Zapatero onora le vittime di Franco

Dopo le statue del caudillo, molte delle quali – ma non tutte – sono state rimosse dalle piazze iberiche su iniziativa del premier, la Spagna di Zapatero si sforza anche di rileggere la transizione: quella serie di compromessi e patti fra il movimento franchista e i partiti democratici che fra il 1975 e il ‘78 portarono alla restaurazione della monarchia, alla legalizzazione del partito comunista, alle elezioni democratiche e alla nuova Costituzione. Ma che, per forza di cose, dimenticarono il golpe di Franco contro la Repubblica e le vittime della guerra civile del 1936 confondendo – come ha detto ieri in Parlamento il socialista Ramon Juaregui – «il perdono con l´oblio». Nel 1977 tutti collaboratori della dittatura franchista ricevettero una amnistia generale mentre le vittime del regime e della guerra non sono mai state ufficialmente né ricordate, né riabilitate.
Così ieri, su iniziativa dei deputati di “Izquierda verde” e dei partiti catalani e baschi, la Camera ha approvato una proposta di legge affinché il 2006 venga dichiarato «anno della memoria storica» in occasione del 70° anniversario dell´alzamiento, l´insurrezione militare, delle truppe del generale Francisco Franco (che all´inizio erano quasi tutti soldati marocchini) contro il resto dell´esercito della Repubblica spagnola.
La nuova legge, approvata con 176 voti a favore (socialisti, izquierda verde e autonomie), 131 contrari (il partito popolare), e che dovrà essere ora esaminata dal Senato, considera la Repubblica come precedente storico della Costituzione del ‘78 e vuole essere un omaggio a tutti coloro che furono vittime della Guerra civile come a coloro che soffrirono poi la repressione della dittatura franchista. La Spagna di oggi – dice in sostanza la legge – non è figlia del franchismo ma piuttosto è «l´erede legittima della repubblica che Franco abolì» vincendo la guerra civile nel 1939.
Pur se approvata grazie ai voti determinanti del partito socialista di Zapatero, l´iniziativa rappresenta una forzatura della sinistra e dei nazionalisti baschi e catalani proprio verso il premier visto che la legge sul «recupero della memoria storica» che avrebbe dovuto riscattare – sia giuridicamente che economicamente – i repubblicani uccisi dall´esercito franchista è stata quasi dimenticata. Se ora anche il Senato approverà il nuovo testo, il governo avrà solo un mese di tempo per rendere pubblico il dossier sulle vittime della guerra civile e della dittatura, sulle fosse comuni e gli omicidi dell´epoca. Tra i quali c´è pure quello del nonno di Zapatero, repubblicano fucilato dai franchisti.
I popolari, ossia il partito fondato da un ex ministro di Franco, si sono opposti alla legge che dichiara il 2006 «anno della memoria storica» perché – accusano – «divide gli spagnoli e riapre vecchie ferite». Ferite che bruciano ancora se si considera che – proprio ieri – il governo regionale basco ha invitato Zapatero a chiedere perdono in nome della Spagna per il bombardamento dell´aviazione nazista che, nel 1937, rase completamente al suolo la cittadina di Guernica.