Washington aumenta le operazioni clandestine contro il Venezuela

da Rebelion – www.rebelion.org/noticia.php?id=116440
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Aporrea, 10/11/10

Gli Stati Uniti aumentano i finanziamenti forniti all’opposizione venezuelana attraverso l’USAID e creano un programma di operazioni psicologiche per il Venezuela, compreso un programma televisivo in lingua spagnola che nel 2011 sarà trasmesso cinque volte la settimana.

Secondo il rapporto annuale per il 2010 dell’Ufficio d’Iniziative per la Transizione (OTI) dell’Agenzia Internazionale dello Sviluppo degli Stati Uniti (USAID) circa le sue operazioni in Venezuela, quest’anno sono stati spesi 9,29 milioni di dollari per “appoggiare gli obiettivi della politica estera statunitense e promuovere la democrazia” nel paese sudamericano. Questa cifra è pari a un incremento di quasi due milioni di dollari rispetto all’anno scorso, quando la stessa organizzazione di “transizione” ha finanziato attività politiche contro il governo di Hugo Chávez con 7.45 milioni di dollari.

L’OTI è un settore dell’USAID addetto a “appoggiare la politica estera USA attraverso la promozione della democrazia in paesi di priorità che si trovano in crisi. L’OTI fornisce assistenza rapida, flessibile e in tempi rapidi per le transizioni politiche e la stabilizzazione”. Si tratta di un meccanismo che permette di iniettare in tempi rapidi milioni di dollari in fondi che influiscano sulla situazione politica di paesi strategicamente importanti per Washington, ma il caso del Venezuela è diverso. L’OTI ha aperto la sua sede nel 2002, e c’è rimasta fino a oggi nonostante non abbia mai avuto l’autorizzazione del governo. Di fatto, è l’unico ufficio di transizione che l’USAID ha mantenuto in un paese per così tanto tempo.

Le operazioni clandestine dell’OTI

In una nota confidenziale datata 22 gennaio 2002, il capo dell’OTI, Russell Porter, rivela come e perché l’USAID è arrivata in Venezuela.. “Il 4 gennaio l’Ufficio di Questioni Andine del Dipartimento di Stato ha chiesto all’OTI di creare un programma per il Venezuela. Era chiaro che c’era preoccupazione sulla salute politica del paese. Hanno sollecitato l’OTI a fornire programmi e assistenza per rafforzare gli elementi democratici che erano sotto il fuoco del governo di Chávez”. Porter ha visitato il Venezuela il 18 gennaio 2002 e in seguito ha commentato: “Per preservare la democrazia, un appoggio immediato è necessario per i media indipendenti e per la società civile. Una delle grandi debolezze in Venezuela è la mancanza di una società civile vibrante. La National Endowment for Democracy (NED) ha un programma di 900 mila dollari in Venezuela che lavora con l’Istituto Democratico (NDI), l’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI) e il Centro di Solidarietà Lavorativa (tre istituti statunitensi quasi-governativi) per rafforzare i partiti politici e sindacati (la CTV)… Questo programma è utile ma non è sufficiente. Inoltre, non è flessibile e non lavora con i nuovi gruppi o non tradizionali. Gli manca una componente mediatica.”

Da allora, l’OTI in Venezuela rovescia ogni anno milioni di dollari per mantenere vivo il conflitto nel paese. Secondo l’ultimo rapporto annuale del 2010, l’OTI opera “dall’ambasciata statunitense e fa parte di uno sforzo maggiore per promuovere la democrazia in Venezuela”.

L’investimento più cospicuo, più di 9 milioni di dollari nel 2010, è stata la campagna elettorale dell’opposizione per le elezioni legislative dello scorso 26 settembre. “USAID lavora con vari partner della società civile offrendo assistenza tecnica per i partirti politici, appoggio tecnico per i lavoratori dei diritti umani e appoggiando gli sforzi per rafforzare la società civile”. In Venezuela è noto che la “società civile “ è l’altro nome dell’opposizione al governo di Hugo Chavez.

I partiti politici e le organizzazioni finanziate dall’USAID sono stati documentati mediante una lunga indagine realizzata da chi scrive, e includono gruppi come Súmate, Ciudadanía Activa, Radar de los Barrios, Primero Justicia, Un Nuevo Tiempo, Acción Democrática, Copei, Futuro Presente, Voluntad Popular, Universidad Católica Andrés Bello, Universidad Metropolitana, Sinergia, Cedice, CTV, Fedecámaras, Espacio Público, Instituto Prensa y Sociedad, Voto Joven, e molti altri che da anni si dedicano alla destabilizzazione del paese.

