assumere misure reali per la ripresa del paese, ha fatto ricorso a espedienti e a inganni. Ogni volta abbiamo così assistito inermi all’inevitabile tragedia.

Si sono ignorate le opportune e ripetute messe in guardia degli studiosi del l’Accademia delle scienze, che avevano informato il presidente, il governo, il parlamento che il paese aveva oltrepassato il limite degli indici ragionevoli di caduta. Il risultato è stato che le catastrofi e le avarie si sono trasformate in situazioni ordinarie, quotidiane.

È arrivato il momento di una scelta decisiva per la società, per tutti i rami del potere, soprattutto ai vertici dello stato. Ci sono solo due possibilità, due strade. La prima è proseguire l’errata politica antinazionale dell’”eltsinismo”, vale a dire la violenza liberale sul paese, nell’interesse di un gruppo di nuovi straricchi e dei loro protettori stranieri. La seconda strada è rappresentata da una politica statal-patriottica, fondata sugli interessi nazionali e di tutto il popolo. Sulla prima strada il presidente incontrerà l’alleanza con la vecchia camarilla, affaccendata nelle ruberie e nella svendita del patrimonio nazionale. Percorrendo la seconda strada, il presidente potrà contare sul sostegno delle più ampie forze patriottiche. È passato il tempo delle frasi ad effetto sulla grandezza della Russia, è venuta l’ora delle azioni concrete per garantirne la salvezza. Di conseguenza, senza indugiare, occorre iniziare a ricostruire la nostra economia. Nel paese esistono autentici specialisti che sanno cosa fare, senza ricorrere alle ricette elaborate oltreoceano.

È assolutamente necessario varare un programma straordinario di salvezza nazionale.

A tal scopo esigiamo:

1) il mutamento qualitativo delle linee di stesura del bilancio. L’utilizzo di tutte le possibilità, ai fini di un suo drastico accrescimento. Il ritorno sotto il controllo dello stato delle aziende strategiche, sottratte per mezzo di privatizzazioni illegali. La nazionalizzazione delle risorse naturali e la loro trasformazione in bene dello stato.

2) La crescita significativa degli stanziamenti a favore della scienza, dell’istruzione e della medicina. L’attribuzione dei mezzi necessari alle Forze Armate, a tutti gli istituti che assicurano la sicurezza del paese e dei suoi cittadini.

3) Il rafforzamento della disciplina di quanti sono preposti all’adempimento delle leggi. L’instaurazione di un compiuto sistema di controllo popolare e statale. Il conferimento all’Assemblea Federale della pienezza di poteri per il controllo dell’esecuzione delle leggi e dell’attuazione dei deliberati parlamentari. La creazione delle condizioni per il pieno funzionamento del sistema giudiziario, degli organi della procura e della sicurezza dell’ordine pubblico, in difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini.

4) Il rafforzamento delle basi economiche, informative e intellettuali dello stato.

L’assicurazione di una reale libertà di parola. La cessazione della propaganda antinazionale oggi imperante nei canali radiotelevisivi del paese. La garanzia del confronto tra tutti i punti di vista e di un’informazione obiettiva, istituendo appositi osservatori sui “media” statali.

5) L’inesorabile resistenza alle forze separatiste e terroriste, stroncando con decisione l’avanzata della “strategia della tensione”, diretta all’instaurazione in Russia di una situazione di vuoto di potere, il terrore, di apatia, di demolizione delle norme morali e del senso dello stato.

Propongo di affrontare queste e altre questioni in una conferenza di Stato appositamente convocata, con la partecipazione del presidente, dei membri del governo, del Consiglio della Federazione, dei deputati della Duma di Stato, dei più eminenti studiosi e specialisti. Le sue indicazioni potrebbero assumere forma compiuta mediante le deliberazioni dell’Assemblea Fede rale, i decreti presidenziali, le decisioni del governo. In questo momento ognuno di noi ha una particolare responsabilità. Se oggi non riusciamo a metterci d’accordo sull’assunzione di misure straordinarie finalizzate al risanamento delle condizioni in cui versa il paese, la situazione potrebbe definitamente sfuggire ad ogni controllo.

L’appello è stato pubblicato sulla Pravda del 29/30 agosto 2000

Traduzione a cura di Mauro Gemma