Continua la politica delle sanzioni Usa verso il Nicaragua

Il 10 giugno, il governo degli Stati Uniti ha deciso la cancellazione di un pacchetto di aiuti al Nicaragua del valore di circa 64 milioni di dollari, che avrebbero contribuito a progetti di sviluppo agricolo, alla riattivazione di strade e alla creazione di piccole imprese nella regione occidentale del paese. Lo ha annunciato l’Agenzia Bolivariana de Noticias (ABN).

La decisione è stata adottata nel corso di una riunione dell’organizzazione governativa statunitense Millenium Challenge Corporation incaricata dell’operazione, che è stata presieduta dalla segretaria di Stato Hillary Clinton. Secondo i funzionari statunitensi, il provvedimento sarebbe stato preso, perché “il Nicaragua non ha ancora dimostrato impegno nel far avanzare il processo democratico, il primato della legge e la libertà economica”.

Al governo statunitense ha immediatamente risposto Daniel Ortega, che ha ammonito Obama a non dimenticare che “oggi, gli Stati Uniti non possono più fare quello che facevano in passato nel mondo, perché non ne hanno la forza morale e neppure quella materiale”. E ha annunciato che il mancato aiuto statunitense sarà presto rimpiazzato da un credito di 50 milioni di dollari promesso dal presidente del Venezuela.

La decisione, che contrasta decisamente con l’immagine di “apertura” della nuova amministrazione Obama propagandata ultimamente in Occidente, si aggiunge ad altri provvedimenti di restrizione degli aiuti e di sanzioni nei confronti di paesi progressisti dell’America Latina. Ad esempio, nei mesi scorsi è stato sospeso il trattamento preferenziale di cui godeva la Bolivia riguardo all’esportazione di prodotti tessili, che in futuro dovranno invece pagare sostanziosi dazi per avere accesso al mercato statunitense. Il provvedimento del governo USA era stato stigmatizzato dal presidente boliviano Evo Morales come “una vendetta politica della Casa Bianca”, per l’espulsione, lo scorso anno, dell’ambasciatore USA Philip Goldberg e per la sospensione delle operazioni della DEA in territorio boliviano. Sia Goldberg che la DEA erano stati accusati di cospirare contro l’attuale processo di cambiamento.