Fiaccole e bombe atomiche

Giovedì 3 novembre, lo stesso giorno della fiaccolata promossa da Giuliano Ferrara davanti all’ambasciata dell’Iran, riusciamo ad intervistare la compagna Castellina, in partenza per la Cina.
Cara Luciana, abbiamo visto che non hai aderito alla fiaccolata convocata da “Il Foglio “….

Non scherzarci nemmeno… D’Alema, Fassino, Veltroni, Epifani, Rutelli e tanti altri, pezzi consistenti della sinistra e del centro sinistra che hanno aderito…sono costernata, non trovo le parole. Sono sbigottita, ma in realtà se dico sbigottita non rendo l’idea di ciò che provo : sono come raggelata, come quando – improvvisamente – ci si trova di fronte a qualcosa di così grave che si stenta a credere che accada, che sia accaduto. Se penso che uomini e donne, compagni e compagne con i quali sino a pochi anni fa si lavorava, con i quali si stava politicamente insieme hanno fatto una scelta del genere sono sospinta, nello stupore che provo, a chiedermi che cosa sia accaduto di profondo, in Italia, nella sinistra italiana, che possa aver portato a questo. Il fatto è così grande, così… come dire, significativo, che rimanda all’esigenza di una analisi profonda sulla mutazione avvenuta, sulle sue cause, sui suoi possibili sviluppi. E’ grave, innanzitutto, il fatto che esponenti importanti della sinistra e del centro sinistra abbiano deciso di manifestare assieme a personaggi come Ferrara, Ronchi, Gasparri, Bocchino, il pessimo ministro leghista Calderoli, membro dello stesso governo Berlusconi, persone che rappresentano le più determinate spinte alla guerra, che rappresentano la stessa volontà di guerra in Iraq, che rappresentano la più totale subordinazione alla strategia americana della “guerra infinita”, un disegno scellerato per il quale, in ultima istanza, finirà di essere vittima quella stessa Israele che il promiscuo “schieramento della fiaccolata” ha preteso di difendere.
Possibile che non si siano resi conto di questo tragico errore? Non riesco ancora a credere come sia possibile che abbiano potuto soprassedere al fatto che nella “piattaforma” de “ Il Foglio” non vi era nemmeno una mezza parola sulla questione palestinese. O che, dal palco, il giornalista Magdi Allam abbia potuto gridare: “Israele è un faro della democrazia in Medio Oriente”.
Gravissimo è poi che si aderisca ad una tale manifestazione nel momento in cui rullano i tamburi di guerra americani contro l’Iran. Ora, è del tutto evidente che la lezione che l’esercito americano sta ricevendo in Iraq dalla Resistenza del popolo iracheno non può indurre Bush ad attaccare l’Iran allegramente; tuttavia la “follia” americana di questi ultimi anni non depone certo a favore di una visione “razionale” da parte del governo Usa, e dunque, al di là persino dei guai americani in Iraq, al di là dei loro duemila morti, al di là del crollo di consensi interni, da Bush possiamo aspettarci di tutto, anche un imminente attacco alla Siria, all’Iran. Ciò perché, in verità, la “follia” di Bush è forse una “lucida follia”; in altre parole il fatto è che le sue guerre “regionali” possono appartenere ad un disegno complessivo di guerra totale, che prepara lo scontro strategico e finale con la Cina.
In questo contesto come si fa a non capire che sfilare assieme a Ferrara vuol dire correre il rischio di sfilare per la guerra ?

Le parole di Ahmadinejad contro Israele, dicono, sono state terribili. Occorre dunque – dicono – stare dalla parte di Israele…

Chi, chi non condanna le parole di Ahmadinejad? Occorre condannarle decisamente. Nel contempo occorre prenderle per quelle che sono e cioè una minaccia più propagandistica che verosimile, e anche dire chiaramente che è solamente ridicolo pensare che esse siano un pericolo vero per Israele, un paese che non ha certo bisogno di essere difeso, un paese militarmente possente, “atomico” e difeso e sorretto – politicamente, economicamente, militarmente – dalla più grande potenza del pianeta, gli Usa, dall’ Europa e dall’intero mondo.
Il punto, dunque, non è Ahamadinejad, o la nostra posizione, che non può che condannarlo per ciò che ha affermato. Il punto è che respingere decisamente i propositi del leader iraniano contro Israele non può far dimenticare le politiche di guerra, di colonizzazione e di sterminio portate vanti da Israele contro il popolo palestinese. Non può far dimenticare il ruolo di braccio armato americano di Israele in tutto il Medio Oriente. Il suo ruolo di gendarme al servizio dei disegni imperialisti Usa nella regione.
In verità ciò che si dimentica è proprio il popolo palestinese, la sua ormai lunga, troppo lunga e indicibile sofferenza…Fassino ha dichiarato, al fine di giustificare la sua presenza alla fiaccolata, che “ questo era il tempo di difendere Israele. Quando si verificherà un evento contrario alla causa palestinese scenderemo di nuovo in piazza”. Credo che il popolo palestinese, per essere difeso, non abbia certo bisogno di ulteriori colpi e sofferenze, non abbia bisogno di un altro evento: è tutta la storia recente a dimostrare drammaticamente e senza ombra di dubbio che per la politica israeliana il no alla nascita dello Stato palestinese è un obiettivo strategico. E’ questo l’evento. Altri non ne servono.

