Unione in bilico sul ritiro

Se l’intento era sedare le polemiche sui nostri ragazzi in Iraq, Romano Prodi non sembra esserci riuscito. Avuta la notizia dell’attentato contro il contingente di Nassiriya, il leader dell’Unione ai microfoni di Radio Capital, ha pronunciato una frasetta enigmatica: «La situazione si deteriora ogni giorno di più e dà ragione alle nostre tesi. Conferma la nostra linea e la rende ancor più evidente». E le affermazioni di Fassino circa la presenza delle truppe fino alla fine del 2006? E l’ipotesi di lasciare i carabinieri in Iraq anche dopo il prossimo San Silvestro? Il Professore non risponde. Claudio Grassi, coordinatore della componente di minoranza più consistente del Prc, lo incalza subito: «Le dichiarazioni di Fassino che annunciano la permanenza fino alla fine del 2006 dei militari italiani in Iraq sono gravissime perché sono in contrasto non solo con la richiesta del movimento pacifista ma, come confermano tutti i sondaggi, con la maggioranza del popolo italiano e sono simili alla proposta già avanzata da Berlusconi». Quasi avesse ascoltato le proteste dell’oppositore, Berlusconi da oltre oceano conferma di avere le idee ben più chiare di quelle dell’Unione. E sebbene si trovi a casa dell’ideatore del conflitto iracheno (e sul suolo che ha sacrificato più vittime alla guerra) il Cavaliere spiega: «Abbiamo annunciato un piano progressivo di ritiro delle nostre truppe che si concluderà entro la fine di quest’anno: un piano concordato con i nostri alleati e con il governo iracheno».

Conscio di essere appena uscito dall’occhio del ciclone per le polemiche sugli urli pro Nassiriya del corteo di due settimane fa, il segretario del PcdI Oliviero Diliberto mette lì una dichiarazione super pacata: «Solidarietà ai nostri soldati, esposti a rischi tremendi, è un motivo in più per portarli via quanto prima». E rivolto al segretario dei Ds aggiunge: «Io sto a quello che c’è scritto nel programma, che è chiarissimo. Dopodiché, se vinte le elezioni ci fosse qualcuno che chiede di non ritirare le truppe, lui se ne assume la responsabilità. Ma ho visto che anche Mastella è per il ritiro immediato, spero che su questo Fassino non sia più a destra di Mastella».

Ben diverse, eccezion fatta per il capo della coalizione, le prese di posizione arrivate dal resto della Cdl. Tanto che la vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini prende le richieste di ritiro dell’Unione per «speculazioni della sinistra sull’attacco terroristico ai nostri militari»: «La verità è che quest’opposizione non ha nemmeno l’ombra di una politica estera. Esprimiamo la più profonda solidarietà ai nostri militari impegnati in Iraq, in difesa della democrazia e della libertà. Siamo orgogliosi di ciò che stanno facendo in quelle terre lontane liberate da una sanguinaria dittatura».