Elezioni in Moldavia:schiacciante vittoria dei comunisti

Il 25 febbraio 2001 si sono svolte le elezioni politiche anticipate in Moldavia, repubblica che ha ottenuto la propria indipendenza nel quadro della disgregazione dell’Unione Sovietica (agosto 1991). L’appuntamento elettorale, reso indispensabile dalla crisi della coalizione di centro-destra, liberista e filo-atlantica al governo dopo le elezioni del marzo 1998, si è concluso con la schiacciante vittoria del Partito dei Comunisti di Moldavia (Pcrm), che ha ottenuto, secondo i dati diffusi dall’agenzia di stampa Novosti il 3 marzo, più del 50% dei consensi, occupando nel Parlamento ben 71 dei complessivi 101 seggi. Il partito guidato da Vladimir Voronin, già ministro degli interni nella Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia, si è imposto nettamente nella provincia autonoma di Gagauz-Yeri (80,6%) e nelle giurisdizioni di Taraclia (71,8%), Edinet (59,1%) e Balti (55,1%) (1) . Oltre al Pcrm, dei 27 blocchi, partiti e candidati indipendenti che si sono presentati hanno ottenuto una rappresentanza parlamentare l’Alleanza della destra liberale e filo-atlantica costituitasi intorno al primo ministro uscente Dumitru Braghis (2) (13,4% di consensi e 19 seggi) e il filo-romeno e nazionalista Partito Popolare Cristiano-Democratico (Ppcd, 8,3% e 11 seggi), che ha ottenuto il suo migliore risultato nella giurisdizione della capitale Chisinau (13,2%). Rimane fuori dal Parlamento il Partito della Rinascita e della Conciliazione (Prcm, 5,6%), fondato nel 1995 dall’allora presidente della repubblica Mircea Snegur. Rispetto a questa vittoria schiacciante dei comunisti moldavi, che conferma tanto i limiti sempre più evidenti del tentativo decennale di penetrazione capitalistico-imperialista nei territori dell’ex URSS quanto la presenza di partiti comunisti organizzati e con una dimensione di massa, occorre avanzare alcuni elementi di riflessione:
a) Il processo di indipendenza dall’Unione Sovietica è stato egemonizzato, a partire dal febbraio 1990, dal Fronte Popolare di Moldova che, oltre a sostenere l’introduzione di una economia di mercato sul modello capitalistico, rivendicava anche la riunificazione della Moldavia con la Romania, a partire dalla sostituzione della lingua russa con il romeno. Diretta conseguenza dell’egemonia delle forze nazionaliste è stata la frantumazione etnica del paese: da una parte, gli abitanti russofoni sulla riva sinistra del fiume Dnestr si sono autodeterminati nella Repubblica di Transnestria e, dall’altra, anche la provincia meridionale di Gagauz-Yeri ha dichiarato la propria autonomia (3) . In questo contesto di egemonia delle forze nazionaliste e reazionarie, il partito comunista, esattamente come avvenuto in Russia, è stato posto fuorilegge;
b) le elezioni del febbraio 1994, vinte dal Partito Democratico Agrario dell’attuale presidente Petru Lucinisci, hanno segnato la crisi del nazionalismo filo-romeno a vantaggio di un più praticabile progetto di indipendenza nazionale, liberismo e integrazione nel contesto euro-atlantico. Da qui le misure di ristrutturazione economica imposte dal FMI, che hanno determinato un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari, e l’adesione alla Partnership for Peace della Nato;
c) in questo contesto, l’avanzata del Pcrm, costituitosi nel Dicembre 1994 dopo un triennio di illegalità, è stata travolgente: terza forza politica alle amministrative dell’aprile 1995 e nel giugno dello stesso anno netta affermazione nelle elezioni politiche e presidenziali nella provincia autonoma di Gagauz-Yeri. Alle elezioni politiche del marzo 1998 il Pcrm ha ottenuto il 30,1% dei consensi, pari a 40 seggi su 104 complessivi, determinando un indebolimento nella coalizione di centro-destra già al governo.
Dopo la vittoria, Voronin ha tentato di rassicurare l’opinione pubblica internazionale, senza per questo rinunciare a quei punti del programma che hanno portato i comunisti alla vittoria:

a) rispetto al quadro politico, nonostante la netta affermazione, il segretario del Pcrm ha dichiarato di non avere “alcuna intenzione di esercitare il monopolio sulle responsabilità di governo. Sappiamo che il partito è solo una parte della società, mentre noi dobbiamo farci carico anche delle esigenze di coloro che non hanno votato per noi” (4);

b) rispetto alla strategia di sviluppo economico, la priorità è determinata dal “rilancio dell’economia nazionale” (raddoppio del bilancio statale con introduzione del monopolio statale su alcool e tabacco, lotta al contrabbando e introduzione del controllo statale sui prezzi delle risorse energetiche). Rispetto alle privatizzazioni, poi, “a noi interessa se sono state realizzate le condizioni previste, soprattutto da parte delle aziende privatizzate… Del resto, ci sono numerosi esempi di applicazione delle privatizzazioni, dove si registrano successi, anche in forme diverse. In Moldavia è stata scelta una forma banditesca di privatizzazione…E allora, se attraverso la forma della proprietà statale un’impresa può essere diretta meglio e realizzare migliori affari, perché bisogna cambiare la forma statale di proprietà?”;

c) rispetto alla collocazione internazionale, Voronin ha ribadito di essere intenzionato a rispettare la Costituzione moldava, che vieta la presenza di truppe straniere sul territorio, “anche rispetto alla Nato”.
D’altro canto, egli ha ribadito la propria disponibilità a risolvere insieme al presidente russo Putin il conflitto in Transnestria, anche grazie al coinvolgimento dell’ex primo ministro russo Primakov, e a sottoporre a referendum popolare l’adesione della Moldavia all’Unione Russia-Bielorussia, parte fondamentale del programma di governo dei comunisti moldavi.

NOTE
1) Per una prima analisi sui dati disaggregati, I. Pisacaru, “Moldova este singurul stat comunist din Europa”, in Flux, 02-03-2001.
2) Braghis ha sostituito nel febbraio 1999 Ion Cebuc, non più in grado di tenere unita la coalizione di governo costituita dalle diverse forze del centro-destra.
3) Su questo, si veda G. Schiller, “Entre Bucarest et indépendance, la Moldavie balance”, in Liberation, 04-03-1992 e S. Serrano, “Rumanía empuja a Moldavia a la guerra con Rusia, dice el presidente del Transdniéster”, in El Pais, 28-06-1992.
4) Tutte le citazioni di Voronin sono tratte da una intervista (“Contro la democrazia della fame”) rilasciata a “Sovetskaja Rossija” in data 1 marzo 2001 (a cura di L. Leonov). Ringrazio il compagno Mauro Gemma per le traduzioni dal russo.