Viva il 1 maggio 2010! I lavoratori non pagheranno la crisi!

Traduzione a cura di l’Ernesto online

Il periodo che stiamo attraversando è quello dell’imperialismo più aggressivo, delle politiche neoliberali antilavoratrici e della crisi economica internazionale del sistema capitalista. La crisi si manifesta in tutti i settori: nell’economia, nell’ambiente, nella qualità della vita, nella cultura e nei cambiamenti climatici. Le crisi sono nel DNA del capitalismo, e per questa ragione continueranno a manifestarsi. E’ impossibile per il capitalismo risolvere i problemi dei popoli del mondo. Si guardi solo a ciò che sta avvenendo in Africa; un continente ricco di risorse che garantiscono benessere, ma con i popoli più poveri.

L’aspettativa media di vita alla nascita in Zambia è di 38,6 anni. In Nigeria, il paese più ricco di petrolio dell’Africa, tre quarti della popolazione sono senza casa e, secondo il rapporto 2010 dell’UNICEF, il 92% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, mentre la dissenteria rappresenta il secondo killer dei bambini, causando almeno il 17% delle morti di coloro che hanno meno di cinque anni. In Somalia gli imperialisti stanno intensificando i conflitti, in Sudan gli USA stanno cercando di smembrare il paese, nel Sahara i problemi continuano. Il salario minimo mensile in Sudafrica è di 104 euro per i lavoratori della campagna. In Botswana il salario minimo per i lavoratori urbani è di 43 euro al mese. In Costa d’Avorio il salario minimo varia a seconda dell’occupazione, con la retribuzione più bassa di 56 euro nel settore industriale.

In Asia il quadro non è migliore: in Iraq, Afghanistan e Pakistan, gli USA e gli imperialisti europei continuano la loro occupazione e le operazioni militari. Essi stanno minacciando l’Iran e saccheggiando le repubbliche asiatiche dell’ex Unione Sovietica. In Bangladesh il salario base è di 26 dollari al mese, nello Sri Lanka di 59 dollari al mese e in Pakistan di 71 dollari al mese.

Nel Medio Oriente continuano le sofferenze degli eroici popoli palestinese, libanese e siriano. Israele, con il sostegno decisivo degli USA, dell’Unione Europea e dei loro alleati, continua ad occupare illegalmente le colline israeliane di Golan, a mantenere l’isolamento di Gaza, ad uccidere abitanti del Libano e a costituire un grave pericolo alla stabilità e alla pace nel Mediterraneo sud-orientale.

Anche nelle Americhe la situazione è complicata. In Nord America la disoccupazione e la povertà stanno crescendo. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è del 9,7%.

L’America Latina soffre le conseguenze dell’aggressività del Nord America. Le calunnie e gli attacchi contro l’eroica rivoluzione cubana, gli attacchi contro il Venezuela, la Bolivia, l’Ecuador, l’occupazione di Haiti, il sostegno alla dittatura in Honduras. In Colombia, negli ultimi cinque anni, più di 210 sindacalisti sono stati assassinati e il paese è stato trasformato in una base militare USA.

Ma anche in Europa, il capitalismo crea e moltiplica i problemi. Oggi sono milioni i disoccupati nei paesi dell’Unione Europea. Le privatizzazioni, gli attacchi alla sicurezza sociale e la riduzione dei salari e delle pensioni rappresentano la strategia comune di tutti i governi europei, neoliberali e socialdemocratici. Il Trattato di Lisbona dimostra il carattere reazionario e il ruolo reale dell’Unione Europea. In febbraio 2010, 23 milioni di lavoratori sono stati privati del lavoro. Il tasso ufficiale di disoccupazione più alto si registra il Lettonia con il 21,7% e in Spagna con il 19%.

Lotte importanti

A questa politica del capitale e degli imperialisti, la classe lavoratrice sta rispondendo con lotte e iniziative in tutto il mondo. Le dimostrazioni dei bambini in Pakistan contro lo sfruttamento infantile, le lotte degli insegnanti e dei lavoratori elettrici in Messico, dei pescatori e dei minatori in Cile, dei metallurgici in Peru, dei lavoratori edili, degli immigrati in Francia e negli USA, dei lavoratori dei trasporti aerei e terrestri e di quelli dell’industria automobilistica in diversi paesi, dei lavoratori dell’industria petrolifera in Nigeria, di quelli indiani, le azioni militanti coordinate in Brasile e Bangladesh, gli scioperi in Grecia, Portogallo e Turchia hanno segnato nuovi sentieri nella lotta di classe. Milioni di scioperanti con la partecipazione di giovani, donne e lavoratori migranti hanno suscitato una nuova dinamica e nuove speranze. La Federazione Sindacale Mondiale è sempre stata in prima linea nella lotta! E continuerà a percorrere questa strada, con l’unità di classe e una prospettiva militante, contro le politiche dei monopoli e delle multinazionali che creano povertà per molti e grandi profitti per pochi.

Cari compagni,

La Federazione Sindacale Mondiale ha scelto la data simbolica del 1° Maggio 2010 per annunciare la convocazione del 16° Congresso Mondiale dei Sindacati, il 6-9 aprile 2011.

Il 16° Congresso rappresenterà un evento sindacale e sociale di straordinaria importanza per tutti i lavoratori del mondo.

– Informiamo i lavoratori del 16° Congresso!

– Partecipiamo ad un dialogo aperto e democratico!

– Avanziamo le nostre proposte e critiche!

– Insieme rafforziamo il movimento sindacale internazionale con un orientamento di classe!

Viva il 1° Maggio dei lavoratori!

Proletari di tutti i paesi unitevi!