Eutelia: crisi e speculazioni

Il caso Eutelia è emblematico per capire i meccanismi della crisi. I lavoratori hanno trascritto la storia di questo Moloc a cui è sacrificata la loro vita.

Eutelia nasce come Internet Server Provider nel 1998. In 10 anni passa da 40 a 2700 dipendenti incorporando società in difficoltà che venivano acquisite quasi gratis: Edisontel nel 2003, Fredomland e Noicom nel 2004, Getronics e Bull nel 2006 ed in ultimo nel 2007 Alpha Telecom e C3. Gli azionisti forti che guidavano questo meccanismo che porta alle scatole cinesi e poi all’effetto domino erano: Finanziaria Italiana (25,7 %) e F. Finanziaria (13,4%). Ramazzando qua e là, Eutelia arriva a commesse notevoli e ad un patrimonio mobiliare e immobiliare di grande entità. Gli azionisti di riferimento facevano sempre rapporti sulle magnifiche sorti e progressive di Eutelia, assicurando che i debiti delle aziende acquisite erano risanati; la situazione era eccellente e tra il 2006-2007 Eutelia internalizzò alcune attività precedentemente appaltate, annullando la mobilità per 100 lavoratori, tanto le opportunità erano favorevoli. A partire dai primi mesi del 2008, con la crisi che scoppia, Eutelia improvvisamente si allinea e dichiara lo stato di crisi e così si attivano accordi di “solidarietà” a giugno che portano alla riduzione dell’orario di lavoro del 37,5% per quasi tutti i dipendenti (risparmio superiore a 40mila euro). Prima che scadesse il contratto di “solidarietà”, Eutelia annuncia nel gennaio del 2009 la dismissione di tutto il settore IT. Insomma tutti a casa, circa 2000 lavoratori:
– System Engineering: 900 lavoratori;
– Software factory 300 lavoratori;
– Data center/I.Solution: 116 lavoratori;
– Altri: 120 lavoratori;
– Staff: 494 lavoratori.

Eutelia finisce sul lastrico e prevede di passare la mano ad altri con una procedura di licenziamento collettivo per trovare compratori interessati all’acquisizione delle attività che stavano nel suo “portafoglio”. Come vedete è un meccanismo generale del sistema capitalistico attuale, che, per procedere, va avanti con fallimenti finanziari più o meno pilotati, fino a quando arriva l’effetto domino, il crollo del castello di carte o meglio di cartelle; a quel punto si cambia il cartello. I lavoratori entrano nel meccanismo di capire il perché e il per come di questa crisi, e quale settore si può salvare e come in un certo senso tirare avanti. Del resto, finire sul lastrico non è una situazione allettante per nulla. In attesa che nuovi padroni prendano il posto dei vecchi, restano senza paga da mesi in attesa che si definiscano portafogli, cartelli e cartelle! Iniziano i presidi, le occupazioni e le lotte per come sopravvivere e salvare il tuo lavoro in un’azienda che è il 5° operatore del servizio delle telecomunicazioni! Insomma, ci troviamo davanti alla solita storia di cessioni di rami d’azienda, stipendi non pagati, contributi non versati; cessioni fatte al solo scopo di sbarazzarsi alla svelta dei lavoratori “di troppo”, fare cassa ed accaparrarsi beni immobili e TFR, scaricando tutti i costi sulla collettività. Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori sono da tre mesi senza stipendio! Tre mesi di sfinimento tra mortificanti richieste di prestiti, rate del mutuo inevase, affitti rinviati; tre mesi di sofferenza, tra manifestazioni e disperazione crescente, nel silenzio dei giornali e della televisione, forse perché troppi e indicibili sono gli interessi nascosti dietro questa vicenda. Lavoratrici e lavoratori finiti nelle mani di una cricca di bancarottieri senza faccia, che stanno mandando sul lastrico, senza la minima preoccupazione, decine di migliaia di famiglie; finanzieri senza un soldo che, con giochi vergognosi di scatole e scatolette cinesi, stanno facendo fallire decine di società per salvare la faccia ai vecchi proprietari. Ora in questo quadro avviene un fatto strano e cioè che Samuele Landi, l’ex AD dell’Eutelia, assolda una banda di guardie giurate e fa un’irruzione squadrista al presidio/occupazione a Roma per sgombrare di persona i lavoratori in lotta. Ora più che mai occorre l’unità e la mobilitazione dei lavoratori e delle loro organizzazioni per fermare queste persone senza scrupoli, questo cancro che sta fagocitando ora dopo ora altre realtà lavorative italiane, come nel caso di Phonemedia, con altri 6.500 sfortunati acquisiti anche loro dal Gruppo Omega e anche loro senza stipendio da mesi.

Per chi volesse contribuire a sostegno delle famiglie dei lavoratori in situazione di maggiore criticità economica è attivo il conto corrente postale N. 000098822810 – Codice IBAN IT28 U076 0103 2000 0009 8822 810 – intestato a Giovanni Seccia e Gloria Salvatore.
Per trasparenza, estratti conto periodici saranno pubblicati sul sito
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Per seguire la vertenza dei lavoratori EUTELIA/AGILE/OMEGA:
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