Dichiarazione di voto de l’Ernesto al CPN del 28/29 Novembre 2009

La dura condizione materiale dell’intero mondo del lavoro; le drammatiche condizioni sociali in cui versano milioni di donne, giovani, anziani, precari, immigrati; l’attacco ormai su vasta scala agli assetti democratici e alla Costituzione; la mancanza di un forte punto di riferimento comunista e di sinistra e l’assenza di un sindacato di classe e di massa ci mettono di fronte a due grandi ordini di problemi.

Da una parte vi è l’esigenza di unire le forze comuniste e di sinistra anticapitalista nella lotta comune, con gli obiettivi di riconsegnare alla “classe” un punto di riferimento credibile e di ricostruire un’opposizione sociale e politica dai caratteri di massa. Compito al quale la nascente Federazione di Sinistra, se concepita come unità d’azione tra forze diverse e non come “nuovo partito di sinistra”, può contribuire a dare risposta.

D’altra parte siamo di fronte ad una crisi profonda del movimento comunista italiano che può essere risolta solo rilanciando il progetto di un Partito comunista pienamente autonomo sul piano culturale, politico e organizzativo; un Partito comunista che nasca sia da un processo di unità dei comunisti che da una ridefinizione di un profilo politico e teorico antimperialista e anticapitalista all’altezza dei tempi e dell’odierna natura dello scontro di classe.

Entro questo contesto generale noi ci troviamo d’accordo a costruire una unità tra forze comuniste e di sinistra anticapitalista, a patto che la Federazione rappresenti questa unità e non degeneri in una forma partitica che infici il necessario sviluppo dell’autonomia comunista, o ancor peggio la sopprima.

Allo stato delle cose la questione è che, assieme all’obiettivo positivo di lavorare ad una unità tra forze comuniste e di sinistra anticapitalista, emergono alcune questioni negative.

Critichiamo il fatto che la Federazione nasca su documenti politici volti essenzialmente alla propria strutturazione organizzativistica trascurando proprio i punti che dovrebbero invece caratterizzare un’unità d’azione tra forze diverse, cioè gli obiettivi di lotta da condurre sul piano sociale : contro la Legge 30 e la precarietà; per i salari, per una nuova scala mobile, per la rappresentanza sindacale ed il contratto nazionale di lavoro, per la costruzione di un sindacato di classe e di massa.

E, d’altra parte, giudichiamo negativo il fatto che – assieme alla costruzione della Federazione – il nostro Partito ( dopo Chianciano) non abbia lavorato al rilancio politico e teorico di un’autonoma progettualità comunista che poteva e può trovare nell’unità dei comunisti una sua base materiale.

Per questa serie di motivi, tra loro diversi, a nome delle compagne e dei compagni de l’Ernesto dichiariamo -oggi – il nostro voto di astensione.