Voli (e non solo) della Cia, la commissione europea: l’Italia non poteva non sapere

Il «rapporto Marty» ha escluso che le operazioni potessero svolgersi senza il coinvolgimento italiano. Claudio Fava (ds): «Qui qualcuno ci ha mentito»
«Qualcuno ha mentito». Queste le parole di Claudio Fava (Ds), relatore per la commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sui voli Cia e le consegne straordinarie di sospetti terroristi. Per Fava l’arresto del vicecapo del Sismi Mauro Mancini è «soprattutto la prova che davanti alla nostra commissione qualcuno ha mentito» oltre ad essere «l’ultima malinconica conferma sul pesante coinvolgimento dell’Italia a fianco della Cia nel sequestro dell’imam di Milano Abu Omar e forse anche in altre operazioni illegali condotte allegramente a termine in questi anni in nome della battaglia contro il terrorismo». Oggi la sua relazione sui primi sei mesi di lavoro della commissione d’inchiesta sarà messa ai voti mentre lunedì prossimo ripartiranno le audizioni. «Tra i primi chiederemo di ascoltare l’attuale sottosegretario con delega ai servizi di sicurezza Enrico Micheli e il suo predecessore Gianni Letta», ha spiegato Fava.
«Quando il generale Pollari, capo del Sismi, è stato ascoltato a Bruxelles – ha osservato Fava – si è limitato negare qualsiasi coinvolgimento della sua struttura nel sequestro di Abu Omar: o diceva il falso, oppure – cosa ancor più grave – Pollari non è stato in condizioni di evitare che apparati del Sismi si prestassero a far da basisti per operazioni criminali sul territorio italiano».
«In entrambi i casi, appare quantomeno singolare che nel governo Berlusconi nessuno fosse stato informato di un’operazione che ha impegnato, per più di due mesi, almeno venticinque agenti stranieri sul territorio italiano», ha concluso l’europarlamentare diessino.
Oltre alla relazione Fava, però, c’è un altro documento “europeo” sulle cosiddette “extraordinary renditions”, le consegne speciali della Cia, giunto alle stesse considerazioni. È il rapporto stilato dal parlamentare svizzero Dick Marty per conto del Consiglio d’Europa. Sulla base del lavoro svolto da Marty (approvato il 27 giugno dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) è «improbabile che le autorità italiane non fossero a conoscenza dell’operazione su larga scala della Cia che ha portato al rapimento di Abu Omar a Milano».
«Attraverso le basi militari di Aviano e Ramstein, Abu Omar – si legge nel documento – viene trasportato in Egitto dove è torturato prima di essere rilasciato e riarrestato. Gli investigatori giudiziari di Milano – rileva il rapporto -hanno stabilito oltre ogni ragionevole dubbio che l’operazione era stata condotta dalla Cia (che non ha mai smentito, ndr)». Ricorda Marty che «Abu Omar era un rifugiato politico. Poiché sospettato di militanza islamica, è stato sotto sorveglianza dalla polizia di Milano e dalle autorità giudiziarie. Come risultato dell’operazione di sorveglianza, la polizia italiana stava probabilmente per scoprire una rete di attivisti operante nel Nord Italia. Il sequestro di Abu Omar, come le autorità giudiziarie di Milano hanno espressamente sottolineato, ha sabotato l’operazione di sorveglianza, rappresentando un colpo alla lotta contro il terrorismo».
È possibile, si chiede il rapporto, che un’operazione di questo tipo sia stata portata avanti senza che le autorità italiane, o almeno l’intelligence, fossero informate? Il Governo italiano, si dà conto nel documento, ha negato di essere stato informato, così come il direttore del Sismi, Nicolò Pollari. Recentemente c’è stato un ulteriore sviluppo: un carabiniere ha ammesso di aver preso parte al rapimento come parte di un’operazione coordinata dal Sismi. Pollari ha però formalmente negato la partecipazione del suo servizio all’operazione ed ha anche affermato di essere stato informato dell’episodio solo al termine del rapimento.
Il rapporto critica anche l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che «ha usato i suoi poteri per impedire il lavoro dell’autorità giudiziaria» ed il Governo italiano che «non ha nemmeno ritenuto necessario chiedere spiegazioni agli Usa riguardo ad un’operazione condotta da agenti americani in territorio italiano».