I diritti dimezzati e la svolta a sinistra

Ci avevamo scommesso sulla primavera dei movimenti, sulla possibilità di avviare a sinistra un nuovo percorso politico che contrastasse con forza e coraggio il disegno restauratore e autoritario del centrodestra e mettesse le basi nel contempo per la vittoria delle forze democratiche nelle prossime scadenze elettorali.
La firma dell’accordo separato da parte di Cisl e Uil del cosiddetto patto per l’Italia ci dice che molte cose sono cambiate dal 23 marzo.
Quei tre milioni di uomini e donne che sono venuti a Roma da tutta Italia non sono stati ascoltati e rispettati e si è aperto un drammatico conflitto dagli esiti imprevedibili e siamo tutti coscienti che la firma di quel patto scellerato cambia qualitativamente il corso della vicenda politica italiana.
È dagli anni settanta che non si verificava una rottura della unità sindacale così evidente e drammatica.
Il rischio ora è che quella rottura si trascini anche la rottura del campo del centro sinistra attraversato già da tensioni gravi e pesanti.
Nei mesi passati un forte movimento, chiaro nei contenuti e nella difesa di diritti inalienabili, ha messo in crisi la pretesa graniticità del centro destra e ricreato le basi per una possibile riscossa delle forze democratiche.
Quel movimento che seguiva la mobilitazione di Genova, degli studenti, lo schiaffo di Moretti indicava che a sinistra c’era bisogno di cambiare politica e il modo di fare politica.
In questi mesi è emersa l’esigenza di una politica fondata su ragioni e principi riconosciuti, sulla difesa caparbia e chiara dei diritti fondamentali del lavoro, e della democrazia costituzionale. Una politica che si riavvicinasse alle esigenze e alle aspettative di tanta gente che male aveva sopportato il distacco operato dal governo di centro-sinistra. Tutto questo è stato alla base della mobilitazione di tante donne e uomini e anche della affermazione positiva delle forze di centro sinistra nelle recenti elezioni amministrative.
A fronte di questo quadro la firma del patto berlusconiano da parte di Cisl e Uil rappresenta un drammatico scarto politico tutto a favore delle politiche della destra.
Diversamente da altri penso che la firma separata sia una cosa grave e sbagliata, non si può guardare a questo fatto come se in fondo non sia successo niente. C’è in gioco la qualità del modello democratico delle relazioni sociali e politiche.
Nonostante questo fatto ritengo tuttora importante, per battere il centrodestra, che occorra ricostruire una grande coalizione democratica senza confini preconcetti, tuttavia oggi più di ieri è necessario si parta da una unità vera sui contenuti sulle cose da fare e da proporre al paese.
I contenuti fanno premio sullo schieramento. O meglio non vi è schieramento possibile senza un’intesa vera sui contenuti. Una unità fittizia fa comunque vincere l’avversario politico.
Lo scontro aperto sulla vicenda sindacale ripropone a sinistra il confronto su ruolo e funzione di essa.
Il processo di globalizzazione, ma anche la crisi dei meccanismi capitalistici sempre più evidenti nelle vicende delle grandi aziende americane, nella fase politica argentina e nella utilizzazione della guerra come strumento di intervento politico richiedono alla sinistra un salto di qualità. Cioè quello di rispondere a questa fase di crisi e di aggressività delle forze liberiste con un progetto che si fondi sulla difesa e sullo sviluppo dei diritti integrali, cioè con un progetto di pieno sviluppo della democrazia formale e sostanziale che è sotto tiro dello sviluppo del turbocapitalismo.
Proprio questa idea di pieno sviluppo della democrazia ha conquistato milioni di persone che avevano negato il voto e il consenso al centro-sinistra e alla sinistra.
Questa è la strada maestra che occorre continuare a perseguire, abbandonando la concezione della sinistra dei diritti dimezzati che ha fallito nel recentissimo passato.
Questa è la sfida per tutti, che non richiede scorciatoie né soluzioni rabberciate, ma la consapevole e tenace intelligenza di chi sa che per battere la destra occorre un credibile e chiaro progetto sociale e politico per la cui costruzione occorre rigore nei contenuti e capacità unitaria per prosciugare l’acqua intorno alla destra.
Proprio per questo oggi la battaglia sui diritti del lavoro diventa la base la cartina di tornasole delle future battaglie del centrosinistra e della sinistra. Di fronte a tutti vi è la responsabilità di non distruggere le speranze che in questi mesi si erano consolidate con il movimento e che avevano messo in difficoltà il centro-destra. Di fronte a noi vi è uno di quei bivi storici ardui e pericolosi che segnano la storia del paese e della sinistra. Occorre prendere la strada giusta per evitare la stabilizzazione conservatrice per i prossimi decenni.