Dalla crisi rosso-verde alla crisi della classe politica

*membri della Direzione federale della Wahlalternative Arbeit und Soziale Gerechtigkeit (WASG – Alternativa Elettorale Lavoro e Giustizia Sociale)

Con l’indizione di elezioni anticipate, la leadership della SPD [ Partito Socialdemocratico] voleva conseguire due obiettivi:
– da una parte aveva bisogno di un nuovo mandato per poter attuare la politica dettata dalla Agenda 2010 [piano di radicale riforma dello stato so – ciale, in senso liberista, ndt]. Gli elettori, di fronte alla polarizzazione elettorale, si sarebbero dovuti orientare in maggioranza per un moderato taglio dello stato sociale, contro la revisione generale della “economia sociale di mercato” voluta dai partiti del campo borghese [locuzione per indicare CDU, CSU ed FDP, ndt].
– Allo stesso tempo, una stabilizzazione nella SPD, che, a causa della svolta ostinata in direzione di una concezione sociale neoliberale, aveva perso considerevolmente tanto in iscritti quanto in consenso sociale.
Il risultato delle elezioni parlamentari federali ha messo una croce sopra a queste aspettative, presentando un risultato paradossale:
– I rosso-verdi, nel corso della battaglia elettorale, hanno potuto riguadagnare discretamente terreno, ma in fin dei conti la maggioranza risicata dei seggi che si era conquistata a stento nel 2002 è andata chiaramente perduta.
– I partiti del campo borghese si sono dimostrati incapaci di egemonia; c’è stato uno spostamento verso le posizioni radicali pro-mercato della FDP [ Partito Liberaldemocratico] ma non è stata raggiunta una maggioranza in grado di governare.
– La sinistra politica – Linkspartei. PDS e WASG [vedi Nota] -, nonostante una forte pressione per cooperare (e molte questioni irrisolte sul campo delle concezioni e della strategia), ha ottenuto un risultato che per la Germania è eccezionale.

LA RADICALIZZAZIONE DEL BLOCCO BORGHESE

I partiti del campo borghese sono scioccati. La aggressione generale contro i diritti sociali e gli standard di vita della popolazione salariata, presentata con il motto “Dare la precedenza al lavoro”, non ha trovato il riscontro sperato negli elettori e nelle elettrici. I partiti dell’Unione [CDU e CSU – risp. Unione cristianode – mocratica ed Unione cristianosociale (la seconda omologa della prima e radicata solo in Baviera), ndt] sono stati veramente puniti. Rispetto alle elezioni parlamentari federali del 2002 hanno perso 1.8 milioni di voti, in questo modo ritornando al 35.2%. A profittare direttamente di questa perdita di fiducia è stata la FDP. Un milione di elettrici ed elettori si sono spostati dai partiti dell’Unione al neoliberalismo puro – apparentemente nella speranza di contrastare le oscillazioni dei cristianodemocratici nella fase finale della campagna elettorale e contro l’ipotesi di una Grande Coalizione [ locuzione per indicare il “compromesso storico” dei partiti borghesi con i rosso-verdi, ndt]. Una parte di elettrici ed elettori del campo borghese voleva in effetti un vero nuovo inizio: società di mercato anziché adeguamento del capitalismo alla società civile.
Soprattutto, il campo borghese ha perso consensi rispetto alle ultime elezioni parlamentari federali ed è pi? lontano che mai da una capacità strutturale di egemonia.
L’ala dei lavoratori, nella Unione, vede confermata questa tesi essenziale: in Germania non si conquista nessuna maggioranza a forza di politiche apertamente orientate al capitale e contro gli interessi di sicurezza sociale del lavoro salariato. L’ex segretario generale della CDU, Heiner Geissler, ha constatato a ragione: “L’insicurezza ha avuto inizio con l’approvazione della [legge] Harz IV e si è approfondita con questo continuo parlare di una regolamentazione pi? aperta sui licenziamenti e di cambiamenti rispetto ai contratti di lavoro per settori, e poi la confusione sulle tasse…” (…) CDU e CSU hanno dovuto sperimentare come, con una politica di rottura rispetto alla regolamentazione della economia di mercato, di smantellamento dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori nonchè di messa in discussione dello stato di diritto democratico, essi abbiano messo in pericolo la loro esistenza in quanto partiti popolari. (…)

