Appello per la scarcerazione di Milosevic

Ribadiamo, come già fatto da prestigiosi giuristi in tutto il mondo, il carattere del tutto illegale e politico del Tribunale dell’Aja per i crimini di guerra in Jugoslavia, come della procedura di estradizione inflitta a Slobodan Milosevic.
Il Tribunale dell’Aja è stato creato su pressioni USA dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU cui la Carta delle Nazioni Unite non attribuisce tale potere. E’ finanziato dagli USA, nonché da enti e personaggi privati, come lo speculatore George Soros, che da anni lavorano alla destabilizzazione degli Stati che si oppongono all’imperialismo. Utilizza come polizia giudiziaria – che opera attraverso colpi di mano e rapimenti – le forze Nato, cioè una delle parti in causa nel conflitto balcanico. Nella sua procedura, il Tribunale dell’Aja viola tutti i principi del diritto internazionale: formula le proprie leggi e i propri regolamenti e li modifica su ordine del Presidente o del Procuratore assegnandogli carattere retroattivo; non contempla un giudice per le indagini preliminari che investighi sulle accuse; ricusa avvocati della difesa, o rifiuta di ascoltarli a proprio arbitrio, allo stesso modo dei tribunali dell’Inquisizione; può negare agli avvocati di consultare documentazione probatoria; secreta fonti testimoniali, che possono dunque essere servizi segreti con accuse false, o raccolte illegalmente e non sottoposte a verifica; secreta atti d’accusa ponendo l’imputato nell’impossibilità di difendersi; può detenere sospetti per novanta giorni prima di formulare imputazioni, con l’evidente scopo di ottenere confessioni. Inoltre, il Tribunale dell’Aja ha sistematicamente dichiarato il non luogo a procedere per le documentate accuse di crimini di guerra mosse da varie parti alla Nato, nonché alle bande dell’UCK albanese. La sproporzione tra incriminazioni nei confronti di esponenti serbi rispetto a incriminazioni di croati, albanesi e bosniaci, responsabili di vaste pulizie etniche, è resa evidente dai numeri.

Alla luce di quanto sopra, il Tribunale dell’Aja si configura come uno strumento totalmente sotto controllo dei vincitori e, dunque, degli aggressori, devastatori e smembratori della Jugoslavia. E’ la negazione dell’imparzialità e della terzietà della magistratura, della legalità e della giustizia.

Il 31 marzo scorso l’ex-presidente jugoslavo Slobodan Milosevic è stato arrestato su ordine del Tribunale dell’Aja in cambio di 50 milioni di dollari promessi dagli USA. Il 28 giugno Milosevic è stato prelevato dal carcere di Belgrado e consegnato agli USA e quindi al Tribunale dell’Aja, in base a un decreto del primo ministro Zoran Djindjic che violava, insieme alle Costituzioni jugoslava e serba, le decisioni del parlamento federale e della Corte Suprema. Il giorno dopo, a conferma di un nuovo baratto accettato dai governanti jugoslavi, giunti al potere con l’aiuto finanziario e militare occidentale, la Conferenza dei creditori della Jugoslavia stanziava 1.360 milioni di dollari di “aiuti”.
Contemporaneamente rinnovava al governo jugoslavo la richiesta, o meglio la condizione, della privatizzazione dell’economia e dei servizi pubblici.
I dirigenti al potere a Belgrado, ottemperando ai ricatti militari ed economici degli USA, della Nato e del Tribunale dell’Aja, hanno commesso una serie di macroscopiche illegalità, poi ripetute ai danni di Milosevic durante la sua detenzione nel carcere del Tribunale dell’Aja. Milosevic è stato detenuto per tre mesi senza che nessuno delle centinaia di testimoni ascoltati avesse fornito la minima prova a sostegno del’imputazione di “abuso di potere”.
Al termine delle due proroghe della detenzione preventiva, avrebbe dovuto essere scarcerato. A Milosevic, che il 13 maggio aveva sofferto un infarto, è stato negato il ricovero in struttura ospedaliera e il ricorso a medici di sua fiducia. L’estradizione dell’ex-presidente è avvenuta all’insaputa e contro la volontà del suo successore alla guida della Federazione jugoslava.

L’operazione Milosevic non può non essere qualificata, indipendentemente dai diversi giudizi che vengono espressi sull’operato politico dell’ex-presidente, come il proseguio dell’aggressione alla Jugoslavia e, oggi, al popolo serbo, alla sua sovranità ed indipendenza. Si vorrebbero giustificare l’aggressione, le uccisioni, le distruzioni, gli smembramenti, l’uso di armi genocide come l’uranio-plutonio e l’inquinamento chimico pianificato. Si intende sottoporre il paese al controllo coloniale dell’imperialismo USA e Nato, appropriarsi delle sue risorse e, soprattutto, negargli il diritto al risarcimento degli immensi danni subiti ed avviarlo, con l’intervento delle multinazionali USA ed europee, a un depauperamento materiale e culturale sul modello di quanto inflitto ad altri paesi dell’Europa orientale.
E’ il destino di coloro che si oppongono a Nato, imperialismo USA, neoliberismo.
Il Tribunale Ramsey Clark invita a sottoscrivere questo appello in vista del lancio nelle prossime settimane – in collegamento con le organizzazioni che in tutto il mondo stanno promuovendo mobilitazioni contro la guerra, la Nato e il suo Tribunale dell’Aja e in difesa della sovranità ed indipendenza della Jugoslavia e di tutti i popoli – di una campagna internazionale per la scarcerazione di Milosevic, l’incriminazione dei responsabili dell’aggressione, l’opposizione alla politica guerrafondaia dell’imperialismo USA, lo scioglimento del Tribunale dell’Aja.

Invita tutti i cittadini a indirizzare cartoline e fax con la richiesta di liberare Milosevic e di abolire il Tribunale dell’Aja a:

Mrs. Carla del Ponte, Prosecutor
International Criminal Tribunal for Yugoslavia (ICTY)
Den Haag, Olanda
Fax: 0031 70 4165356, e-mail: [email protected]

Primi firmatari:
Fulvio Grimaldi, Stefano De Angelis, Paolo Pioppi, Ramsey Clark, Raniero La Valle, Aldo Bernardini, Giovanni Russo Spena, Falco Accame, Giuseppe Mattina, Domenico Losurdo, Carlo Pona, Stefano Azzarà, Pierfranco Taboni, Andrea Catone, Andrea Martocchia, Pasquale Vilardo, Enrico Vigna, John Catalinotto, Sarah Flaunders, Ferdinando Dubla, Emanuela Caldera, Fabio Uncini, Marco Sacchi, Carlo Benedetti.

Le adesioni all’appello e alla promozione della campagna vanno inviate a:
Tribunale Clark, fax: 06 8174010, e-mail: [email protected]