Una prigione fuori dal mondo

Uri Avneri, giornalista, scrittore pacifista, è presidente di Gush Shalom (Blocco per la Pace),movimento indipendente per la pace fondato nel 1993. Oltre ad aver scritto per 40 anni su “Haolam Hazeh” (1950-1990), è stato membro della Knesset, il Parlamento israeliano, per 3 mandati. Nel 1975 ha fondato il Consiglio israeliano per la Pace Israelo-Palestinese. Dri Avnery è stato insignito, insieme a sua moglie Rachel e a Gush Shalom, del Nobel alternativo per la difesa dei diritti, conferito loro a Stoccolma nel dicembre del 2001. Con lui cerchiamo di indagare su cosa accade a Gaza dal punto di vista di Israele.
Dando uno sguardo ai media, non è difficile capire quanto l’attenzione nei confronti di quel che accade a Gaza, già scarsa quando la guerra muoveva i suoi passi verso il Libano, sia oggi quasi del tutto assente.Th vivi in Israele: cosa ci puoi dire riguardo a quel che accade attualmente?
Sembra che al mondo non importi nulla di quello che accade nella striscia di Gaza. Il pubblico israeliano è stanco, dopo la guerra in Libano e non ne può più di Gaza. In questo contesto l’esercito israeliano può fare quello che vuole. Effettivamente, stanno accadendo cose tremende. Negli ultimi 3 mesi circa 300 palestinesi sono stati uccisi,lì, dai 3 ai 5 uomini, donne e bambini vengono uccisi ogni giorno. Vengono, poi, citati dai nostri telegiornali fra le notiziole di poco conto. La gente viene uccisa in vari modi: attacchi dal cielo colpiscono dei bersagli precisi (per lo più combattenti di Hamas, della Jihad e di Fatah) così come parenti, vicini e passanti. Quando vengono attaccati da bombe o pietre, i carri armati sparano sulle case e i passanti. Dall’ altra parte i palestinesi lanciano missili Kassam sulle città e i villaggi israeliani, con scarsi risultati. Nessun israeliano è stato ucciso, recentemente. Il governo israeliano rifiuta di iniziare negozi azioni con il presidente palestinese ed il governo, perché ogni negoziazione porterebbe alla necessità di ritirarsi dalla Cisgiordania, smantellando gli insediamenti di quell’area. Cercano di portare i palestinesi alla resa affamandoli letteralmente. Tristemente, l’Europa è complice in questa operazione tesa ad affamare l’intera popolazione, boicottando i territori palestinesi e bloccando i fondi. Anche l’Italia purtroppo prende parte e tiene questo deprecabile comportamento guidata dagli Usa.
L’opinione pubblica in Israele pensa che la guerra contro il Libano fosse direttamente legata ai fatti di Gaza che l’hanno preceduta? E tu cosa ne pensi?
L’opinione pubblica qui non fa collegamenti fra la guerra in Libano e la guerra contro i palestinesi. Comunque una connessione diretta c’è. La cattura di un soldato israeliano da parte dei palestinesi è stata subito seguita dalla cattura di due soldati Hezbollah. Hassan Nasrallah voleva palesare il suo sostegno ai palestinesi distogliendo l’attenzione degli israeliani da Gaza al Libano. Tutto in Medio Oriente ha radici nel conflitto israelo-palestinese.
Come percepiscono la situazione attuale gli israeliani?
La maggior parte degli israeliani semplicemente accetta la situazione attuale, come inevitabile. Gli israeliani sono abituati alla guerra,ormai da tanto tempo.
Recentemente, abbiamo sentito parlare dell’ipotesi di utilizzo di nuove armi da parte degli israeliani su Gaza, visto che si sono riscontrate ferite finora mai rilevate: sono state necessarie molte amputazioni di arti inferiori. Qu.este presunte nuove armi, molto precise, verrebbero lanciate da aerei senza pilota. Cosa ci sai dire a tal proposito?
Bisogna valutare le voci circa nuove armi, con molta cautela. In genere, dopo un po’, notizie del genere vengono smentite. Medici inesperti, a volte, arrivano a conclusioni che non hanno un reale fondamento. Per quanto concerne gli aerei senza pilota, invece, giocano un ruolo davvero molto importante, poiché usano bombe di precisione che uccidono molti civili che si trovano a passare.
Qual è il livello di dialogo che gli israeliani possono avere con Hamas? Che ruolo ha Hamas nella possibilità di sviluppare una strategia per il raggiungimento dello stato di Palestina? Tu, personalmente, hai potuto aprire un dialogo con qualcuno dei suoi leader?
Hamas è un autentico movimento palestinese. Ha vinto elezioni democratiche. Dobbiamo negoziare con loro. Effettivamente, noi di Gush Shalom abbiamo già aperto dei contatti con rappresentanti della leadership di Hamas. Ma purtroppo, i nostri interlocutori sono stati arrestati!
Cosa fanno gli israeliani come te, per i palestinesi che vivono a Gaza? Cosa vi è consentito fare?
E’ estremamente difficile avere qualsiasi tipo di contatto con Gaza, che attualmente è una grande prigione e completamente isolata. I nostri contatti sono per lo più con palestinesi che si trovano in Cisgiordania e Gerusalemme Est..