IL RIFIUTO DELL’AGENDA

Anche l’ Agenda 2010 è stata ripudiata. La socialdemocrazia ha perso circa 2.3 milioni di elettori e di elettrici rispetto alle elezioni parlamentari federali del 2002 (di questi circa un milione sono transitati nella Linkspartei). Visto che anche i Verdi – dopo una lunga serie di sconfitte nelle elezioni regionali – hanno dovuto registrare una perdita di consensi, seppur inferiore (meno 300 mila), la “politica del nuovo centro” ha raggiunto il capolinea.
Allo stesso tempo, in campagna elettorale la coalizione governativa rosso-verde ha guadagnato terreno rispetto al crollo di consensi registrato nel maggio 2005. Nella fase finale della campagna elettorale, la logica del male minore rispetto alla politica aggressiva del campo borghese ha nuovamente indotto le elettrici e gli elettori scontenti ed i critici della Agenda 2010 a dare il proprio voto alla SPD ed ai Verdi. Come era già successo nelle elezioni 2002, la SPD ha cercato di reclamare per se il valore della giustizia sociale, mobilitando un elettorato frustrato, uso a cambiare voto (…). I rosso-verdi si sono presentati come quei riformatori dello stato sociale che vorrebbero preservarlo – è stato questo il messaggio centrale della campagna elettorale.
La efficacia di questa posizione si può mettere in dubbio oggi, con ancora maggior ragione rispetto a tre anni fa. Rappresentanti della socialdemocrazia si sono legati al consenso della Èlite neoliberale. Attraverso una pressione massiccia all’interno del partito, essi sono riusciti a disciplinare persino i tentativi maldestri di correzione di tiro operati dalla sinistra interna. Tuttavia, in questa maniera essi non hanno potuto trascinare con se tutto il partito – questo lo dimostrano le perdite in termini di votanti e di iscritti.
Una sconfitta ancor pi? marcata è stata schivata, senza dubbio, in virt? della furiosa campagna elettorale della SPD, che è stata influenzata dal cancelliere federale [Schöder] in modo decisivo. Contestualmente sono state gettate di nuovo le basi per il noto modello di lavoro e comunicazione: facendo riferimento ai valori statistici pronosticati dai tecnici della demoscopea alla fine di maggio 2005, che davano la SPD al 24%, e bollando come questioni di dettaglio le evidenti perdite in voti e seggi, la necessaria critica al corso ed alla strategia della dirigenza del partito viene impedita.
Sebbene il progetto di governo rosso-verde sia stato bocciato elettoralmente, il nuovo gruppo parlamentare e gran parte dell’organizzazione del partito serrano le fila attorno al cancelliere ed alla leadership. Tale costellazione politica viene definita come “cesarismo” dai media borghesi. (…) Il sociologo Sennet ha giustamente constatato che ì in Gran Bretagna il Partito Laburista è preda di una crisi repentina. Al posto del partito tradizionale c’è ora il New Labour, con un potere assoluta – mente centralizzato e con un apparato di partito che è concentrato esclusivamente attorno alla figura del Premier”. Nella moderna organizzazione d’impresa il potere si concentra in un piccolo numero di manager di punta; pertanto, il capitalismo degli “shareholder” [chi detiene la maggioranza di un pacchetto azionario, ndt] favorisce il diktat, il leader, indifferente a quello che pensa la maggioranza del personale ovvero degli iscritti al partito. Questa tendenza, ben visibile anche nella socialdemocrazia tedesca, induce l’esponente dell’SPD Sigmar Gabriel ad affermare, dopo le elezioni: ì Nella SPD ci sono molti che adesso sono certi che Schröder può anche camminare sull’ac – qua. Ed io, lo riconosco, sono tra questi”.

