Una proposta di disegno di legge dal Comitato fiorentino “Fermiamo la Moratti”

La “Proposta di disegno di legge per l’abrogazione delle leggi Moratti” promossa dal Comitato fiorentino “Fermiamo la Moratti” interviene su una questione decisiva per il futuro della scuola italiana, perché risponde affermativamente a un quesito che i prossimi mesi che precedono le elezioni renderanno ancora più cruciale: cosa fare delle riforme Moratti?
L’avvicinarsi della scadenza elettorale non ha, finora, affatto avvicinato per l’Unione il momento della scelta, anzi. Ogni giorno che passa vede addensarsi nubi sempre più scure , si moltiplicano le risposte più diverse, cresce l’incertezza. Insomma, avviene l’esatto contrario di quello di cui insegnanti, studenti e genitori avrebbero bisogno.
La questione centrale è se sia necessario, come il movimento di opposizione alla Moratti ha rivendicato sin dall’inizio, abrogare la legge 53 sulla scuola e la Legge sulla docenza universitaria per avviare una politica scolastica alternativa a quella portata avanti dal centrodestra. Molte e autorevoli voci fra i partiti del centrosinistra hanno più volte ribadito la loro contrarietà, ricorrendo a diversi argomenti.
Esponenti della Margherita hanno, ad esempio, più volte sottolineato che “non è giusto ricominciare da zero quando si fa una riforma su un corpo vivo e vitale come la scuola” e che “Non serve azzerare tutto: alcuni elementi della riforma vanno conservati, magari modificandoli un po’ o realizzandoli pienamente”. Per Ranieri, responsabile nazionale scuola dei DS “La logica va rovesciata: prima di parlare di abrogazione, l’Unione faccia le sue proposte”.
Ma più ancora che le dichiarazioni o le interviste, sono gli atti concreti, quotidiani, degli Assessori provinciali e regionali del centrosinistra che governano la maggioranza degli Enti Locali e le Regioni, che preoccupano.
In questi mesi era già possibile intraprendere politiche che marcassero la discontinuità con quelle precedenti, che segnassero una inversione di tendenza rispetto alle politiche liberiste, di privatizzazione e mercificazione dell’istruzione e del sapere. Al contrario assistiamo al moltiplicarsi di atti politici che prefigurano la continuazione della Moratti… senza la Moratti.
Si prenda la questione delle leggi regionali sui “buoni scuola”, varate da quasi tutte le regioni prima governate dal centrodestra, per le quali, invece dell’abrogazione, si prevedono modifiche che, però, non intacchino il mantenimento del principio della “libertà di scelta educativa”, cioè la possibilità di continuare a scegliere le scuole facendosele pagate da tutti i cittadini; oppure, gli accordi Stato-Regioni sulla “sperimentazione” dei percorsi di formazione professionale che anticipavano la Riforma Moratti: all’approssimarsi della scadenza c’è un gran movimento di assessori della Margherita o dei DS che, invece di portare alla fine questa sciagurata esperienza , punta ad un loro rinnovo per altri tre anni.
Per questi motivi crediamo che “Proposta di disegno di legge” promossa dal Comitato fiorentino “Fermiamo la Moratti” sia giusta e vada sostenuta: serve per avanzare una proposta chiara, indicare un percorso credibile a tutto il centrosinistra, facendo venire allo scoperto quanti sostengono “l’impossibilità tecnica” dell’abrogazione.
Nello stesso tempo occorre avviare una grande discussione di massa, nelle scuole, su un progetto condiviso di riforma della scuola secondaria superiore come, ad esempio, quello proposto dal movimento milanese di Retescuole, che coinvolga insegnanti, genitori e studenti e che sia capace di costruire un progetto di “scuola che vogliamo”.