Una vita da terzista

L’ultima scoperta dei terzisti, cioè di quelli che non si schierarlo né per la destra né per la sinistra per sopravvivere nel regime in corso d’opera, è questa: i veri fascisti sono gli antifascisti. Quasi come l’ultimo Sciascia: i veri mafiosi sono quelli dell’antimafia.
E perché? Ma perché uno dei valori fondanti dell’antifascismo è 1’intransigenza, vale a dire una negazione della tolleranza e di altri valori liberali. Compresi quelli del fascismo mascherato? Ma certo la libertà e indivisibile vale anche per i suoi nemici.
E i veri corrotti chi sono? I moralisti perché sono ipocriti e predicano contro quel diritto naturale che è rubare, arraffare.
Chi è il difensore della libertà di stampa?
Berlusconi perché ha il coraggio di dire le cose come stanno: che le massaie non leggono i giorrrali e che gli opinionisti scrivono solo per se stessi.
Meglio la televisione per gli annunci degli acquisti.
E qual è il modo migliore per combattere Berlusconi e la sua megalomania applicata alla politica: Lasciargli fare quello che vuole, non combatterlo, e neppure smentirlo come dicono i riformisti miglioristi perché guai a farne un perseguitato, guai a demonizzarlo.
Quando un regime autoritario prende corpo, seguendo il desiderio di avere un padrone che riappare a cicli nella storia degli uomini, ci sono sempre degli intellettuali terzisti pronti ad aprire un fuoco di interdizione pronti a fornire degli alibi ai voltagabbana
Chi sono i veri nemici della pace? Ma è chiaro, sono i pacifisti, non ve lo hanno insegnato a scuola che “si vis pacem para bellum”?
Chi i democratici veri? Quelli che fanno la guerra per imporre la democrazia a chi non la vuole. Non ci sono solo gli intellettuali terzisti a fare il gioco del re di Prussia, per dire del tiranno in gestazione. Ci sono anche quelli che i terzisti li mandano e li proteggono. per esempio i padroni dei giornali che nascondono il fatto che 1’aspirante tiranno lì considera “obsoleti”‘. Perché lo fanno, perché si umiliano, perché si mettono a disposizione dell’ometto “fatale” che modestamente si presenta come uomo della provvidenza, destinato a vincere tutte le imprese, a superare tutte le difficoltà? Perché fanno finta di non capire che parla sul serio? Ma perché anche loro lo hanno quel desiderio di un padrone.
Nella storia delle origini dei fascismi tutto ciò che sta accadendo oggi da noi è stato scritto e analizzato, compresa la giustificazione che 1’autoritarismo si presenta come un fenomeno naturale, come una marea inevitabile. La tentazione di credere a una influenza degli astri, a un manifestarsi di forze uraniche o telluriche affiora.
Che cosa ha spinto la nostra Confindustria al gran completo a plebiscitare l’uomo di Arcore? La paura di un comunismo inesistente? Di una sinistra che non li minacciava? Eppure questo è accaduto, anzi si è ripetuto: dar via libera all’uomo “fatale” pensando di tenerlo in pugno, aprire il vaso di Pandora convinti di pater dominare tutti i venti.
E le moltitudini moderate? Hanno creduto davvero che il Cavaliere essendo capace di fare montagne di soldi per sé li avrebbe fatti anche per loro? Le forze misteriose del servilismo, le consolazioni del gregge, le rassicurazioni del1’unanimismo sono tornate a percorrere il nostro Bel Paese assieme agli intellettuali terzisti che ricordano la fronda del ministro Bottai e il nazîonalismo di “Strapaese”, 1’eterna arte italica di cambiare le carte in tavola.
Chi i veri democratici? I post fascisti e i neofascisti. Chi í veri liberali? 1 nuovi censori della televisione e dei giornali. Ogni tanto si riaprono le fogne di questo paese, pantegane e pipistrelli ne escono per svolazzare sulle nostre memorie e sulle nostre paure, e dilaga il caos, la ingovernabilità sociale che apre la strada all’ordine autoritario. E noi che ci eravamo illusi di esser fuori dal ciclo.