UNA FRATTURA STORICA

Le elezioni 2005 per il parlamento federale hanno in effetti tutti i presupposti per figurare come una frattura nello sviluppo della Repubblica e del sistema partitico tedesco. Questo relativamente a tre aspetti centrali:
1. Risultato delle elezioni parlamentari federali anticipate sarà alla fin fine un governo fissato su di una logica politica legata al deterioramento sociale e della qualità della vita. Non sussiste alcuna maggioranza stabile per una concezione complessiva di ricostruzione sociale – dalle finanze fino alla infrastruttura sociale e civile passando attraverso il mercato del lavoro. Da una parte, i partiti del campo borghese vogliono in maggioranza un vero nuovo inizio, attraverso la de-statalizzazione, la de-regulation e la dinamizzazione del sistema del mercato del lavoro. Dall’altra parte, i partiti rosso-verdi si schierano per uno smantellamento sociale limitato per – così giustificano – rendere fruibili benessere e sicurezza sociale ancora alla prossima generazione. Nonostante queste contraddizioni, i partiti si metteranno d’accordo per una forma di governo, ma il nuovo governo sarà instabile. Entrambe le concezioni politico-sociali hanno problemi rilevanti di integrazione e rappresentanza politica degli strati sociali inferiori in virtù del loro comune orientamento – benché con diversificazioni – verso lo smantellamento delle strutture dello stato sociale.
2. La Linkspartei, con il suo successo, ha una grande chance di sviluppo: se riesce a mantenere insieme organizzativamente la coalizione di sinistra, allora intravvediamo l’inizio di una nuova concezione politica, che rispetto alle strategie di adattamento neoliberale si schieri a favore di un capitalismo regolato e di una nuova socialità. Tra l’altro, questa formazione si dovrà confrontare con la trasformazione della socialdemocrazia: quanto sono legati i quadri di partito al consenso delle Èlites neoliberali? In che misura quello che era un partito di iscritti e di programma è compromesso nelle strutture e nelle esigenze della democrazia mediatica? La pressione da sinistra sulla socialdemocrazia più condurre a che la sinistra rimasta nella SPD acquisti un pi? ampio margine di azione? Ed infine: la Linkspartei avrà successo anche quando sarà il momento di intercettare la disillusione su partiti e politica, crescente a causa della instabilità del sistema politico?
3. Le strutture centraliste-cesariste della politica di partito, legate ad una acuita instabilità del sistema politico, nuovamente ci interrogano, per gli sviluppi ed i conflitti politici futuri, sulla stabilità dei rapporti nella costruzione del consenso democratico. Queste potenti tendenze di trasformazione del sistema politico possono essere controbilanciate solo da una valorizzazione politica della società civile. Questo sarà difficilmente realizzabile solo sulla base di un pi? forte impegno civile. La Linkspartei potrebbe porsi come un avvocato che fa proprie le istanze della società civile e le trasferisce nel sistema politico rompendone le strutture cristallizzate.

CHE COSA SIA SPETTA LA POPOLAZIONE?

La popolazione elettorale – come mostrano le indagini attuali – ha una chiara coscienza dei grandi problemi sociali: flessibilità del mercato del lavoro, peggioramento delle pensioni di anzianità, politica di risparmio nel settore sanitario, privatizzazione dei servizi pubblici.
Da anni le aspettative economiche della maggioranza della popolazione sono contrassegnate dal pessimismo e dallo scetticismo. In ampi settori domina la convinzione che la stagnazione della economia tedesca non sia una fase di debolezza contingente o da lasciarsi presto alle spalle. Il 77% della popolazione pone la stabilizzazione dei sistemi di sicurezza sociale al secondo posto tra le proprie richieste – dopo la lotta contro la disoccupazione. Per il 66%, inoltre, il fatto che i servizi sociali non vengano ulteriormente tagliati è una delle priorità politiche dei prossimi 4 anni. En passant, le indagini sulla “preparazione alle riforme” della popolazione mostrano il contrasto tra la convinzione della necessità di “riforme” e la preoccupazione di dover subire sulla propria pelle ulteriori tagli. Da un governo guidato dalla CDU, la maggioranza della popolazione si attende, insieme ad un aumento dell’IVA, un indebolimento della difesa dai licenziamenti, l’aumento dell’età di accesso alla pensione da 65 a 67 anni, nonché massicce misure di risparmio da parte dello Stato ed un pesante smantellamento delle sovvenzioni statali. Non si tratta di pessimismo, ma di puro realismo.
La coscienza dei problemi nel campo socio-economico è dunque grande. Al contempo, non esiste una maggioranza chiara per una delle due varianti del risanamento neoliberale. (…)
Contemporaneamente, parti rilevanti della popolazione persistono nella rassegnazione ad una crescente perdita di fiducia nelle istituzioni e nelle forme della costruzione democratica del consenso. L’arretramento dell’1.7 per cento nella partecipazione al voto è indizio di questo. La coalizione di sinistra non è riuscita, evidentemente, a spiegare adeguatamente le proprie alternative politiche a questi settori della popolazione.

