“Cosa Rossa”: divisi sotto l’arcobaleno

ROMA. La Cosa Rossa ha finalmente un nome. «Si chiamerà “La sinistra l’arcobaleno” e sarà una forza politica radicata nella società italiana e avrà un peso importante». L’annuncio è arrivato ieri mattina con le parole di Fabio Mussi della Sinistra democratica, a conclusione di un vertice che ha riunito i leader dei quattro partiti che hanno deciso di dar vita alla nuova compagine politica: Prc,Verdi, Pdci, Sd. Il nuovo partito, ma meglio sarebbe dire federazione, si identificherà infatti
con un arcobaleno su un mare di colori a simboleggiare la diversità di esperienze politiche, e sarà tenuto a battesimo sabato 8 e domenica 9 dicembre alla Nuova fiera di Roma, in occasione degli Stati Generali della sinistra. Non mancano però le polemiche, che potrebbero condurre a nuovi frazionamenti dovuti alle diverse radici ideologiche e culturali. Pietra dello scandalo è la decisione di eliminare dal simbolo unitario la falce e il martello. E non è stato sufficiente il ribadire che il tradizionale logo del comunismo resterà nella piena disponibilità dei legittimi detentori, cioè di Rifondazione e Pdci. A testimoniarlo nelle parole è la scelta dei quattro segretari di parlare del simbolo definendolo semplicemente come «segno grafico». Malcontento
evidente nelle file dei due partiti comunisti. Fosco Giannini del Prc, leader della minoranza interna, accusa il segretario Franco Giordano di aver compiuto «un colpo di stato interno» e dichiara di voler dare presto corpo a «iniziative di contrasto». Analogamente e sempre
nel Prc, Salvatore Cannavò sottolinea la volontà di riappropriarsi di falce e martello annunciando proprio per sabato a Roma la Conferenza nazionale di Sinistra critica dove sarà presentata la “Cosa Rossissima”: «Faremo rivivere l’originario progetto del Prc». Irriducibile anche Marco Rizzo del Pdci: «Se falce e martello non saranno ben visibili nel simbolo io non sarò d’accordo». Lo stesso Oliviero Diliberto, del resto, non nasconde le difficoltà spiegando che nell’incontro di ieri «abbiamo evitato le polemiche e gli argomenti che ci dividono». Fra questi anche le aspre critiche nei confronti delle recenti posizioni assunte da Fausto Bertinotti che ieri, dopo aver fatto gli auguri di buon lavoro ha annunciato: «Sarò presente agli Stati Generali ma non parlerò».