Una sede Anpi a Cosenza e un film sulle lotte contadine

Sono le due iniziative promosse nell’affollatissimo incontro a San Lucido con la partigiana Nori Brambilla Pesce ed il regista Marco Pozzi. Carlo Di Buono (Prc): «Difesa della Costituzione ed esigenza di antifascismo»

San Lucido, piccolo grande paese della costa tirrenica cosentina, come tanti paesi calabresi che d’estate si affollano di turisti e l’inverno sono “come un film in bianco e nero in mezzo alla tv”, così come cantava la stupenda voce della calabrese doc Mia Martini; E’ qui, nell’affollatissimo centro polifunzionale di questa cittadina, addobbato per l’occasione con “quei simboli che fanno bene al cuore”, che la Calabria democratica, antifascista e comunista, si è riunita per tributare il proprio omaggio a quei ragazzi che, come la Nori Brambilla Pesce, scelsero di essere protagonisti e combatterono per liberare l’Italia dal nazi-fascismo; ma l’iniziativa non vivrà di soli ricordi ma sarà soprattutto l’occasione per lanciare due proposte per il futuro.
Pronti, via: il giovane segretario Carlo Di Buono presenta i due ospiti più attesi, la partigiana Nori Brambilla Pesce ed il regista Marco Pozzi, e dopo aver ricordato l’attualità dell’Antifascismo in un momento in cui «la Carta Costituzionale è resa merce di scambio tra i partiti della destra», dà il via alla proiezione del film-documentario “Senza Tregua” che racconta la storia del comandante dei Gap “Visone”, Giovanni Pesce, e della sua compagna “Sandra”, Nori Brambilla.

Termina il film, lunghissimo applauso, parola a Marco Pozzi che, dopo essersi presentato come disoccupato («perché è impossibile fare il regista nell’Italia dei tagli alla cultura»), ricorda come non esista ancora un film di finzione sulla Resistenza così come su tante pagine importanti della nostra storia e propone, inoltre, l’idea di produrre un film-documentario sulle lotte contadine che vi furono qui in Calabria nell’immediato dopoguerra; proposta accolta con un applauso, lo stesso applauso che sarà riservato, subito dopo, al saluto di Luciana Castellina in cui si invitano i compagni calabresi ad un’opera di raccolta delle informazioni necessarie per la realizzazione del film.

Arriva il momento più atteso, quello dell’intervento della compagna Nori che punta l’attenzione sul ruolo fondamentale svolto dalle donne durante la lotta di Liberazione ed boccia la controriforma costituzionale con parole semplici in cui è racchiuso il senso della lotta di Resistenza: «Volevamo unire il Paese e non dividerlo»; poi parlando dell’ultimo congresso dell’Anpi sottolinea che si è deciso di modificare lo Statuto per consentire ai molti giovani che in questi anni hanno aderito all’associazione di essere maggiormente coinvolti nell’attività ed in questa ottica propone di iniziare un processo per l’apertura di una sezione Anpi in provincia di Cosenza; anche questa proposta è accolta con un caloroso applauso e con l’impegno del segretario provinciale Angelo Croccolo.

Prima delle conclusioni del capolista al Senato Fosco Giannini, il compagno Damiano Guagliardi, capogruppo regionale del Partito, ricorda il ruolo che tanti giovani calabresi hanno svolto durante la Resistenza, quegli stessi ragazzi che, finita la guerra, tornarono in Calabria per organizzare le lotte contadine.

Nell’intervento conclusivo, Fosco Giannini evidenzia come, oggi, il pericolo fascista sia reale poiché l’estrema destra è funzionale al progetto politico di Berlusconi e che la risposta deve essere “l’antifascismo militante” la cui espressione non è nei “fatti di Milano” ma nelle piazze presidiate democraticamente sottolineando anche la necessità dell’unità delle forze democratiche e progressiste per sconfiggere Berlusconi e difendere la Costituzione nata dalla Resistenza.