“Guerra” di civiltà Parte la carovana contro gli omicidi bianchi, lo sfruttamento…

Caro direttore, la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro ha presentato nella sala stampa del Senato la marcia-carovana che toccherà fabbriche, posti di lavoro e città nei prossimi mesi e che si concluderà con una manifestazione nazionale a Roma a metà giugno. Si è voluto dare risalto e valore alla proposta e valorizzare attraverso essa il ruolo di operai, delegati e Rls, familiari, organizzazioni sindacali di base, operatori, artisti, ecc. che stanno sostenendo l’iniziativa che è autonoma da sindacati e partiti ma che richiede il contributo di chi voglia impegnarsi su questo terreno. E’ stata spiegata la genesi dell’iniziativa e le esigenze che essa vuole raccogliere e mobilitare: una Rete che unisca per un movimento permanente e una lotta prolungata innanzitutto dei lavoratori e dei delegati attivi, che vuole combattere la tendenza alle grandi mobilitazioni immediate e al silenzio che poi copre queste vicende, così come vuole dare risalto e voce a tutte le realtà di fabbriche e iniziative che sono già state sepolte e dimenticate. Non è una “marcia per la pace”, ma un percorso di guerra sociale e politica a fronte della quotidiana guerra contro i lavoratori; una guerra di civiltà che vogliamo combattere per affermare la civiltà del lavoro e dei lavoratori, contro la inciviltà dello sfruttamento e del profitto. E’ un movimento a difesa delle condizioni di vita e della salute dei lavoratori contro la morte in fabbrica, sia attraverso gli omicidi bianchi, sia la morte lenta e prolungata delle malattie professionali e dei sistemi di lavorazioni invalidanti. E’ un sostegno permanente a tutti i coordinamenti e reti che già lottano da tempo su questo fronte. E’ anche una carovana perché parte da iniziative anche piccole per raccogliere dietro di esse in maniera crescente tutte le forze disponibili ad unirsi e scendere in campo. Nel suo percorso prevede assemblee, scioperi, manifestazioni, presidi, occupazioni e concerti, teatro, video, mobilitazione nelle scuole, nelle università, impegno specifico di artisti e giornalisti nel sostenerla e documentarla. Sono previste,complessivamente 50 assemblee e 20 luoghi di lavoro e città simbolo dove si svolgeranno le principali iniziative: la ThyssenKrupp, l’Ilva di Taranto, le fabbriche di Porto Marghera, i porti di Ravenna e Marghera, l’Istituto tumori di Milano, la Dalmine di Bergamo, Napoli con due iniziative, la Basilicata con la Fiat Sata, la Marlane di Praia a Mare in Calabria, i Cantieri Navali a Palermo, le iniziative dei ferrovieri, le iniziative in Toscana, nel Veneto, Brindisi, Manfredonia, ecc. Alcune iniziative sono in corso sin da questi giorni, il 7 marzo era già prevista a Molfetta, dopo le ultime cinque morti è già purtroppo macchiata di sangue. Segnaliamo, tra le principali, la presentazione della marcia a Torino, le iniziative del 13 marzo a Ravenna e la grossa iniziativa a Roma del 15 marzo sulla insicurezza del lavoro dei ferrovieri.