SPERANZA LINKSPARTEI

La WASG e la Linkspartei. PDS hanno dunque conseguito un risultato straordinario. Va ascritto tra i meriti della seria campagna elettorale della coalizione di sinistra se alla Germania è stata risparmiata una versione radicale dell’agenda neoliberale. Allo stesso tempo, la coalizione di sinistra ha contribuito in maniera determinante acciocché i partiti della estrema destra non potessero organizzare alcunché di rilevante sulla base della delusione verso la classe politica ed i partiti tradizionali. Tuttavia, qui bisogna differenziare regione per regione. L’ultradestra della NPD ha potuto conseguire seri incrementi di voti nel Mecleburgo – Pomerania Inferiore ed in Sassonia.
Il compito della coalizione di sinistra è uno. Ogni attuale coalizione di governo deve fare i conti con una opposizione decisa. Ci sono alternative politico-sociali alla stagnazione economica, alla disoccupazione di massa, alla distruzione dei sistemi di sicurezza sociale, allo stato disastroso in cui versano le finanze pubbliche, al saccheggio ecologico e ad una politica di guerra mascherata da lotta al terrorismo. La popolarizzazione di giuste alternative sociali e politiche – non solo da parte delle strutture di un gruppo parlamentare di sinistra – è il compito principale per poter conseguire un radicamento sociale pi? vasto.
La coalizione di sinistra si impegnerà affinché si rafforzi l’opposizione sociale contro la ristrutturazione neoliberale dello stato sociale. Entrambi i partiti devono nei prossimi mesi dedicarsi al processo di unificazione, con oculatezza ed energia. Sui tempi e le forme da adottare saranno determinanti anche i confusi equilibri di maggioranza nei partiti neoliberali. Ovviamente ha senso che i partiti della coalizione di sinistra si prendano il tempo per processi di chiarificazione non certo eludibili. Se le Èlites economiche e politiche spingessero ineluttabilmente verso elezioni anticipate, a causa di questioni di potere rimaste senza soluzione, allora anche la sinistra politica dovrebbe trovarsi più avanti. Si dovrà evitare la riproposizione di accordi repentini dettati dalla Linkspartei. PDS. La WASG ha dimostrato negli ultimi mesi di essere nelle condizioni di poter trattare in modo serrato, nel caso in cui le condizioni politico-sociali lo imponessero.
Che cosa significa la reinvenzione della sinistra in una nuova formazione? La base del successo dei mesi scorsi è nel riconoscimento del carattere pluralista della coalizione elettorale. La sinistra ha lavorato in larga parte unitariamente e con una nuova qualità, anziché coltivare le proprie differenze come tratti di separazione e distinzione. Non c’è bisogno di chiarire tutte le questioni e le riflessioni strategiche fino in fondo per poter organizzare una opposizione efficace alla ristrutturazione neoliberale della società. Ci siamo accordati su alternative realizzabili ed eleggibili e dobbiamo riconoscere come un passo positivo questa tensione tra trattativa politica e rielaborazione autocritica e confronto tra diverse posizioni teoriche e nessi interpretativi.

APERTURA AL SOCIALE

Tra i progressi autentici della sinistra politica va annoverata anche la apertura nei confronti delle altre strutture della società civile. Ci siamo impegnati in favore dei tanti socialmente esclusi e svantaggiati facendo nostre proprie le loro riflessioni e proposte. Questo vale anche per il campo della rappresentazione degli interessi sindacali. più di 2000 sindacaliste e sindacalisti hanno appoggiato l’appello per il voto a sostegno della coalizione di sinistra.
Niente meglio del confronto sulla configurazione sociale del lavoro salariato e dell’economia dimostra quanto i rapporti sociali e le regole alla base del nostro lavorare e vivere insieme siano state messe in discussione dalla politica neoliberale. I partiti del campo borghese a questo riguardo avevano annunciato un cambio di rotta. I diritti sociali degli occupati e l’autonomia contrattuale vincolata costituzionalmente avrebbero dovuto essere spazzate via. Questo cambiamento di sistema nel campo della politica dei contratti va visto nell’ambito delle svariate forme di indebolimento ed attacco al sistema di regolazione sociale del capitalismo.
Sin dalla fine degli anni Settanta il capitalismo, civilizzato a fatica attraverso dure battaglie storiche, ha svuotato diverse forme di controllo e governo da parte della società. Tanto le realtà sindacali quanto le altre organizzazioni di rappresentanza della società civile verificano che va messa all’ordine del giorno una nuova globale regolamentazione o ri-civilizzazione del sistema del profitto, perché l’altrimenti irrinunciabile piccola guerra contro il sistema da sola non può più correggere la tendenza alla redislocazione cronica verso rivendicazioni separate ed al peggioramento durevole degli standard di vita.
Una formazione politica unitaria della sinistra può diventare luogo di aggregazione, di pianificazione della opposizione, e di discussione per una ristrutturazione democratica dell’ordine sociale capitalista.

Tratto dal numero 10/2005 di Sozialismus, rivista marxista tedesca. Traduzione di A.M.

NOTA: Sozialismus fa attualmente riferimento alla WASG, formazione creata nel 2004 come rappresentazione politico-elettorale della scissione di Oskar Lafointaine dalla SPD su posizioni antiliberiste (vedi: http://www.w-asg.de/ ). Per le elezioni politiche di settembre 2005 la WASG ha formato una coalizione con la PDS (Partito del Socialismo Democratico, ex SED, parti – colarmente radicato nell’ex DDR – vedi: http:// www.sozialisten.de ), denominata Die Linke (La Sinistra). Nell’ambito degli accordi di coalizione, nella gran parte delle circoscrizioni elettorali la PDS si è presentata sotto la nuova dizione Linkspartei.PDS (Partito della Sinistra – PDS).