Vicenza

Che la nuova base militare americana al Dal Molin sarebbe stata al centro della campagna elettorale per il comune di Vicenza era scontato. I candidati sindaci sono tanti e divisi in contrari e favorevoli. Il centrosinistra, che in un primo momento aveva individuato nell’ex sindaco della città del Palladio Achille Variati il candidato unitario, in realtà in questi giorni si è diviso. Con Variati (apertamente contrario alla nuova base) rimarranno il Partito democratico, Italia dei valori, la lista civica guidata da Giovanni Giuliari. La Sinistra arcobaleno invece correrà da sola con un suo candidato sindaco, il verde Ciro Asproso. Ufficialmente la motivazione di questo divorzio dell’ultimo momento dipende dal fatto che a qualcuno nella coalizione non piaceva l’idea di avere la falce e il martello nel simbolo. Così, prima se ne sono andati Comunisti italiani e Rifondazione e poi anche gli altri.
I comitati dei cittadini contro il Dal Molin hanno incontrato sia Variati che il presidio. «Alla fine – dice Giancarlo Albera – abbiamo deciso di stare fuori. Nel senso che come area dei comitati non entreremo in nessuna lista, se poi qualcuno dei nostri vuole entrare in politica, ovviamente lo farà». Per Albera è importante «cercare di cambiare la politica in
questa città. Per questo – spiega – avevamo aderito al programma “Immaginatevi”». Prima del divorzio infatti il centro-sinistra aveva dato vita a questa campagna “Immaginatevi” che avrebbe dovuto avere il suo radicamento nelle comunità. Dibattiti nei quartieri, richiesta ai cittadini di dire la loro sulla Vicenza che si immaginavano. Le cose, dopo la separazione, sono cambiate. I comitati di cittadini avevano dato il loro contributo alla campagna. In primo luogo chiedevano che «lo statuto del comune venga rivisto: gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini esistono solo formalmente, le solite ambiguità hanno di fatto negato la possibilità della consultazione referendaria sul Dal Molin. Anche l’unica consultazione referendaria concessa non ha avuto sinora concreta applicazione».
Achille Variati ha detto che si batterà per il referendum. Albera risponde che i comitati vigileranno. Il secondo punto per i comitati riguardava le circoscrizioni che «possono e devono esistere come luogo di dialogo, purché ridotte, riformate e con nuove deleghe: non è una questione di quante debbano essere ma con quali contenuti, in termini di competenze e di autonomia». Uno degli ultimi atti della giunta Hullweck è stato quello di abolire le circoscrizioni. In nome della riduzione dei costi: in realtà si sono tolti ulteriori spazi al dibattito democratico. Albera naturalmente guarda al risultato finale e alla «necessità di unire. Vorremo che al di là delle differenze, se l’obiettivo è uno e uguale per tutti, cioè nello specifico del Dal Molin dire no, prevalga l’unità. Noi ci battiamo per governare questa città non per lasciarla in mano al centro destra. Non basta protestare bisogna anche saper proporre».
Il candidato del centro destra sarà la forzaitaliota Lia Sartori. Potrebbe esserci qualche divisione anche a destra, ma è chiaro che Forza Italia punta a conquistare nuovamente la città del Palladio. Il confronto, comunque, sarà tra Variati e Sartori, almeno così dicono i sondaggi.
Ma l’ingresso del presidio permanente e le divisioni nel centro sinistra potrebbero spostare parecchi voti. A caccia di uno sponsor per entrare nella competizioni anche la lista di Beppe Grillo. Che qui a Vicenza nei mesi scorsi aveva raccolto parecchi consensi.