Dichiarazione di Fosco Giannini e Gianluigi Pegolo

«Con grande stupore apprendiamo che il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano ha proposto di procedere al tesseramento alla “cosa rossa” entro la fine dell’anno. Non solo, ma ha già attribuito alla manifestazione del 20 di ottobre il carattere di un evento costituente, una sorta di atto fondativo del nuovo soggetto.

Siamo alle solite: di fronte ai numerosi scivoloni in cui è incorso il progetto del nuovo soggetto politico, non ultimo proprio la mancata adesione alla manifestazione del 20 ottobre di Sinistra democratica e Verdi, la maggioranza di Rifondazione Comunista non trova di meglio che tentare, accelerando, di concludere la partita prima che tutto vada a catafascio. E lo fa prima del congresso del partito, a dimostrazione di quanta importanza viene attribuita al pronunciamento democratico degli iscritti.

Con questa proposta, peraltro, il segretario di Rifondazione rende ancora più evidente come le rassicurazioni date in questi mesi sul mantenimento del partito siano delle pure foglie di fico. Quando si propone addirittura il tesseramento già si pensa ad un qualcosa che va ben oltre i patti federativi. L’obiettivo è il partito unico, attraverso forzature successive.
E’ evidente che chi, con grande leggerezza, avanza simili proposte ha già messo in conto il superamento di Rifondazione comunista. Per parte nostra non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno butti a mare più di 15 anni di impegno politico, per dar vita ad una sinistra ambigua (dai connotati politici e dall’identità del tutto fumosi) percorsa da tentazioni all’omologazione e al governismo.

Alla luce di quest’ultimo episodio, ormai la situazione è chiara. Al congresso vi saranno due opzioni in campo: quella liquidazionista e quella, che noi sosteniamo, del mantenimento e della valorizzazione del progetto della Rifondazione comunista».

Gianluigi Pegolo (deputato PRC-SE)

Fosco Giannini (senatore PRC-SE)

Del coordinamento nazionale de L’ernesto