FERRERO E LA COSTITUENTE COMUNISTA

Uno spettro si aggira per la sinistra italiana, la Costituente comunista. Che molti, all’interno della borghesia e dell’imperialismo, guardino con preoccupazione a questa possibilità, è comprensibile. E’ comprensibile perché finalmente attraverso Bertinotti e il bertinotismo si erano liberati di Rifondazione Comunista, della carica antagonista al sistema, al neoliberismo e alla guerra, che Rifondazione ha sempre rappresentato, pur con mille difetti. Finalmente con l’atto finale della Sinistra Arcobaleno, la grande borghesia italiana che si divide bipartizan fra il Pdl e il Pd, si era liberata dell’intera sinistra e si poteva avviare senza più lacci e laccioli a massacrare i lavoratori, lo stato sociale, la Costituzione…. ed ecco che ricompare la Costituente comunista, col rischio che questa, liberata da Bertinotti, possa essere ancora più pericolosa di quel che è stato il Prc per gli interessi padronali. E’ comprensibile, dunque, la preoccupazione dei padroni. Ciò che non è comprensibile è l’ossessione di alcune aree all’interno del Prc, come per esempio l’area della mozione di Ferrero. La Costituente comunista invece di essere una opportunità con la quale confrontarsi, interloquire, diventa il nuovo nemico da abbattere. A volte nel dibattito interno sembra che questi compagni vogliano “salvare” Rifondazione dalla Costituente comunista….
Nell’ultima e definitiva versione della mozione presentata da Ferrero si dedicano alcune righe per attaccare la Costituente comunista. La Costituente comunista si ritiene sbagliata “perché fondata esclusivamente su base ideologica e simbolica, priva di respiro programmatico e di apertura ai movimenti, e dunque incapace di incidere positivamente nella realtà” (pag. 14 “La critica alle costituenti”). Questo argomento è debolissimo ed è la dimostrazione della forza propulsiva del progetto strategico di ricostruzione unitaria di un partito comunista, l’unico progetto serio in campo, persino più serio della costituente della sinistra, che ancora fa difficoltà a definirsi socialista o socialdemocratica. Perché è un argomento debole ? Perché se si dimostrasse che non è vero che la costituente comunista è “fondata esclusivamente su base ideologica e simbolica” e si dimostrasse che invece ha un “respiro programmatico” e aperto ai movimenti, si smonterebbe la motivazione della contrarietà di questi compagni. Poi se si è contrari a prescindere si trovano sempre nuovi pretesti ideologici. Tuttavia questo argomento usato nel documento di Ferrero non corrisponde alla realtà e vediamo perché.
Negli ultimi tempi vi sono diversi tentativi di costituenti comuniste. Questo è positivo, anche se è possibile che ci siano delle proposte di costituenti con impostazioni eccessivamente ideologiche, testimioniali, minoritarie. Tuttavia l’iniziativa più significativa in questa direzione, che peraltro non nomina neppure “la costituente comunista”, è l’appello “Comuniste e comunisti, cominciamo da noi”, promosso da rappresentanti di movimenti, di lavoratori e lavoratrici, intellettuali, apparso su grandi giornali e che ha raccolto in poche settimane, più di 5000 firme. Intanto per l’ampia rappresentatività sociale, intellettuale e di presenza nei movimenti dei promotori non si può dire che sia una iniziativa minoritaria o testimoniale. Ma poi suggerirei ai compagni e alle compagne che sostengono il documento Ferrero di leggere l’appello e i suoi contenuti, senza prevenzioni ideologiche (queste sì ideologiche). L’appello comincia con “siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore”. Vi sembra un approccio testimoniale o nostalgico ? Cosamai, cari compagni e care compagne del documento Ferrero, il vostro è un approccio testimoniale e conservatore, quando pensate che Rifondazione Comunista possa essere salvata dopo il bombardamento della Sinistra Arcobaleno. E poi ancora l’Appello afferma: “Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”, tra cui risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anti-capitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito democratico e ad una logica di alternanza di sistema”. Vi sembra un’approccio ideologico o persino “moderato” e subalterno al Pd, accusa che viene fatta da altri compagni ai promotori dell’Appello ? E ancora l’appello prosegue: “Ci rivolgiamo: alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo; – ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista; – ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo; – al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere – nella lotta comune – una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace”. Vi sembra un approccio ideologico, “senza respiro programmatico”? E ancora: “La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra – più di ogni altro discorso – che esiste nell’Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare – tra gli altri – ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all’accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull’art.18”. Vi pare un approccio chiuso ai movimenti?
La critica che il documento Ferrero fa al tipo di unità dei comunisti auspicata dall’appello “Comunisti Uniti” non ha fondamento: o è solo un pretesto (debole) per dire no a prescidere, oppure è destinata ad essere superata, nella misura in cui la costituente si costruirà, non solo nelle parole dell’appello ma nei fatti, come un processo unitario aperto, non su una base ideologica o meramente simbolica, ma con un respiro programmatico nel vivo delle lotte, utile socialmente. Del resto un nuovo partito comunista con un consenso di massa nell’Italia di oggi o si costruisce così o non si costruisce.