DICHIARAZIONE DI VOTO di Fosco Giannini

Svolgo questa dichiarazione di voto a nome dell’area de l’ernesto.

Appoggiamo e votiamo l’ordine del giorno dal titolo “ Un Congresso per rilanciare i movimenti e l’autonomia del Prc”, presentato da Claudio Bettarello, Leonardo Masella, Adriana Miniati e Marco Veruggio.

Il nostro consenso e la nostra adesione si organizzano attorno a tre questioni di merito, ad una rilevantissima e significativa questione di metodo e ad un importante rilievo politico.

Questioni di merito: 1) Siamo d’accordo e facciamo nostre la critica all’involuzione e all’inclinazione governista del nostro Partito, base materiale della rottura con i movimenti; 2) siamo d’accordo e assumiamo la critica al merito e al metodo con i quali si costruisce la “Cosa Rossa” e al pericolo del superamento dell’autonomia del Prc; 3) condividiamo la critica al grave slittamento del Congresso Nazionale, slittamento che provoca una sorta di “schizofrenia” politica: prima ci si avventura nella più profonda trasformazione della nostra storia politica ( la “Cosa Rossa”), poi – a lavori conclusi – si chiamano i militanti e gli iscritti a discutere!

Questione di metodo: condividiamo e apprezziamo le modalità di autorganizzazione dal basso ( dai Circoli) di iscritti, militanti e dirigenti del nostro Partito, un’esperienza che segna di sé l’ ordine del giorno che sosteniamo e che ha già visto oltre 1.500 compagne e compagni firmare l’Appello dei primi 125 iscritti al Prc di Firenze. E’ rilevante segnalare che le 1.500 firme provengono da oltre 70 Federazioni e centinaia di Circoli e che i quattro firmatari dell’ Ordine del giorno sono compagne e compagni protagonisti di questa autorganizzazione dal basso.

Per ultimo, il rilievo politico: concordiamo nel valorizzare il fatto che le prime 1.500 adesioni sono di compagne e compagni che all’ultimo Congresso di Venezia avevano votato tutte le mozioni, di maggioranza e di minoranza. Come a dire : la salvezza ed il rilancio del Prc sono obiettivi che riunificato la base del Partito. Per questo facciamo nostro l’Ordine del giorno e per questo ci batteremo.