L’Iran, si dice, non solo parla di distruzione di Israele, ma ne parla con “voce atomica” …

E’ tutto surreale. Usciamo adesso dal teatrino tragico del “Nigergate”, si “scopre” adesso ciò che tutti già sapevano, e cioè che l’Iraq non possedeva armi di distruzione di massa e che “ la “pistola fumante” (e, come si è visto, le bombe al fosforo)erano solo in mano a Bush, che già si apre un altro teatrino, altrettanto tragico: l’atomica dell’Iran ! Forse vuol dire solo che l’attacco Usa è vicino…
Anche qui : che gigantesca e incredibile farsa! Che spettacolare rimozione su scala internazionale! Ma come si fa, come fa la sinistra moderata a confondere e confondersi sino a questo punto! Mi chiedo davvero come fa e cioè attraverso quali meccanismi di falsa coscienza ! Il ministro degli esteri Gianfranco Fini, nella conferenza stampa tenuta a Gerusalemme assieme al suo omologo israeliano Silvan Shalom, ha detto che un Iran nucleare “ costituirebbe una grave minaccia non solo per Israele ma per la comunità internazionale: da qui la nostra posizione che sia il Consiglio di sicurezza ad occuparsene al più presto”. Fini e Shalom hanno parlato di “incubo iraniano”. Vogliamo, anche a sinistra, far nostro l’allarme del leader post fascista, di Bush, di Sharon ? Vogliamo rimuovere il fatto che , invece, l’Iran aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare ? Che non possiede armi nucleari e che è sotto sorveglianza ( accettata) dell’ Aiea ( l’Agenzia internazionale dell’energia atomica) ? Vogliamo anche dimenticarci che Israele, invece, grazie soprattutto all’aiuto degli Usa, ha potuto mettere a punto, senza mai ammetterlo, un arsenale di circa 400 armi nucleari, che possono sprigionare la potenza maledetta di 4 mila bombe di Hiroschima? Che è lo stesso direttore della Aiea, Mohamed El Baradei, a dichiarare che “Israele possiede armi nucleari”? Vogliamo dimenticarci tutte le risoluzioni con le quali l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha condannato il rifiuto di Israele a rinunciare alle armi nucleari? Per ciò che mi riguarda mai riuscirò a dimenticare la vicenda terribile e angosciante di Mordechai Vanunu. Era un tecnico nucleare, lavorava alla base atomica di Dimona, nel deserto del Negev, in Israele. Attraversato e corroso da una crisi di coscienza rivelò al mondo che Israele era divenuta una potenza nucleare, le cui Forze Armate ( già nel 1986!) possedevano 200 testate atomiche. E che disse : “ Ho sacrificato la mia libertà e ho rischiato la vita per svelare il pericolo di armi nucleari che minacciano tutta la regione. Ho voluto dire a coloro che hanno sofferto l’olocausto nazista che potrebbe esserci un nuovo olocausto…”.
Mordechai Vanunu è stato il primo tecnico nucleare imprigionato per un caso di coscienza. I servizi segreti israeliani lo catturarono a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, con la complicità dei servizi segreti italiani, il 30 settembre del 1986; fu processato in Israele nel marzo del 1988 e ha già passato18 anni in galera, in cella di isolamento!
Sarebbe davvero ora che tutti lavorassero per un Medio Oriente di pace. Ciò non potrà avvenire con le fiaccolate della destra pro israeliana appoggiate dal centro sinistra. Il 21 ottobre 2003 si giunse alla “dichiarazione di Teheran”; essa prevedeva sia l’impegno iraniano a dotarsi di un nucleare diretto solamente ad uso civile e sotto controllo dell’Aiea, che l’impegno dell’Europa a cooperare per la costituzione di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente.
Per cogliere questo obiettivo centrale occorrerebbe che tutti ricordassero (innanzitutto la sinistra italiana ed europea) che è Israele a possedere un ormai imponente arsenale nucleare, un arsenale molto più grande e pericoloso di quello già denunciato da Mordechai Vanunu circa vent’anni fà .