Un segreto flusso di denaro

Ciononostante, il flusso di denaro dell’USAID/OTI ai gruppi e partiti politici venezuelani adesso resta segreto. Quando l’OTI ha aperto la sua attività, nel 2002, ha ingaggiato l’azienda statunitense Development Alternatives Inc (DAI), una delle più grandi del Dipartimento di Stato, dell’USAID e del Pentagono a livello mondiale. DAI aveva un ufficio a El Rosal – la Wall Street di Caracas – da dove distribuiva i fondi multimilionari a piccole organizzazioni venezuelane attraverso “piccole donazioni” di non più di 100 mila dollari ciascuna. Dal 2002 al 2010, più di 600 de queste “piccole donazioni” sono state eseguite da quest’ufficio a gruppi dell’opposizione venezuelana per alimentare il conflitto nel paese finalizzato alla caduta di Chávez. Ma alla fine del 2009, l’azienda DAI ha cominciato ad avere dei gravi problemi con le sue operazioni in Afghanistan, dove sono stati assassinati 5 dei suoi impiegati da probabili ribelli talebani durante un attacco con esplosivo, il 15 dicembre a Gardez. Solo alcuni giorni prima, uno dei suoi “impiegati”, Alan Gross, era stato arrestato a Cuba con l’accusa di spionaggio e sovversione per la distribuzione illegale di apparecchi satellitari a gruppi controrivoluzionari. Quando in un articolo pubblicato il 30 dicembre del 2009, “Agenti della CIA morti in Afghanistan lavoravano per azienda attiva in Venezuela e Cuba”, scritto da quest’autrice, si rivelava il vincolo tra le operazioni del DAI in Afghanistan, Cuba e Venezuela e la sua natura sospetta, era stato lo stesso presidente del DAI, Jim Boomgard, che mi aveva contattata ed avvisata (o minacciata) che se avessi continuato a scrivere così, sarei stata responsabile di qualunque cosa fosse successa ai suoi dipendenti nel mondo. Ma Boomgard, che dichiarò di non sapere molto sulle operazioni della sua azienda in Venezuela, lasciò intendere che quello che facevano in Venezuela non valeva quanto ciò che facevano in Afghanistan. Settimane dopo il suo “chiarimento” con me, la DAI ha chiuso misteriosamente il suo ufficio a Caracas.

L’OTI continua le sue operazioni in Venezuela, e anche se ha altri partner statunitensi che maneggiano una parte dei fondi milionari come IRI, NDI, Freedom House e la Fondazione Panamericana di Sviluppo (Fupad), non c’è trasparenza sul flusso di denaro alle controparti venezuelane. Un rapporto della Fondazione per i Rapporti Internazionali e il Dialogo Estero (FRIDE) sulla “promozione della democrazia” in Venezuela del maggio 2010, ha spiegato che gran parte del danaro estero – più di 50 milioni di dollari quest’anno – che finanzia gruppi politici dell’opposizione in Venezuela, entra in forma illecita, in dollari o euro, dopo essere stata consegnata in contanti attraverso il mercato nero* [*Dopo aver denunciato queste attività illegali sulla base di questo rapporto, FRIDE ha eliminato il testo originale e ne ha pubblicato uno nuovo che tralasciava qualunque riferimento al meccanismo di consegna del denaro estero a gruppi venezuelani].

Se DAI non opera in Venezuela usando le “piccole donazioni” alle organizzazioni dell’opposizione, la domanda è: quale meccanismo usa? Secondo l’USAID ora le sue operazioni si realizzano dall’ambasciata degli Stati Uniti a Caracas, allora l’ambasciata sta consegnando denaro direttamente a gruppi venezuelani? Il rapporto annuale dell’USAID/OTI del 2010 dice specificamente che i suoi sforzi sono diretti a un evento in particolare: le elezioni presidenziali del 2012 in Venezuela. Continueranno ad aumentare i milioni di dollari per la sovversione e la destabilizzazione, e incrementeranno la clandestinità delle sue operazioni in Venezuela, se il governo non attiva azioni concrete per impedirlo.

Operazioni psicologiche

Washington usa vari sistemi d’ingerenza per raggiungere i suoi obiettivi.

Le operazioni psicologiche, stando al Pentagono, sono: “operazioni pianificate per trasmettere informazioni selettive e indicatrici a utenti stranieri e influire sulle loro emozioni, motivazioni, ragionamenti obiettivi, e ultimamente sul comportamento di governi, organizzazioni, gruppi e individui”. Nel finanziamento per il Dipartimento della Difesa del 2011, c’è una nuova attenzione per “un programma di operazioni psicologiche” per il Comando Sud, cioè il comando regionale che coordina tutte le missioni militari statunitensi in America Latina. In particolare, si parla di “un programma ‘a voce’ di operazioni psicologiche”, che s’intende come radio o qualche altra trasmissione audio con lo stesso obiettivo. Secondo la spiegazione nel finanziamento, “L’esecuzione di operazioni psicologiche (PSYOP) include la ricerca sulle audience straniere; sviluppando, producendo e disseminando prodotti per influire su quelle audience; e la conduzione di valutazioni per determinare l’effettiva efficacia dell’attività delle operazioni psicologiche”.

Queste attività possono includere il mantenimento di varie pagine web e il monitoraggio di media cartacei ed elettronici.

Il finanziamento completo delle operazioni psicologiche per il 2011 è di 383,8 milioni i dollari, che include 201,8 milioni di dollari per la divisione di operazioni psicologiche dell’Esercito e la creazione – per la prima volta- di un programma di operazioni psicologiche “a voce” per il Comando Sud.

Questo programma di operazioni psicologiche è completamente diverso dalle iniziative come Voice of America, che è un programma del Dipartimento di Stato e l’agenzia statale Board of Broadcasting Governors (BBG) che gestisce la propaganda statunitense a livello mondiale. Il budget della BBG per il 2011 è di 768.8 milioni di dollari, e comprende “un programma in spagnolo di cinque giorni ogni settimana per la televisione in Venezuela”.

L’incremento in operazioni psicologiche dirette verso il Venezuela e l’America Latina evidenzia un’intensificarsi dell’aggressione statunitense verso la regione. E si deve ricordare che dal 2006, la Direzione Nazionale d’Intelligence degli USA fa uso di una “missione speciale” per Venezuela e Cuba. Ne esistono solo quattro di queste “missioni speciali”: una per l’Iran, un’altra per la Corea del Nord, un’altra per Afghanistan e Pakistan, e quella per Venezuela e Cuba. Questa missione riceve una parte consistente del finanziamento di più di 80 milioni di dollari gestiti dalla Direzione Nazionale di Intelligence, ente che coordina le 16 agenzie di intelligence di Washington.

Fonte: http://aporrea.org/tiburon/n169169.html