Zjuganov su attentato a Minsk

Il presidente del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR), Ghennadij Zjuganov, ritiene che dietro l’esplosione che alla metropolitana di Minsk ha provocato la morte di 11 persone e il ferimento di altre decine, si nascondono forze interessate alla destabilizzazione della repubblica ex sovietica della Bielorussia.

In un’intervista all’agenzia russa Interfax, Zjuganov si dice convinto che in questo modo si sia inteso “inquinare il clima di calma che regna nel paese e a instaurare un’atmosfera di terrore”.

“Si tratta sicuramente di un attentato terroristico accuratamente preparato”, realizzato nelle ore di punta che vedono il massimo afflusso di gente.

“Ci sono forze molto influenti, che sono interessate alla destabilizzazione del paese”. Il fatto che il popolo bielorusso non ceda alle pressioni che vengono continuamente esercitate dall’esterno, “rende ancora più aggressivi tutti coloro che soffiano sul fuoco” della sovversione delle istituzioni bielorusse, a cominciare da quei settori dell’Unione Europea “che si sono posti il compito di mettere
in ginocchio la Bielorussia”.

Rispondendo a un giornalista che chiedeva se non ci sia un nesso tra la discussione in corso nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa in merito alla situazione in Bielorussia e l’attentato di Minsk, il leader del PCFR ha risposto di essere assolutamente certo della sua esistenza, dal momento che in Europa sono troppi quelli che non possono tollerare un governo sovrano che mantenga un così elevato grado di autonomia nei confronti delle decisioni dei poteri forti continentali.