Una nuova scala mobile: presentazione della proposta a Vibo Valentia

E’ stata presentata ieri, all’Italcementi di Vibo Marina, la proposta di legge di iniziativa popolare per il ripristino del meccanismo automatico di copertura dall’inflazione reale per salari e pensioni, meglio nota come scala mobile. A presentarla, il Partito della Rifondazione comunista con la partecipazione dei lavoratori Rsu del cementificio. Seduti allo stesso tavolo si sono incontrati: Franco Daniele, segretario provinciale Prc, Renato Giannini, segretario cittadino, Matteo Malerba, assessore provinciale, e Fosco Giannini, candidato numero uno al Senato; per la rappresentanza sindacale: Giovanni Patania (SlaiCobas), Nicola Borello (SlaiCobas), Adriano Figliucci (Cgil) e Luigi Cremaschi (Cisl). Il primo ad intervenire è stato Franco Daniele:« Noi conduciamo da sempre le lotte per i salariati. Nel paese è in atto l’iniziativa per riprendere il meccanismo della scala mobile, siamo qui per sensibilizzare i lavoratori, per una nuova stagione di lotte». Ma per quale motivo si vuole ripristinare un meccanismo dismesso, ormai, da anni? A rispondere è stato Renato Giannini, organizzatore dell’incontro:« L’Italia è al dodicesimo posto in Europa, esattamente dopo Portogallo e Grecia, per capacità d’acquisto dei salari reali. Dal ’92 ad oggi, i salari hanno perso valore del 13% per gli impiegati, e del 12% per gli operai. Se non si comprendono questi dati, non si capisce l’utilità della proposta». La proposta di legge vorrebbe, quindi, difendere il potere d’acquisto di lavoratori, pensionati e precari. I sindacalizzati, dal canto loro, sembrano aver accettato con entusiasmo questa proposta, offrendo la loro collaborazione. Giovanni Patania, ad esempio, ha ammesso:« Noi Rsu pensiamo che, discutere dei salari, sia il primo punto di confronto per l’intera Unione. Dall’ ’84 ad oggi, vi sono stati dei cambiamenti liberisti che hanno danneggiato i lavoratori. Sono convinto che il Prc fa serie proposte, le quali vanno rafforzate in seno all’Unione per dare, con forza riformatrice, sicurezza alle fasce lavoratrici più deboli». Dello stesso parere anche Luigi Cremaschi:« Faremo presente a tutti i lavoratori questa proposta, nella speranza di costruire concretamente un aiuto per il nuovo governo. Bisogna recuperare la dignità di ogni lavoratore, anche economica». Il più incisivo, però, nel suo intervento, è stato Fosco Giannini:« La classe operaia è la spina dorsale del paese, il motore che produce. Ma siamo di fronte al governo più antioperaio e antisociale della storia della Repubblica. Un salario medio è di 900euro per gli occupati, e quello medio dei precari e di 700euro. Non si arriva neanche più alla terza settimana. Tutte le categorie di lavoratori sono a rischio. Tutti i salari mancano, almeno, di 600 euro. Soldi che hanno preso i padroni: la più alta accumulazione di capitale della storia». Esiste, quindi un alternativa? «L’alternativa: fare un po’ male ai padroni». Nei prossimi giorni sono previsti dei banchetti, per la raccolta delle firme di adesione alla proposta.