Vicenza, un terzo degli iscritti ds pronto a lasciare

«E novantaquattro». Il segretario dei Ds di Vicenza Luca Balzi ormai aggiorna i dati di ora in ora: novantaquattro autosospensioni dal partito per protestare contro il «sì» del governo alla Ederle2. «Che su 314 iscritti non è poca roba». Anche perché tra i dirigenti e militanti della Quercia vicentina ad aver messo la tessera in un cassetto in attesa di chiarimenti, ci sono gli uomini di Mussi e Salvi, ma anche i riformisti di Fassino e D’ Alema. Quanti? «Settanta per cento i primi, 30 i secondi», dice Balzi (che da «dalemiano convinto» ha scritto a Fassino ma ha deciso di rimanere al suo posto per portare a casa il referendum e dire a tutti che «però al congresso nessuno deve mancare»). «Ma no, tutti sinistra ds tranne uno», cerca di contenere la gravità dell’ «emorragia» la segretaria provinciale Daniela Sbrollini che ieri ha chiesto le dimissioni della deputata Trupia («strumentalizza la polemica sulla base Usa per propaganda congressuale»). L’ «uno» indicato dalla signora è Enrico Peroni, 19 anni, studente di Scienze Politiche, «insofferente agli organi superiori» del partito. Fassiniano? «Addirittura liberal, vicino a Morando», si presenta il segretario cittadino della sinistra giovanile. Autosospeso perché? «Perché finora nessuno è venuto qui a spiegarci questa decisione assurda e vergognosa. Questione di stato? Semplici bugie?». Pronto a stracciare la tessera, a boicottare il congresso? «Il congresso è decisivo. Non voglio nemmeno pensare che il partito sia così sordo da non mandare qualcuno». Enrico Peroni non è però l’ unico autosospeso riformista. Come lui ha fatto Cristina Mulinari 30 anni, impiegata e consigliere di circoscrizione. «Fassiniana, certo. Qui però non c’ entra l’ area di appartenenza, ma la voglia di fare politica. Ho passato notti in bianco, bussato alle porte. Per cosa? Ci sono passati sopra, una presa in giro. Voglio spiegazioni». Stessa richiesta dal consigliere comunale Gianni Rolando (area Salvi) che esprime «profonda insoddisfazione e delusione»: «Fassino deve venire a confrontarsi con noi, non può fare finta di niente dopo aver scatenato il terremoto politico». Andrea Cestonaro, della direzione provinciale (area Mussi) in un primo momento ha pensato addirittura di stracciare la tessera: «Perché per tutti questi mesi il partito ci aveva detto una cosa diversa. Lo strappo è enorme». Ma Gianni Cristofari, 48 anni, avvocato e consigliere comunale (sempre area Mussi), mette in chiaro: «Qui nessuno vuole far cadere il governo. Ma si faccia chiarezza». E il segretario regionale Alessandro Naccarato: «Ritirate le autosospensioni e continuiamo la battaglia tutti assieme».