ZJUGANOV: CONTRASTARE LA POLITICA DI OSTILITA’ VERSO IL MONDO ISLAMICO

“Ci preoccupa molto che, con il pretesto degli attentati terroristici negli USA, si cerchi di imporre al nostro paese una politica di ostilità nei confronti del mondo islamico” – ha affermato il leader del PCFR Ghennadij Zjuganov, rispondendo alle domande dei giornalisti della radio di San Pietroburgo. “Contemporaneamente si fa di tutto per spingerci allo scontro con i paesi arabi. E ciò avviene sullo sfondo dei tentativi di alcuni circoli americani di mettere in pratica la linea dei cowboys texani, che alzano il bastone, minacciando di punire indiscriminatamente tutto e tutti”.
“Trasmettendo le nostre sentite condoglianze e la nostra solidarietà al popolo americano, nel mio incontro con l’ambasciatore degli USA, ho rivolto un appello alla dirigenza del paese perché dimostri coraggio e autocontrollo” – ha sottolineato Zjuganov. “Gli organi di sicurezza di questo paese devono quanto prima individuare i veri colpevoli della tragedia, mentre i politici devono osservare prudenza nei loro interventi, non inventandosi le colpe di interi paesi, popoli e confessioni religiose”.
“Voglio ricordare che il più terribile attentato terroristico negli USA, almeno fino all’altro giorno – l’esplosione di un edificio in Oklahoma – fu organizzato e realizzato, non da terroristi islamici, ma da terroristi al cento per cento americani. Perciò i poteri americani devono condurre le più accurate indagini e individuare gli autentici organizzatori dei mostruosi attentati a New York e a Washington”.
“Se diamo credito alle versioni ufficiali, allora occorre rammentare che coloro che oggi vengono incolpati, sono stati allevati dai servizi speciali degli USA” – ha fatto notare G. Zjuganov. “E’ sufficiente ricordare il ruolo degli Stati Uniti nel sostegno ai “mujaheddin”, ai terroristi e, in particolare, a Bin Laden, quando la loro attività distruttrice era rivolta contro l’URSS, la Russia. E le accoglienze ufficiali a Washington dei rappresentanti dei terroristi ceceni, che sono legati strettamente allo stesso Bin Laden. E’ indispensabile che gli USA abbandonino la politica dei “due pesi e due misure” nell’approccio al problema del terrorismo, mantengano la calma e agiscano sulla base di fatti evidenti”.
Preoccupa molto la posizione di alcuni dirigenti russi, che esprimono la loro disponibilità a coinvolgere il nostro paese nel sostegno alle possibili azioni di forza degli USA in Afghanistan. Non bisogna dimenticare che l’Unione Sovietica, decine di volte più forte dell’attuale Russia, ritirò il proprio esercito dall’Afghanistan, rendendosi conto dell’impossibilità di risolvere il problema con strumenti di guerra. Se, disgraziatamente, dovessero coinvolgere la Russia in un conflitto in Afghanistan, allora tale scontro, nelle attuali condizioni, potrebbe sfociare in un conflitto con il mondo islamico, con tutto il “terzo mondo”.

Ufficio stampa
del gruppo parlamentare del PCFR

(Traduzione dal russo di Mauro Gemma)