Walter e Fausto alle guerre operaie, ma ormai Mimi vota per il Cav.

Roma. Walter e Fausto alla guerra degli operai. Veltroni fa una mega manifestazione metallurgica in stile americano a Brescia, con tanto di balli e coreografie alla flash dance? Bene – hanno pensato i bertinottiani – e noi il giorno prima andiamo lì, facciamo un incontro pubblico con i lavoratori e lanciamo una proposta sul costo della vita che spiazzi Veltroni, rovinandogli l’idillio con la classe operaia. Mentre Repubblica – mica Emilio Fede – spiega con un sondaggio che la quasi maggioranza assoluta degli operai (46,5 per cento) alle prossime elezioni voterà per l’imprenditore milionario Silvio Berlusconi, il Pd (che si ferma al 31,6) e la Sinistra (un misero 11,9) si fanno i dispetti e giocano a chi ce l’ha più lungo: chi è il più amato dal proletariato, Fausto o Walter? Ecco la storia.
Quando mesi e mesi fa il Pd annunciò una grande manifestazione per dimostrare al mondo intero con chi starebbe oggi Mimi metallurgico, Fausto Bertinotti corrugò la
fronte e disse ai suoi di correre ai ripari. “La classe operaia è patrimonio della Sinistra”. D’altra parte la vocazione maggioritaria del Pd sull’elettorato rosso era già un problema per Fausto, che a novembre aveva visto emigrare parte del proprio patrimonio verso le primarie del Pd. Una situazione che sarebbe poi precipitata con defezioni nella Sinistra arcobaleno e l’ingrasso della sinistra interna ai democratici. Così, messi in allarme dalla “conferenza operaia del Pd” – il nome non è uno scherzo – i bertinottiani hanno organizzato una contromanifestazione parallela a Milano (si terrà sabato prossimo). Una cosa in stile sovietico, di quelle con il poiitburo schierato su gradinate alle spalle del leader. Senza troppi fronzoli, ma concretezza e sobrietà che qualcun no definisce prosaicamente grigiume. Ecco. Adesso però il festival che Veltroni presenta a Brescia è noto nei dettagli e fa impallidire l’Arcobaleno della Sinistra con la sua

assemblea anni Trenta. Sindacati, operai, canzoni popolari, imprenditori, tutti alla corte di Walter. Appena è giunta notizia, dalle parti di Bertinotti sono passati dal sorriso arcobaleno allo smarrimento pallido.
Con Walter ci saranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, gli operai simbolo/i precari candidati in Parlamento, i coriandoli e pure la musica: “La sinistra siamo noi”. Una manifestazione muscolar popolar operaia che per Bertinotti equivale a un concerto di pernacchie. E non è un caso che Veltroni sia stato per anni il regista della propaganda diessina (dettaglio che quel1 la volpe del Cav. non fa che ricordare con malizia: “Sa fare solo quello”). Ci saranno persino coreografie di metallurgici danzanti – non si scherza – e la partecipazione straordinaria di alcuni imprenditori (Massimo Calearo?). Ecco. Un tripudio di tutti insieme “si può fare”, che ha imposto ai bertinottiani rapide contromisure tattiche.
Che quanto conti in realtà il voto metallurgico non lo ha capito nessuno, ma tutti sanno che ha un enorme valore simbolico. Da qui l’idea venuta a Maurizio Zipponi, il responsabile del Lavoro di Rifondazione comunista. Roviniamogli la festa – ha pensato -giochiamo d’anticipo e venerdì mandiamo Franco Giordano a Brescia con una proposta politica concreta. Vediamo poi come si divertirà Walter il giorno dopo.
D’altra parte Brescia è un luogo simbolo per la Sinistra bertinottiana, non solo perché lì contende a colpi di massimalismo i voti alla Lega nord, ma soprattutto perché il polo industriale rappresenta il raccordo tra il partito e l’area più a sinistra della Cgil. Veltroni non ha scelto a caso il luogo della manifestazione e la reazione dell’Arcobaleno è commisurata all’affronto. Peccato che gli operai – dice Repubblica – votino tutti per il Cavaliere.