Venerdì 25, tutti contro la finanziaria

Anche se saranno solo quattro le ore di sciopero, i sindacati sono convinti che venerdì sarà una grande giornata di lotta contro la politica economica del governo Berlusconi. I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil hanno spiegato ieri le motivazioni dello sciopero (oltre alle modalità) e hanno confermato che le adesioni dei lavoratori saranno molto massicce. Uno sciopero generale, hanno detto ieri Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, che è stato voluto soprattutto dal governo. Noi – ha ricordato Pezzotta – avevamo scelto di dare un’altra occasione al governo per riaprire un dialogo. E invece niente. Lo sciopero, alla fine, lo hanno voluto loro. «Uno sciopero sacrosanto – ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani – contro una finanziaria che non rilancia lo sviluppo, né produce equità». I tre segretari confederali hanno anche voluto ricordare le proposte che sono state avanzate al governo, anche attraverso documenti recapitati, ma mai presi in considerazione da Palazzo Chigi. In particolare i sindacati contestano i tagli alla spesa sociale e in particolare i tagli a tutti gli enti locali, ma anche e soprattutto alle regioni del sud. Il Mezzogiorno è di nuovo il grande assente della politica economica del governo. Eppure – ha spiegato Pezzotta – non si può più pensare alla questione meridionale con i termini tradizionali. Il sud, oggi, è il crocevia del Mediterraneo e quindi può essere una grande occasione di ripresa e di sviluppo economico. Per far questo – è ovvio – servirebbe una vera politica industriale che partisse dalla questione annosa delle infrastrutture. Ormai è diventata mitica la storia della Salerno-Reggio.

La finanziaria per il 2006 sbaglia però di nuovo tutta l’impostazione e, secondo Pezzotta, mostra di non sapere affrontare né la questione delle tante «periferie sociali» (gli anziani, i giovani senza lavoro, gli immigrati), né la questione del sostegno intelligente alle imprese che rischiano ogni giorno nella competizione globale. «Se ci dicono che questo sciopero è politico – ha detto il segretario generale della Uil, Angeletti – noi rispondiamo che è vero: questo è uno sciopero contro la politica economica di questo governo». E’ uno sciopero generale contro una politica che continua a premiare le fasce più ricche della popolazione e che non sa dire nulla a tutto il resto, una politica indifferente ai redditi dei lavoratori e dei pensionati e continua ad essere scaldaloso, ha detto Angeletti, che nel nostro paese ci siano ricchi che non pagano le tasse e poveri che pagano anche per loro». Il segretario della Uil ha polemizzato anche con le assicurazioni e con i giochi del governo sulla previdenza complementare. E’ anche ridicolo – ha detto Angeletti – che in Italia ci si sorprenda del ruolo dei sindacati nei fondi pensione: «all’estero i fondi pensione sono tutti chiusi e di categoria».

La finanziaria per il 2006 non solo non è in grado di risolvere nessuno dei problemi più urgenti del paese, ma anzi – ha commentato il segretario generale della Cgil, Epifani – rischia di lavorare contro lo sviluppo perché non sostiene i consumi attraverso i redditi e non produce investimenti. La finanziaria di Tremonti, sempre secondo Epifani, penalizza anche le imprese perché se da una parte taglia i costi, dall’altra li riappesantisce. Una scelta di politica economica che alla fine produrrà la perdita di migliaia di posti di lavoro.

I sindacati confederali hanno anche distribuito tutte le informazioni necessarie sulle modalità dello sciopero nelle singole città e sulla partecipazione ai comizi. Ieri la terza rete della Rai ha fatto sapere che il Tg3 dedicherà uno speciale allo sciopero generale che andrà in onda venerdì dalle 11 a mezzogiorno. Ci sarà il collegamento con tutte le piazze dove si svolgeranno i comizi dei dirigenti sindacali.

Allo sciopero parteciperanno tutte le categorie di lavoro e ieri anche i lavoratori dello spettacolo hanno detto che daranno un loro contribuito particolare alla giornata per lottare contro i tagli al Fus, il fondo per lo spettacolo. Adesione e partecipazione diretta alle manifestazioni anche dall’Unione degli universitari che invita gli studenti a mobilitarsi perché ci sono grandi analogie tra quello che succede nel campo della scuola e dell’università con quello che succede, più in generale, per la finanza pubblica.

Contro lo sciopero dei sindacati confederali che stanno svendendo il Tfr dei lavoratori, scende in campo la Confederazione dei Cobas che venerdì organizzerà una manifestazione a parte. «Il nostro – dice Piero Bernocchi – è uno sciopero vero perché sarà di tutta la giornata e perché non è solo contro la finanziaria, ma anche contro le proposte su cui si appresta a governare il centrosinistra».